Colpo a sorpresa per Mosca: l'economia russa rischia il collasso
Il formale ritiro degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC e dall'alleanza OPEC-plus segna una frattura strutturale fondamentale nella governance dei mercati petroliferi globali. Rimuovendosi dalle quote di produzione del cartello, Abu Dhabi sta dando priorità alla massimizzazione della sua significativa capacità in eccesso e ai suoi prossimi progetti infrastrutturali rispetto alla difesa collettiva dei prezzi. Questa espansione unilaterale dell'offerta di mercato minaccia direttamente i prezzi artificialmente elevati dell'energia che hanno sostenuto il bilancio federale della Russia, logorato dalla guerra, nel mezzo delle sanzioni internazionali. Inoltre, lo sviluppo strategico di un sistema di oleodotti ovest-est consente agli Emirati di aggirare i colli di bottiglia delle spedizioni regionali, minando i vantaggi economici che Mosca e Teheran derivavano in precedenza dalle interruzioni delle forniture. Poiché il greggio emiratino entra nel mercato in diretta concorrenza per i raffinatori asiatici, l'Iran deve affrontare gravi contrazioni dei ricavi e una riduzione della quota di mercato. In definitiva, questa frammentazione istituzionale degrada significativamente la capacità a lungo termine sia della Russia che dell'Iran di finanziare i rispettivi sforzi militari e i proxy regionali.










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