Oggi giungono notizie di primaria rilevanza dalla Francia.
Parigi sta ampliando in modo significativo la copertura della difesa aerea ucraina in vista dell'imminente e insidiosa stagione invernale. A seguito dei colloqui con il presidente ucraino Zelensky a New York, Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia fornirà ulteriori sistemi radar e missili intercettori. Sebbene l'Eliseo non abbia reso noti i volumi e i tempi di consegna, la spedizione è prevista prima dell'inizio della campagna invernale di bombardamenti russi. L'urgenza è direttamente correlata agli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine e al rischio che una nuova e prolungata campagna invernale possa lasciare milioni di civili in Ucraina privi di elettricità o riscaldamento.

Tuttavia, questo recente pacchetto di aiuti rappresenta solo un tassello di un impegno francese di ben più ampie proporzioni, poiché l'Ucraina sta acquisendo ulteriori sistemi e vettori SAMP di produzione franco-italiana avvalendosi dei finanziamenti dello Strumento di prestito dell'Unione Europea a sostegno dell'Ucraina. L'esercito ucraino intende ordinare quattro batterie SAMP di nuova generazione, mentre la Francia dislocherà temporaneamente due sistemi SAMP/T attualmente in dotazione nell'attesa che la produzione giunga a regime.
La nuova generazione SAMP/NG costituisce un salto tecnologico di rilievo, in quanto la sua configurazione francese integra il radar Ground Fire 300, in grado di garantire una copertura a trecentosessanta gradi e di ingaggiare velivoli, droni e missili da crociera, offrendo al contempo capacità avanzate contro i missili balistici tattici. L'Ucraina diventerà il primo teatro d'impiego operativo del sistema, il cui schieramento a regime inizierà progressivamente nel duemilaventisette. Un radar Ground Fire 300, tuttavia, dovrebbe giungere sul territorio ucraino entro la fine del duemilaseisei.

Parallelamente, Francia e Italia stanno accelerando le consegne dei missili intercettori Aster 30 già pattuite per il mese di ottobre e hanno autorizzato la produzione su licenza all'interno del territorio ucraino, al fine di garantire una maggiore disponibilità di munizionamento in tempi rapidi.
Contemporaneamente registra una fase di espansione anche l'iniziativa congiunta europea di difesa antibalistica a lungo termine "Freya", formalmente presentata a Parigi a luglio da dieci paesi fondatori costituitisi in una coalizione integrata per la difesa missilistica antibalistica.
L'Ucraina sta curando lo sviluppo e la fabbricazione del missile intercettore e del lanciatore, mentre i partner europei forniscono tecnologie chiave, tra cui radar, sensori e altri componenti critici. La Francia sostiene il programma Freya mettendo in contatto gli sviluppatori ucraini con le industrie della difesa d'oltralpe e mettendo a disposizione le competenze della propria Agenzia per gli approvvigionamenti della difesa (DGA), con particolare attenzione alla tecnologia radar. Piuttosto che limitarsi all'acquisto di un ennesimo sistema occidentale esistente, l'Ucraina punta a contribuire alla costruzione di un'architettura d'intercettione del tutto nuova fondata sulla cooperazione industriale europea.

Lo sviluppo prosegue a ritmo serrato, come dimostra il recente vertice svoltosi a Oslo tra funzionari ucraini e i dirigenti delle principali aziende della difesa europee per presentare i progressi già conseguiti e coordinare le attività per i prossimi mesi. Di conseguenza, Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina si attende i primi risultati del programma prima della fine del duemilaseisei, elemento fondamentale soprattutto nel periodo invernale, in quanto anche componenti prototipali o test sul campo fornirebbero un contributo immediato alla protezione dei cieli ucraini, segnando al contempo un avanzamento insolitamente rapido per un programma antibalistico di tale portata.
L'Ucraina necessita di tale celerità poiché la sua rete di difesa aerea ha assunto una struttura estremamente variegata, in cui sistemi d'epoca sovietica operano al fianco di batterie Patriot, SAMP e altre piattaforme occidentali, mentre sistemi d'artiglieria mobile e droni intercettori contrastano le minacce a basso costo.

La Russia impiega simultaneamente droni di tipo Shahed, droni a lungo raggio di crescente sofisticazione dotati di propulsione a reazione, missili da crociera e armi balistiche, costringendo l'Ucraina a neutralizzare ogni singola minaccia con l'intercettore economicamente più sostenibile tra quelli disponibili.
Tale scenario rende l'approccio francese particolarmente strategico: l'aumento dei radar incrementa le capacità di individuazione e tracciamento, i missili Aster addizionali potenziano la capacità d'intercettione immediata, il sistema SAMP rafforza la difesa di fascia alta, mentre la produzione interna riduce la dipendenza a lungo termine dalle scorte estere e costituisce un passo avanti verso la creazione di uno scudo antibalistico europeo del tutto nuovo.

Nel complesso, la Francia sta perseguendo una strategia eccezionalmente ambiziosa anziché limitarsi a fornire l'ennesimo pacchetto d'armi isolato. La criticità principale risiede nell'esecuzione operativa, poiché la produzione dei sistemi SAMP, la fabbricazione su licenza degli Aster e lo sviluppo del programma Freya sono progetti complessi sotto il profilo tecnico condotti simultaneamente a ritmo accelerato. Tuttavia, l'intensificazione della guerra aerea russa contro l'Ucraina non lascia alternative: la difesa aerea di Kyjiv necessita in misura crescente di droni intercettori a basso costo, di sistemi antiaerei convenzionali e di avanzate capacità di fascia alta da integrare in una difesa stratificata e sovrapposta, capace di mettere in sicurezza i cieli ucraini senza sprecare i missili più costosi contro qualsiasi minaccia russa in arrivo.



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