Aerei ucraini lanciano droni intercettori: portata estesa e controllo totale della difesa aerea
La difesa aerea ucraina sta passando dagli intercettori terrestri a piattaforme di lancio aviotrasportate per superare i limiti di portata e flessibilità di posizionamento. Evidenze recenti confermano l'impiego di velivoli da trasporto Antonov modificati come navi madre per droni intercettori, rilasciati da supporti subalari. Grazie al lancio in quota, i droni ereditano la velocità e l'energia potenziale del velivolo vettore, estendendo il raggio operativo da quaranta a circa cento chilometri. Questo vantaggio energetico consente l'intercettazione proattiva di munizioni circuitanti, come la serie Shahed, posizionando gli intercettori lungo i corridoi di volo previsti. Il sistema utilizza architetture di controllo standard, permettendo agli operatori a bordo di guidare i droni verso i bersagli. Questo spostamento dalla difesa reattiva di terra a un modello di schieramento aereo proattivo ottimizza l'allocazione delle risorse e riduce l'efficacia delle tattiche di saturazione di massa.

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