Oggi arrivano notizie importanti dall’Ucraina.
Qui, l’Ucraina ha appena completato un’operazione in cui un drone terrestre ha mantenuto una posizione per settimane, implementando tecnologie innovative per rotazioni complete in prima linea destinate a sostituire la fanteria. La Russia, invece, ha introdotto una tattica obsoleta e reintrodotto la cavalleria, con soldati a cavallo che attaccano gli ucraini su campi aperti.

Questo contrasto è emerso chiaramente mentre il Terzo Corpo d’Armata ucraino continuava a scalare la guerra robotica, dimostrando che i droni terrestri non servono solo per assalti ma possono anche mantenere linee difensive per periodi prolungati. Un esempio notevole è stato quando un robot terrestre DevDroid è stato equipaggiato con una mitragliatrice Browning M2 calibro 12,7 mm.

Per 45 giorni consecutivi, il robot ha mantenuto una posizione in prima linea al posto della fanteria, sopprimendo i movimenti nemici e respingendo gli assalti senza alcuna perdita tra gli ucraini. Operato a distanza da copertura e dotato di visione termica, il sistema rilevava i movimenti russi nell’oscurità completa, trasformando gli assalti notturni in scontri a senso unico dove gli attaccanti non avevano alcuna possibilità.


Il passaggio dell’Ucraina verso la guerra senza pilota è un’evoluzione continua, e come ricorderete, il Terzo Corpo d’Armata ha condotto il primo assalto completamente senza equipaggio al mondo a luglio. Droni kamikaze FPV hanno distrutto le fortificazioni russe, dopo di che droni terrestri trasportanti esplosivi sono entrati in azione per completare il compito, tutto senza che un singolo fantaccino ucraino entrasse nel campo di battaglia.

In un altro caso, soldati russi sopravvissuti, sopraffatti dalla pressione, si sono arresi direttamente ai droni e sono stati scortati a distanza verso le linee ucraine come prigionieri di guerra.

Tali operazioni sono sostenute da un sistema efficiente e decentralizzato, con droni ucraini controllati a distanza da bunker o veicoli corazzati e operanti in stretta coordinazione con droni aerei che esplorano, disturbano e colpiscono obiettivi. Gli operatori sono posizionati dietro la linea di contatto e la manutenzione è gestita in piccoli laboratori di prima linea integrati nelle brigate, dove i tecnici riparano cingoli, sensori ed elettronica nel giro di poche ore utilizzando strumenti mobili e componenti stampati in 3D.


Da lì, i droni si muovono verso le posizioni dove i russi vengono rilevati, utilizzando relè dai droni aerei per estendere la portata operativa, per poi ritornare solo per un rapido cambio batterie, insieme alle munizioni, permettendo tempi di rotazione rapidi e garantendo una difesa costante del settore.


Mentre l’Ucraina avanza tecnologicamente, la Russia va indietro. Sul fronte di Pokrovsk, dove Mosca ha concentrato il maggior numero di soldati e alcune delle sue unità più capaci, i soldati ucraini della 92ª Brigata d’Assalto Separata hanno documentato truppe russe avanzare a cavallo.

La prima volta che sono stati avvistati, gli operatori ucraini non sapevano cosa fare e non hanno avuto scelta se non colpire sia il cavaliere sia il cavallo. Tuttavia, subito dopo, gli operatori ucraini hanno ideato e condiviso un piano che è stato presto realizzato, spaventando deliberatamente i cavalli con passaggi ravvicinati, facendoli scappare e far cadere i cavalieri, prima di neutralizzare i soldati dismontati risparmiando gli animali. Altri filmati confermano che le forze russe stanno usando sempre più cavalli negli assalti, una tattica mai vista sui campi di battaglia europei da oltre un secolo.


Questo ritorno della cavalleria non è simbolico, ma dettato dalla necessità, poiché le perdite russe di veicoli e trasporti corazzati sono state così gravi che anche le unità d’élite sono costrette a fare affidamento sugli animali per spostare truppe e rifornimenti; eppure contro droni dotati di sensori termici e munizioni di precisione, lo scontro è brutalmente impari, e il comando russo sembra disposto a ripetere questi attacchi inutili indipendentemente dal costo.

Il contrasto tra i due eserciti non potrebbe essere più chiaro: l’Ucraina utilizza i droni per risolvere la propria sfida di manodopera costruendo deliberatamente una forza in cui la tecnologia assorbe il rischio e preserva vite, come dimostrato dal reclutamento di 10.000 nuovi operatori di droni in meno di un mese sotto la guida di Magyar, mentre la Russia non dispone di un reale modo per compensare le proprie perdite e ricorre invece a logoramento, improvvisazione e tattiche tratte dal passato.

Nel complesso, la battaglia tra robot e cavalleria illustra nettamente due visioni fondamentali della guerra che si svolgono sullo stesso campo di battaglia. L’Ucraina sta costruendo deliberatamente un esercito del futuro, accelerando l’innovazione con oltre quaranta modelli di droni terrestri prodotti internamente autorizzati all’uso solo quest’anno e integrandoli sia nelle operazioni offensive sia difensive. Questi sistemi assorbono il rischio, mantengono posizioni e salvano vite, mentre la Russia, al contrario, è intrappolata in una spirale di degrado, intensificando perdite catastrofiche lanciando uomini e ora persino cavalli in combattimento contro le macchine.


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