L'Ucraina crea il primo intercettore a reazione contro i Shahed russi più veloci

Aug 31, 2026
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Il Ministero della Difesa dell'Ucraina ha recentemente confermato l'entrata in servizio attivo nelle Forze Armate ucraine dell'Alexa Spatium, il primo intercettore a reazione di produzione interamente nazionale. Questo dardo da intercettazione ad alta velocità è stato concepito in via primaria per la neutralizzazione delle munizioni circuitanti russe della serie Geran, inclusi i modelli Geran-3, Geran-4, Geran-5 e la piattaforma Shahed-131. Stando alle informazioni diffuse dal dicastero della Difesa di Kyiv, il sistema è altresì in grado di ingaggiare droni ricognitori aerei, aeromobili a pala rotante e ulteriori bersagli isolati nel dominio aereo, oltre a vettori di superficie su terra e in mare.

Negli ultimi tempi, i droni d'attacco dotati di propulsione a getto sono emersi quali minaccia tattica di crescente rilievo nel teatro operativo ucraino. Secondo quanto riferito dal colonnello Alexander Zaruba, ricercatore capo presso l'Istituto di Ricerca Scientifica sulle Armi e gli Equipaggiamenti Militari dell'Ucraina, le forze russe hanno impiegato soltanto centottanta droni a reazione nel corso delle incursioni del duemilaventicinque. Dall'inizio del duemilaventasei, tuttavia, tale volume è salito a circa millequattrocento unità, registrando un incremento pari a quasi otto volte rispetto ai dati dell'anno precedente. Questa drastica accelerazione quantitativa pone la difesa aerea ucraina di fronte a una saturazione di bersagli veloci che i precedenti vettori da intercettazione, caratterizzati da una velocità di crociera inferiore, non erano strutturalmente in grado di inseguire.

Ad esempio, durante le fasi iniziali del conflitto, i droni a elica ampiamente impiegati dalle forze russe, quali i Geran-2 e gli Shahed-136, registravano velocità massime di circa centottantacinque chilometri orari. Le più recenti varianti della serie Geran dotate di turbogetto, al contrario, raggiungono velocità operative comprese tra i trecento e i seicento chilometri orari. Per contro, i droni intercettori a elica schierati dalle forze ucraine sul campo si erano dimostrati efficaci nel contrasto agli Shahed-136 e ai Geran-2; tuttavia, dinanzi alla nuova generazione di vettori a reazione russi operanti a regimi di velocità nettamente superiori, tali piattaforme da difesa incontrano crescenti difficoltà di ingaggio e inseguimento.

Al fine di contrastare l'insidia rappresentata dai droni a reazione russi ad alta velocità, l'Ucraina ha avviato il rispiegamento operativo sul campo dell'intercettore Alexa Spatium. Le forze ucraine hanno equipaggiato la piattaforma con un motore a turbogetto che garantisce una velocità di punta superiore ai seicento chilometri orari. Questa propulsione fornisce agli operatori ucraini un sistema capace di allinearsi alle prestazioni dei droni d'attacco a getto di recente introduzione da parte di Mosca. Il sistema può inoltre operare in modalità autonoma mediante coordinate preprogrammate ovvero in controllo remoto diretto, consentendo agli equipaggi di calibrare il profilo di ingaggio in funzione della situazione tattica. La piattaforma è idonea al trasporto di diverse tipologie di teste di guerra, incluse cariche a frammentazione ad alto esplosivo, a carica cava e termobariche, risultando efficace contro una vasta gamma di minacce aeree, compresi droni d'attacco, ricognitori ed elicotteri. Qualora il bersaglio non venga ingaggiato durante la missione, l'intercettore è in grado di fare rientro alla base di lancio per il successivo recupero e riutilizzo. Le dimensioni contenute—pari a circa uno virgola cinque per uno virgola sette metri—ne agevolano il trasporto e l'impiego rapido tramite catapulta mobile entro pochissimi minuti, permettendo ai team di difesa aerea di rispiegarsi celermente e intercettare minacce aeree provenienti da qualsiasi direttrice.

Inoltre, i droni intercettori si stanno affermando quale alternativa economicamente sostenibile rispetto ai complessi missilistici antiaerei convenzionali per neutralizzare le minacce aeree veloci russe sul campo di battaglia. Uno dei nodi critici dell'architettura di difesa antiaerea contemporanea è rappresentato dalla sproporzione economica nell'abbattimento di droni a basso costo: l'impiego di missili intercettori ad alto valore finanziario contro vettori d'attacco economici determina un logoramento economico insostenibile nel lungo periodo. In tale prospettiva, l'Ucraina sta espandendo massicciamente l'uso di droni intercettori, capaci di neutralizzare minacce veloci a un costo unitario ridotto, limitando la necessità di ricorrere a missili ad alto costo per ogni singolo bersaglio.

Nel complesso, l'integrazione dell'Alexa Spatium nell'architettura di difesa aerea dell'Ucraina segna una transizione fondamentale nella strategia difensiva del Paese. L'emergere di un confronto diretto tra droni a reazione travalica l'introduzione di una singola tipologia di armamento: esso testimonia come la conversione russa verso vettori più veloci stia imponendo a Kyiv un adattamento dottrinale per la protezione dello spazio aereo. L'Alexa Spatium costituisce un esempio tangibile di tale evoluzione, dotando l'Ucraina di uno strumento d'intercettazione specializzato per contrastare una minaccia che i sistemi antecedenti faticavano ormai a contenere.

05:31

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