Oggi arrivano aggiornamenti importanti dalla Federazione Russa.
Qui, l’Ucraina ha proseguito la sua campagna di attacchi profondi contro le infrastrutture energetiche russe per gettare il Paese nell’oscurità. Tuttavia, ora anche il clima è contro i russi, poiché una tempesta artica ha colpito la rete elettrica russa proprio mentre l’Ucraina conduce la sua campagna nel sud.

Un blackout significativo ha colpito Murmansk e Severomorsk a seguito di una violenta tempesta artica, esponendo la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche obsolete nel nord della Russia. Secondo le dichiarazioni ufficiali delle autorità locali, l’interruzione è stata causata dal cedimento di linee ad alta tensione che alimentano Murmansk e Severomorsk, collassate presumibilmente per usura aggravata dalla tempesta. Il blackout è rilevante considerando che la regione ospita la Flotta Artica russa, con Severomorsk come principale base delle forze navali nucleari del Paese. La perdita di elettricità e riscaldamento ha implicazioni dirette sulla capacità di sostenere operazioni militari e mantenere asset navali in condizioni climatiche estreme. La Flotta del Nord russa è un componente chiave della triade nucleare e della proiezione di potere nel Circolo Polare Artico, generando iniziali voci secondo cui l’Ucraina fosse dietro l’incidente.

Sebbene non responsabile diretto del blackout di Murmansk, l’Ucraina ha sfruttato il momento della crisi conducendo attacchi di precisione contro infrastrutture energetiche durante un periodo di massima vulnerabilità. Kiev ha colpito obiettivi nelle aree controllate dai russi e nelle regioni limitrofe, compensando in parte la perdita di elettricità.

Immediatamente, Belgorod è stata sottoposta a quello che il governatore regionale ha definito l’attacco più intenso alla città nella storia di questa guerra, con rapporti locali che segnalano oltre 50 esplosioni durante la notte, indicando un pattern di attacco sostenuto e concentrato. L’attacco avrebbe danneggiato elementi chiave dell’infrastruttura energetica cittadina, inclusa la centrale termica, causando interruzioni di corrente in più quartieri.

A Taganrog sono state segnalate esplosioni a seguito di un attacco che ha preso di mira l’infrastruttura elettrica della città, con informazioni preliminari che indicano la distruzione di un trasformatore. Di conseguenza, l’elettricità è stata temporaneamente interrotta in diversi quartieri.

La centrale termica Orlovskaya a Oryol è stata colpita dopo segnalazioni di oggetti aerei ad alta velocità, con droni tipo cruise-missile Peklo ucraini operanti sulla zona. Le autorità regionali hanno confermato danni a infrastrutture di carburante ed energia nella regione di Orel, lasciando parti della città senza elettricità e acqua.

Nella parte occidentale del Donetsk controllata dai russi, un attacco Himars avrebbe colpito una sottostazione elettrica situata in una zona industriale. L’attacco ha incendiato l’impianto e interessato più sottostazioni, causando blackout diffusi e ricorrenti in tutta l’area.

Le forze ucraine hanno inoltre colpito la sottostazione elettrica di Bokovo-Platove nella regione di Luhansk sotto controllo russo, con residenti a Khrustalnyi che hanno segnalato attività di UAV durante l’incidente. L’attacco ha interrotto la distribuzione dell’energia elettrica nell’area, indicando un attacco a lungo raggio con droni contro infrastrutture critiche.

La portata e la distribuzione geografica dei blackout dimostrano l’incapacità della Russia di proteggere le infrastrutture nelle retrovie da pressioni coordinate e multi-direzionali. Mentre gli attacchi dal sud hanno aggravato lo stress della rete, una grave tempesta artica ha contemporaneamente degradato i sistemi energetici da nord, creando punti di cedimento sovrapposti.

Questa convergenza ha innescato blackout a catena che si sono estesi nei territori controllati dai russi e nell’interno della Russia, esponendo la fragilità sistemica nella capacità di trasmissione e di deviazione della rete. Le conseguenti interruzioni di elettricità e riscaldamento hanno amplificato l’impatto sulle infrastrutture civili e militari. Nella base dei sottomarini nucleari russi e della Flotta del Nord, dove la continuità energetica è critica, i blackout prolungati erodono la prontezza operativa, interrompono cicli di logistica e manutenzione e limitano le funzioni di comando e controllo nei nodi militari strategicamente rilevanti, in particolare nella regione artica. Questi effetti a catena evidenziano che la Russia non può proteggere affidabilmente le retrovie da shock sincronizzati.

Complessivamente, gli sviluppi recenti nelle regioni settentrionali e meridionali della Russia mostrano come stress ambientali e pressioni operative possano convergere per esporre vulnerabilità sistemiche. Il clima artico severo ha messo sotto stress infrastrutture obsolete a Murmansk e Severomorsk, mentre gli attacchi ucraini hanno intensificato queste debolezze distogliendo squadre di riparazione e attrezzature dalle manutenzioni ordinarie.

Questa convergenza ha accelerato i guasti nelle reti energetiche di supporto alle retrovie e militari, causando blackout diffusi, interruzioni civili e riduzione della prontezza militare. Nel complesso, questi eventi dimostrano che il sistema energetico russo è altamente vulnerabile a pressioni sincronizzate e multi-vettore, che trasformano rapidamente danni localizzati in un collasso sistemico, mentre gli ucraini stanno sfruttando al massimo questa situazione.


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