Oggi le notizie di maggior rilievo provengono dal settore operativo di Orikhiv.
In questo quadrante, l'artiglieria ucraina ha eseguito un devastante tir di controbatteria contro le posizioni d'artiglieria russe a est di Orikhiv. I filmati geolocalizzati confermano l'individuazione e la distruzione di due semoventi d'artiglieria 2S3 Akatsiya nella località di Huliaipole. Un successivo attacco condotto tramite un drone d'assalto a ala fissa ne ha garantito l'annientamento definitivo.

In seguito, un obice trainato russo 2A65 Msta-B è stato centrato e distrutto a causa dell'esplosione della struttura protetta in cui era posizionato, unitamente al munizionamento stoccato sul posto. L'azione ucraina non si è limitata ai soli pezzi d'artiglieria: un importante centro di stazionamento e punto d'appoggio della fanteria russa è stato investito da un fuoco concentrato che ne ha causato il crollo per oltre la metà della struttura. La distruzione progressiva dei pezzi d'artiglieria è proseguita in modo sistematico, guidata dall'alto da droni da ricognizione ad alta quota. Le forze ucraine sono giunte a neutralizzare persino un carro armato T-55 che i russi avevano posizionato all'interno di un edificio residenziale nel tentativo di occultarlo. Il logoramento continuo causato dal fuoco di controbatteria ucraino è evidenziato dal fatto che il comando russo è ormai costretto a impiegare un dispositivo eterogeneo composto da carri armati, semoventi e pezzi trainati in luogo di batterie d'artiglieria omogenee e strutturate. Al termine dell'azione, il bilancio complessivo per la parte ucraina rileva la neutralizzazione di un carro armato, un semovente e almeno undici pezzi d'artiglieria trainata.

Tale esito attesta la completa neutralizzazione dell'intero gruppo d'artiglieria russo schierato sul fianco orientale di Orikhiv. Le batterie russe erano posizionate a ridosso della linea di contatto, con il compito di erogare un supporto di fuoco a lungo raggio alle unità impegnate nei tentativi di infiltrazione e manovra avvolgente da est verso Orikhiv. A seguito di questa distruzione, i reparti russi nell'area si trovano momentaneamente privi dell'appoggio tattico necessario per colpire le posizioni ucraine con tiri indiretti. Questa carenza di copertura ha creato una finestra operativa che il comando ucraino sta sfruttando appieno. Nello specifico, fonti dal campo riferiscono l'avvenuto isolamento dei nuclei russi penetrati nel centro abitato di Chervona Krynytsia. Tali elementi avevano recentemente condotto un'operazione dimostrativa di alzabandiera, ma sono stati prontamente sottoposti a un intenso martellamento da parte dei droni ucraini. L'eliminazione della presenza russa in questo settore risulta prioritaria, poiché la località funge da testata di ponte per i nuclei d'infiltrazione intenti a interdire una delle principali arterie di rifornimento di Orikhiv.

Parallelamente, le forze ucraine sono riuscite a riprendere il controllo del centro tatticamente rilevante di Hirke, anch'esso impiegato dalle forze russe come punto d'appoggio per ampliare la morsa offensiva orientale.
Oltre ai concreti guadagni tattici ottenuti con il silenziamento dell'artiglieria russa nel settore, emerge una nuova evoluzione nelle dottrine d'impiego del fuoco. Si osserva sempre più frequentemente come le brigate d'artiglieria ucraine stiano integrando rilevanti capacità di attacco mediante droni. Nello specifico, non si tratta unicamente dei consueti droni kamikaze FPV o bombardieri, bensì di vettori d'attacco ad ala fissa dotati di un raggio d'azione pari o superiore a quello dell'artiglieria convenzionale a canna rigata. La logica di tale scelta appare chiara: il munizionamento guidato di precisione presenta costi elevati ed è soggetto a interdiffusione elettronica GPS, laddove per centrare un bersaglio con proiettili convenzionali non guidati occorrono mediamente dai dieci ai cinquanta colpi, in funzione della distanza e del calibro impiegato.

Al contrario, un drone ad ala fissa impiegato sulla linea di contatto è in grado di ingaggiare con precisione l'obiettivo sin dal primo vettore, dimostrando un'efficacia superiore nelle operazioni di controbatteria volte a neutralizzare i pezzi avversari. Tali sistemi erogano una carica esplosiva sufficiente a mettere fuori uso le batterie nemiche, pur difettando della massa di fuoco immediata e della rapidità d'impatto tipiche di un proiettile d'artiglieria su bersagli leggeri, oltre a soffrire una maggiore vulnerabilità alle avversità atmosferiche e al jamming. Pertanto, la grande artiglieria convenzionale mantiene la sua supremazia nelle missioni di saturazione e distruzione pesante. L'impiego sistematico dei droni d'attacco da parte dei reparti d'artiglieria ucraini dimostra la modernizzazione dei loro assetti e l'ampliamento degli strumenti operativi, senza prescindere dalla capacità di assolvere i compiti primari della specialità.

Nel complesso, le brigate d'artiglieria ucraine hanno incrementato le proprie capacità di controbatteria incorporando la tecnologia dei droni nella propria architettura di fuoco. Questo dispositivo ha consentito di mettere fuori causa l'artiglieria pesante russa posizionata sul fianco orientale di Orikhiv, permettendo alle forze di manovra ucraine di isolare la morsa offensiva avversaria. Per le forze ucraine si apre ora la fase per consolidare il contrattecco, annullare i progressi russi e riprendere il pieno controllo di un settore che ha opposto una salda resistenza fin dalle prime fasi dell'invasione.



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