Navi petrolifere russe e navi missilistiche iraniane BRUCIANO nel Mar Caspio
La notizia più importante arriva dal Mar Caspio, dove l’Ucraina ha infranto l’assunto russo secondo cui questa retroguardia fosse fuori portata. Gli attacchi a lungo raggio ucraini hanno colpito piattaforme offshore di Lukoil, danneggiato infrastrutture produttive e costretto a chiusure ripetute, segnalando una campagna sostenuta piuttosto che attacchi isolati. Allo stesso tempo, imbarcazioni legate ai trasferimenti di armi russo-iraniani sono state colpite o rese inutilizzabili, interrompendo una rotta logistica chiave utilizzata per rifornire droni Shahed, missili e munizioni. Queste azioni estendono la pressione dell’Ucraina su tutta la catena di approvvigionamento energetica e militare russa, dall’estrazione e raffinazione fino al trasporto e all’esportazione. Russia e Iran non dispongono della profondità di difesa aerea e della flessibilità logistica necessarie per proteggere il Caspio senza indebolire altri fronti critici, lasciando esposti asset di alto valore. Di conseguenza, l’Ucraina ha effettivamente annullato la profondità strategica della Russia nella regione, aprendo la porta a continui attacchi che minacciano sia il finanziamento della guerra sia i flussi di armi.

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