0% di sopravvivenza: soldati russi contro robot ucraini

Jan 22, 2026
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Oggi ci sono aggiornamenti interessanti dall’Ucraina.

Qui, l’esercito ucraino sta trasformando rapidamente il modo di combattere, implementando l’uso di droni terrestri per il combattimento attivo in prima linea in un numero crescente di unità. Questo contrasta la supremazia numerica russa e crea un ambiente di battaglia in cui ondate di soldati russi vengono tesse imboscate dai robot ucraini.

La 5ª Brigata d’Assalto ucraina è emersa come uno dei principali motori di questo cambiamento nel loro settore nel Dnipropetrovsk. I loro soldati stanno sviluppando le lezioni operative introdotte dal Terzo Corpo d’Armata intorno a Liman, concentrandosi sull’espansione del ruolo dei robot terrestri da strumenti di supporto per logistica, trasporto ed evacuazione a cacciatori autonomi che dominano il terreno conteso attraverso ruoli di combattimento diretto. I laboratori e i mentor del Terzo Corpo sono diventati un hub regionale per decine di unità ucraine, facendo molto più che servire il solo Corpo: le unità arrivano per l’addestramento da zero, altre portano droni danneggiati o incompleti per la configurazione, e gli ingegneri ricevono indicazioni pratiche su come creare i propri laboratori di robotica in prima linea. Il cambiamento principale è che sempre più unità vedono il potenziale di usare tali droni in attacco come strumento efficiente per contrastare la superiorità numerica russa nei loro settori.

Di conseguenza, i robot terrestri armati ucraini vengono sempre più impiegati come guardiani persistenti delle strade, che non solo monitorano la situazione ma sono anche in grado di colpire. Nascosti lungo filari di alberi, argini o strutture in rovina, pattugliano percorsi chiave e punti critici logistici utilizzando sensori termici e visione notturna.

Da queste posizioni, tendono imboscate ai veicoli, ingaggiano la fanteria con mitragliatrici o lanciarazzi montati, piazzano mine o segnalano droni aerei per attacchi successivi. Rispetto ai droni aerei, i robot terrestri eccellono in questo ruolo, poiché sono più difficili da rilevare, meno vulnerabili alle condizioni atmosferiche e in grado di restare sul posto a lungo senza rivelare la propria posizione, rendendoli strumenti perfetti per imboscate. I loro carichi più pesanti e le piattaforme di tiro stabili permettono fuoco sostenuto e accurato con diversi sistemi d’arma che i droni aerei non possono eguagliare.

Un video di combattimento rilasciato dalla 5ª Brigata d’Assalto illustra questo, mostrando un drone terrestre ucraino equipaggiato con visione notturna inviato in pattuglia lungo una strada che i russi usano per spingere gruppi d’assalto verso Oleksiivka. Mentre si muove lungo una strada forestale, il drone ucraino individua un veicolo corazzato nemico e decide di assumere una posizione di imboscata al buio. Un leggero veicolo da trasporto personale russo avanza senza capacità di visione notturna comparabile, ignaro di essere stato rilevato dal drone ucraino.

A distanza ravvicinata, il robot apre il fuoco con una mitragliatrice Browning M2 calibro 50, con i colpi che perforano facilmente l’armatura sottile, traforando il veicolo e l’equipaggio all’interno. L’attacco viene efficacemente respinto e il nemico eliminato, senza che un singolo soldato ucraino sia esposto al pericolo.

Su un campo di battaglia dove l’esito degli scontri è interamente deciso da sensori, telecomando e fuoco pre-posizionato, questo conferisce alla 5ª Brigata d’Assalto un vantaggio enorme nella loro area di responsabilità.

Mentre l’Ucraina inizia a sostituire un altro ruolo di combattimento con i droni, la Russia continua a fare affidamento su assalti pesanti di soldati mobilitati, molti dei quali ricevono addestramento minimo e spesso vengono mandati in prima linea esausti e male equipaggiati. Contro di loro, l’Ucraina impiega sistemi semi-autonomi instancabili che operano giorno e notte, non influenzati da fatica, paura o oscurità.

Questa tendenza, sviluppatasi nella seconda metà dello scorso anno, ha portato a un ulteriore aumento massiccio delle perdite russe, con i droni ucraini che hanno colpito oltre 106.000 obiettivi e eliminato un numero record di 33.000 soldati nemici solo a dicembre. Grazie a ingegneri efficaci e logistica ben preparata, le batterie dei droni vengono sostituite, le armi ricaricate e i robot ucraini possono tornare in posizione in pochi minuti per il prossimo compito.

Equipaggiati con visione termica, ottiche notturne e coordinati da droni aerei, il meteo e l’oscurità non offrono alcun nascondiglio ai russi, il che porta a un ciclo di attrizione accelerato in cui le formazioni umane impreparate vengono inserite nelle catene di morte robotiche, con il numero di vittime destinato ad aumentare ulteriormente man mano che l’Ucraina continua a impiegare droni terrestri per compiti offensivi più ampi in prima linea.

Nel complesso, man mano che i robot terrestri ucraini sostituiscono sempre più i soldati nei ruoli di ricognizione, soppressione, logistica e assalto ravvicinato, la logica degli attacchi di fanteria di massa crolla. La quantità da sola non compensa più la vulnerabilità, e più l’Ucraina scala i sistemi di droni, più le tattiche tradizionali russe di attrizione diventano obsolete. Momenti straordinari come questi mostrano lo sviluppo continuo, trasformando la forza lavoro, indipendentemente dal numero, in un input prevedibile e costoso contro una difesa automatizzata e adattiva.

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