La Corea del Nord invia 12.000 operai nelle fabbriche nel cuore della Russia per potenziare la guerra dei droni
L'impiego diretto di 12.000 lavoratori nordcoreani nella Zona Economica Speciale di Alabuga converte la produzione russa di droni d'attacco tipo Shahed dalla dipendenza da forniture estere a un assemblaggio nazionale istituzionalizzato superiore a 5.500 unità mensili. Trattenendo tra il 70 e il 90 per cento delle retribuzioni, Pyongyang genera entrate statali cruciali fornendo al contempo a Mosca una manodopera disciplinata e a basso costo in grado di compensare le gravi carenze occupazionali interne provocate dalla guerra. Parallelamente, l'inserimento di brigate di lavoro nordcoreane in comparti civili quali manifattura leggera, agricoltura e catene di montaggio stabilizza il sistema economico russo a fronte della crescente pressione della mobilitazione. L'attivazione di un nuovo valico stradale accanto al preesistente ponte ferroviario sul fiume Tumen espande significativamente la capacità di transito del corridoio di Chasan, consentendo una logistica distribuita e resiliente per personale, materie prime e munizioni. Di conseguenza, tale integrazione bilaterale inserisce direttamente Pyongyang nei meccanismi industriali bellici russi, consolidando una partnership autarchica e interdipendente capace di sostenere una guerra d'attrito ad alta intensità a dispetto delle ampie sanzioni occidentali.








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