Oggi giungono notizie di primaria rilevanza dal settore di Zaporizhzhia.
In questo quadrante, le forze russe hanno tentato di sfruttare l'area acquitrinosa dell'ex bacino idrico di Kakhovka per condurre un'avanzata a sorpresa in direzione di Zaporizhzhia. Tuttavia, le forze speciali ucraine hanno trasformato l'operazione di infiltrazione russa in un'imboscata in stile Vietnam che gli avversari non dimenticheranno facilmente.
A dispetto della realta sul terreno, il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Valery Gerasimov, ha dichiarato che le truppe di Mosca avrebbero conquistato Malokaterynivka e si troverebbero ad appena cinque chilometri da Zaporizhzhia, affermazione pubblicamente ribadita da Vladimir Putin e presentata come un ulteriore successo di rilievo per le forze russe.

L'operazione russa si e sviluppata lungo l'alveo prosciugato dell'ex bacino di Kakhovka, svuotatosi in seguito alla distruzione della diga avvenuta nel duemilaventitre ad opera dell'esercito russo. Da allora, una fitta vegetazione si e estesa sul terreno emerso, dando origine a un paesaggio singolare caratterizzato da boschi giovani, acquitrini e stretti corsi d'acqua mentre il fiume Dnipro tende a ripercorrere il suo alveo originale, con la terra liberata che ha fornito un terreno fertile per la crescita di nuova flora.
Questo ambiente, piu simile a una giungla tropicale che al convenzionale teatro bellico ucraino, ha offerto un'opportunita ai nuclei d'infiltrazione russi. Il denso fogliame ostacola la ricognizione aerea, limita la visuale dei droni e consente a piccoli gruppi di muoversi sotto la copertura degli alberi senza rivelare immediatamente le proprie posizioni. I comandi russi speravano di sfruttare tali condizioni per raggiungere il territorio controllato dagli ucraini e registrare l'ennesimo video simbolico di piantumazione della bandiera, cosi da permettere ai vertici militari di rivendicare un'avanzata verso Zaporizhzhia.

Tuttavia, l'intelligence militare ucraina ha presagito il pericolo e ha diffuso filmati che mostrano gli operatori dell'Unita Speciale Timur intenti a condurre operazioni anti-sabotaggio all'interno della vegetazione. I soldati ucraini indossavano tute mimetiche ghillie specializzate, che permettevano loro di mimetizzarsi tra gli alberi e il sottobosco circostante. La densita della vegetazione si e rivelata svantaggiosa per i russi esattamente nella misura in cui speravano di trarne beneficio, poiche ha reso l'attraversamento estremamente arduo, restringendo fortemente le vie d'infiltrazione. Ed e proprio lungo tali direttrici che gli ucraini hanno predisposto le proprie imboscate, stabilendo posizioni coperte e attendendo che gli infiltrati russi cadessero nella trappola.

Il primo soldato russo individuato ha rifiutato la possibilita di rendersi ed e stato eliminato. Un altro ha immediatamente gettato l'arma a terra sdraiandosi al suolo, venendo catturato come prigioniero di guerra. Quando ulteriori elementi russi hanno ignorato le intimazioni di resa ucraine, il nucleo di Kyiv ha richiesto il supporto di droni dotati di sensori termici. Il vettore aereo ha facilitato l'individuazione dei militari occultati sotto la vegetazione, mentre gli ordigni sganciati dall'alto li hanno costretti a uscire dai loro ripari.
Le truppe ucraine hanno successivamente verificato l'eliminazione degli infiltrati e hanno proseguito le operazioni di bonifica dell'area. Poco dopo e sopraggiunto un secondo gruppo russo, innescando uno scontro a fuoco a breve distanza tra la fitta alberatura. Un soldato russo e stato ucciso, mentre un altro e stato preso prigioniero.

Gli stessi militari russi indossavano tute mimetiche concepite per occultarne i movimenti, ma il loro equipaggiamento si e dimostrato insufficiente a contrastare la manovra coordinata di ricognizione e imboscata ucraina. Un ottocottero pesante ucraino e stato quindi impiegato contro un ulteriore gruppo d'infiltrazione. I suoi strike hanno eliminato due soldati russi, mentre il superstite si e arreso; i soldati ucraini gli hanno prestato il primo soccorso, medicando le ferite e riducendolo in prigionia.

L'intero scontro ha evidenziato quanto sia diventato complesso combattere all'interno di queste aree acquitrinose, dove la visibilita e ridotta, gli ingaggi avvengono a distanze ridottissime e la sorveglianza aerea convenzionale deve essere integrata con la fanteria occultata e la ricognizione termica. Ciononostante, a fronte del fallimento di questi tentativi di infiltrazione, Gerasimov ha dichiarato pubblicamente che la Russia si troverebbe alla periferia della citta di Zaporizhzhia.
L'Ucraina ha reagito evidenziando la palese contraddizione: Maksym Kravchuk, portavoce del Gruppo di Forze Sud ucraino, ha smentito le affermazioni di Gerasimov confermando che Malokaterynivka rimane saldamente sotto il controllo di Kyiv. I soldati della Centoventottesima Brigata Meccanizzata Pesante ucraina hanno successivamente registrato un video direttamente all'interno dell'insediamento, dimostrando pubblicamente la propria presenza continuativa. Kravchuk ha inoltre chiarito che le posizioni russe si trovano a circa venticinque chilometri dalla periferia meridionale di Zaporizhzhia e non a cinque, ridicolizzando le dichiarazioni dei comandi russi come l'ennesima narrazione fantastica presentata a Putin anziche una descrizione accurata della situazione sul campo di battaglia.

Nel complesso, l'esito dell'operazione si e rivelato particolarmente imbarazzante per le forze russe, che avevano tentato di sfruttare uno degli ambienti piu peculiari della regione, in cui la fitta vegetazione offriva opportunita di movimento occultato. Al contrario, le forze speciali ucraine hanno intercettato gli infiltrati, eliminato diversi gruppi e catturato prigionieri. Con l'approssimarsi dell'inverno, i russi si troveranno ad affrontare un ulteriore problema, poiche la scomparsa del fogliame esporra progressivamente ogni movimento attraverso l'alveo dell'ex bacino idrico. Gerasimov potra continuare ad annunciare avanzate spettacolari, ma i filmati ucraini dimostrano che la Russia rimane ben lontana dal conseguire quella rottura operativa verso Zaporizhzhia che era stata promessa a Putin.



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