La Polonia stringe un accordo con l'Ucraina... Putin: L'Europa è già in guerra

Nov 6, 2026
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Oggi la notizia di maggiore rilevanza giunge dalla Polonia.

Varsavia e Kyiv hanno siglato un intesa per l'avvio della produzione del sistema d'artiglieria semovente ucraino Bohdana direttamente sul territorio polacco. In base all'accordo, l'azienda della difesa polacca PK Mil fabbricherà la componente d'artiglieria, mentre la società Szczęśniak integrerà il sistema sul proprio telaio ruotato, stabilendo di fatto una nuova base produttiva al di fuori dei confini ucraini per uno degli armamenti di sviluppo nazionale più rilevanti per Kyiv.

Tale intesa garantisce all'Ucraina l'accesso a capacita industriali supplementari e al sicuro dagli stabilimenti che la Russia ha tentato per anni di disarticolare mediante attacchi missilistici e raid di droni, inserendo al contempo la Polonia direttamente nella catena del valore di un sistema d'arma ampiamente impiegato e collaudato sul fronte ucraino. La linea di montaggio polacca amplierà pertanto l'offerta di uno dei sistemi d'artiglieria più avanzati di Kyiv, incentrato sul controllo del tiro automatizzato e sulla rapida integrazione con i sistemi di ricognizione del campo di battaglia.

Il principale vantaggio operativo del Bohdana risiede nel sistema automatizzato di controllo del tiro, in grado di elaborare i dati di ricognizione, calcolare la soluzione di fuoco e orientare la bocca da fuoco direttamente dal terminale del capopezzo. Tale architettura elimina diversi passaggi manuali tra l'acquisizione del bersaglio russo e l'apertura del fuoco, riducendo l'incidenza dell'errore umano e conferendo al sistema un livello di automazione e precisione comparabile a quello del semovente francese Caesar.

L'Ucraina ha inoltre interconnesso il Bohdana al proprio sistema di gestione del campo di battaglia Delta; ciò implica che le coordinate geografiche individuate dai droni e dalle unità di ricognizione vengono immediatamente rese disponibili agli equipaggi d'artiglieria per l'ingaggio. Un veicolo o una postazione d'artiglieria russa possono dunque essere individuati, assegnati a una batteria di Bohdana e ingaggiati prima che abbiano il tempo di ridislocarsi, tenuto conto che il sistema impiega circa novanta secondi per assumere l'assetto di tiro. In tal senso, il Bohdana può essere assimilato all'F-35 dell'artiglieria, poichè il suo reale valore aggiunto discende dall'integrazione nella rete tattica ucraina, dove le informazioni di ricognizione confluendo direttamente nel sistema di controllo del tiro consentono l'apertura del fuoco in tempi brevissimi.

L'Ucraina produce già circa quaranta sistemi Bohdana al mese, mentre i costruttori riferiscono che ne sono stati realizzati oltre mille esemplari, i quali costituiscono ormai circa il settanta percento dei pezzi d'artiglieria in servizio attivo nelle forze armate di Kyiv. Tale ritmo produttivo viene mantenuto a dispetto dei reiterati strike russi contro gli stabilimenti e le infrastrutture a supporto del comparto industriale della difesa ucraino. I produttori sono riusciti a preservare i volumi decentrando la fabbricazione su molteplici siti e duplicando i segmenti critici della catena di approvvigionamento, impedendo che la neutralizzazione di un singolo impianto comprometta l'intera linea di montaggio. La produzione in Polonia estende tale modello organizzativo all'esterno dell'Ucraina, trasferendo la fabbricazione delle componenti d'artiglieria lontano dai siti industriali ucraini attualmente oggetto degli attacchi di Mosca. Kyiv sarà pertanto in grado di ripianare le perdite ed equipaggiare nuove unità attingendo sia alla produzione nazionale sia a quella polacca, anziché dipendere esclusivamente dagli stabilimenti interni.

Con l'ingresso in servizio di un numero crescente di sistemi Bohdana, i corpi d'armata ucraini potranno incrementare la aliquota d'artiglieria assegnata ai rispettivi settori di competenza, evitando di disperdere il medesimo numero di bocche da fuoco lungo un fronte esteso. Ciò si traduce nella possibilità di far concorrere più brigate d'artiglieria a supporto del medesimo tratto di fronte, elevando il numero di pezzi a disposizione di ciascun corpo d'armata e aumentando la massa di fuoco erogabile simultaneamente. I comandi potranno così concentrare più batterie contro una singola manovra d'assalto o operazione offensiva russa, mantenendo al contempo la copertura d'artiglieria sul resto del settore. Con l'accelerazione della produzione polacca, il risultato finale consisterà in una maggiore densità di fuoco lungo la linea di contatto, conferendo ai corpi d'armata ucraini una potenza di fuoco nettamente superiore sia per arrestare le offensive russe sia per supportare le proprie operazioni su più vasta scala.

Nel complesso, l'avvio della produzione in Polonia trasforma il Bohdana da un sistema che l'Ucraina doveva fabbricare interamente sotto il fuoco nemico in un armamento producibile anche all'interno di un Paese membro della NATO. Tale assetto assicura a Kyiv una modalità per continuare a incrementare l'output di artiglieria anche laddove la Russia proseguisse nei tentativi di colpire l'industria della difesa sul territorio ucraino. Per la Polonia, l'accordo porta in dote un'esperienza produttiva diretta su un sistema d'arma ampiamente impiegato contro l'esercito russo. Più la produzione si consolidatà nel tempo, più risulterà complesso per Mosca ridurre la capacità d'artiglieria ucraina mediante la sola distruzione degli stabilimenti situati all'interno dei confini dell'Ucraina.

05:24

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