Oggi, le notizie di maggior rilievo giungono dalla Russia.
In questo quadro, il conflitto russo-ucraino assume connotati di crescente distruttività e complessità, a seguito dell'impiego da parte russa di un nuovo missile da crociera sul teatro operativo, volto a sfidare i sistemi di difesa aerea ucraini. L'esteso raggio d'azione di questo nuovo vettore e la sua potente testata bellica stanno definendo una nuova equazione sul campo di battaglia, i cui reali obiettivi e l'impatto strategico stanno progressivamente emergendo.

Recentemente, le forze missilistiche russe hanno colpito un ulteriore edificio civile multipiano nella città di Kharkiv, provocando il crollo di un'intera sezione dal primo al quinto piano e intrappolando i residenti sotto le macerie. Tuttavia, l'analisi post-impatto dei frammenti ha rivelato che si trattava di un nuovo missile da crociera, denominato Izdeliye-30, testato per la prima volta in condizioni di combattimento reale. Mentre proseguivano le indagini sull'attacco ai civili, analisi parallele sulla nuova minaccia russa hanno rivelato dettagli tecnici significativi.

Il missile impiegato nell'attacco a Kharkiv, l'Izdeliye-30, è un vettore da crociera subsonico aviolanciato, sviluppato dalla Russia come alternativa avanzata ai sistemi attualmente in dotazione. Il missile trasporta una testata di circa 800 chilogrammi, quasi il doppio rispetto ai 400 chilogrammi di carico utile della precedente variante Kh-101. Grazie a questa testata maggiorata, è in grado di infliggere distruzioni profonde e diffuse contro obiettivi fissi di grandi dimensioni, quali edifici densamente popolati, ma anche centrali elettriche, aeroporti e basi militari strategiche.

Sul piano operativo, l'Izdeliye-30 vanta un raggio d'azione di almeno 1.500 chilometri, il che consente alla Russia di colpire le infrastrutture energetiche e di trasporto fin nell'Ucraina occidentale. Ciò permette di prendere di mira magazzini e depositi logistici per gli aiuti internazionali, che la Russia spesso non riesce a distruggere con precisione a causa delle contromisure elettroniche ucraine.

Questo aspetto conduce alla questione della navigazione: l'Izdeliye-30 utilizza un'antenna digitale Kometa-M12, capace di ricevere segnali satellitari anche in condizioni di guerra elettronica attiva. Attraverso il beamforming digitale, l'antenna può isolare il segnale satellitare corretto che fornisce la posizione al missile nonostante le interferenze nemiche, proteggendo il vettore da jamming e spoofing e garantendo una navigazione stabile e un puntamento accurato. Al contrario, la variante Kh-101 è priva di tali capacità avanzate di resistenza alle interferenze, risultando meno stabile in ambienti elettromagnetici complessi.

Attualmente, la guerra elettronica ucraina neutralizza fino all'84% degli attacchi russi condotti con droni e missili da crociera. Sebbene non esistano dati specifici per il solo Kh-101, questi vettori costituiscono oltre tre quarti dei pacchetti d'attacco russi, insieme ai droni Shahed e ai vecchi Kh-555, suggerendo che le contromisure ucraine abbiano raggiunto un'efficacia paragonabile anche contro il Kh-101.

Oltre alla maggiore resilienza alla guerra elettronica, la Russia ha sviluppato un nuovo missile poiché, dall'inizio delle ostilità, ha lanciato oltre 4.660 missili da crociera contro l'Ucraina. Tali sistemi sono estremamente onerosi e pongono una pressione significativa sull'economia russa. Ad esempio, il Kh-101 ha un costo unitario stimato tra i 2 e i 2,4 milioni di dollari, mentre la produzione russa si attesta sulle 50 unità mensili, determinando costi di produzione annui di circa 1,2-1,44 miliardi di dollari. Al contempo, l'uso costante di missili aviolanciati sta rapidamente esaurendo le scorte, mentre la nuova produzione fatica a soddisfare la domanda bellica nonostante i canali di importazione per aggirare le sanzioni.

A titolo esemplificativo, nel febbraio 2026, la Russia ha lanciato 175 missili da crociera contro l'Ucraina, a fronte di una capacità produttiva mensile di circa 195 vettori di ogni tipo, secondo l'intelligence militare ucraina. Ciò dimostra che la Russia sta producendo al di sotto della sua capacità massima, mentre l'impiego operativo continua a crescere, ampliando il divario tra produzione e consumo. Per ovviare a tale criticità è stato sviluppato l'Izdeliye-30, sensibilmente più economico da produrre rispetto al Kh-101, con un costo stimato intorno al milione di dollari. Significativamente, il missile impiega componenti dei missili antinave Kh-35U, che la Russia non sta attualmente utilizzando contro la pressoché inesistente marina ucraina, rendendo molte parti già disponibili a magazzino. Di conseguenza, la Russia può accelerare la produzione di questi vettori in volumi maggiori.

Il missile può essere lanciato da molteplici piattaforme aeree, inclusi i bombardieri strategici Tupolev Tu-95MSM e Tu-160M, nonché il caccia Su-34 mediante piloni dedicati, supportando ulteriormente la rapida implementazione del nuovo sistema d'arma.

Complessivamente, la Russia ha conseguito un successo tecnico nello sviluppo dell'Izdeliye-30, ma la sua sostenibilità futura e l'efficacia a lungo termine rimangono incerte. Poiché l'Ucraina ha rapidamente individuato l'architettura tecnica dell'arma russa, lo sviluppo di nuove contromisure non tarderà a seguire.

È tuttavia fondamentale rilevare che la Russia continuerà a essere in grado di produrre tali armamenti poiché, nonostante le sanzioni occidentali, ha realizzato l'Izdeliye e altri sistemi utilizzando microelettronica proveniente da Stati Uniti, Cina, Europa, Svizzera, Corea del Nord e Paesi Bassi, veicolando le importazioni attraverso stati e società terze. Queste informazioni serviranno da monito per i paesi occidentali e rafforzano la necessità di rendere le sanzioni contro la Russia più incisive; solo allora avranno un reale impatto paralizzante sulle operazioni militari russe.


.jpg)








Commenti