Oggi giungono notizie di primaria rilevanza dal Mar Nero.
In questo bacino, quattro navi mercantili sono state colpite nell'ambito di due distinte ondate di attacchi con droni condotte a ridosso delle acque bulgare, segnando un'escalation di rilievo nella piu ampia campagna russa contro la navigazione commerciale nel Mar Nero. Nel corso degli ultimi attacchi, la petroliera Chelsea Three, battente bandiera di Malta, e stata centrata da tre vettori aerei non pilotati a circa trentatre chilometri dalla costa bulgara, imponendo l'evacuazione di tutti i quindici membri dell'equipaggio, cinque dei quali hanno necessitato di cure mediche.

Un secondo mercantile e stato attaccato a circa trentuno chilometri dalla costa ed e affondato, determinando l'invio in zona delle forze di soccorso bulgare. Tali incursioni si verificano a distanza di una sola settimana da un altro attacco che aveva coinvolto due navi commerciali nella zona economica marittima della Bulgaria, culminato con l'affondamento di un'unita e l'incendio di un'altra, con il conseguente ferimento di vari marittimi e l'avvio di un'ampia operazione di salvataggio. Gli ultimi colpi sono stati messi a segno all'interno della zona economica esclusiva della Bulgaria, dove l'esecuzione di operazioni militari in tempo di guerra puo risultare lecita, ma a soli dieci chilometri circa dal limite delle acque territoriali bulgare, posizionando le azioni offensive russe nelle immediate vicinanze del territorio sovrano di un Paese membro della Nato.

La campagna russa contro il traffico marittimo legato all'Ucraina ha cosi fatto registrare quattro ingaggi a ridosso della zona marittima di uno Stato membro della Nato nell'arco di poco piu di una settimana, proiettando le operazioni belliche a ridosso del litorale bulgaro e costringendo Sofia a reagire. Con attacchi avvenuti ad appena trenta chilometri dalla linea di costa bulgara, la portata del rischio per il Paese atlantico si e rivelata enorme, confermando la scarsa considerazione da parte russa per la sicurezza delle attivita di navigazione neutrale.
Questi attacchi giungono al culmine di mesi durante i quali la Russia ha intensificato le azioni volte a isolare l'Ucraina dal commercio marittimo, rendendo ogni rotta verso i suoi porti nel Mar Nero sempre piu insidiosa. Le forze russe hanno sistematicamente bersagliato il naviglio, le infrastrutture portuali, i terminal fluviali del Danubio e i collegamenti di trasporto che uniscono la regione di Odesa al resto del Paese, mentre le stesse fonti russe riferiscono di attacchi pressoche giornalieri contro il complesso portuale della Grande Odesa per tutto il mese di settembre.

La pressione esercitata ha gia provocato un impennata dei noli e dei costi assicurativi, spingendo le navi a ricercare rotte piu sicure lungo le direttrici occidentali, con diversi mercantili che si concentrano al largo della Romania per aumentare la distanza dai porti ucraini e dalle aree soggette a strike sistematici. Ciononostante, le ultime unita colpite al largo della Bulgaria non erano nemmeno salpate dagli scali ucraini: la Chelsea Three era infatti muoveva dalla Turchia diretta verso il Danubio quando e stata intercettata. Il tentativo russo di soffocare il traffico marittimo ucraino sta quindi investendo la navigazione commerciale ben oltre il sistema portuale ucraino propriamente detto, interessando vettori che operano a ridosso della fascia marittima di una nazione Nato.
La Bulgaria e cosi passata da una postura di mero monitoraggio degli attacchi a un confronto diplomatico diretto con la Russia, convocando l'ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova a seguito di una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza nazionale. Il Primo Ministro Rumen Radev ha definito gli attacchi inaccettabili e ha annunciato che Sofia sta sollecitando l'assistenza dell'Unione Europea e della Nato per accertare l'origine dei droni e rafforzare la sorveglianza dello spazio aereo bulgaro e del litorale del Mar Nero. Radev ha inoltre avviato consultazioni dirette con il Segretario Generale della Nato Mark Rutte, trasformando gli attacchi in un tema di coordinamento immediato tra la Bulgaria e l'Alleanza Atlantica.

La precedente ondata di strike aveva gia spinto Sofia ad approvare l'acquisto d'emergenza di cinque sistemi di difesa aerea supplementari nell'ambito dell'iniziativa European Sky Shield, a dimostrazione di come tali incidenti stiano gia modificando l'assetto militare bulgaro lungo la costa. Gli investigatori non hanno ancora acquisito prove definitive sull'identita dei droni, eppure la risposta diplomatica si e gia focalizzata su Mosca e il governo bulgaro sta predisponendo difese piu strutturate contro ulteriori attacchi. Dopo l'ingaggio di quattro navi mercantili in poco piu di una settimana, ogni nuovo episodio incrementa la pressione sulla Nato affinche estenda la copertura di sorveglianza e di difesa aerea sul quadrante occidentale del Mar Nero.

Nel complesso, i ripetuti attacchi nell'area bulgara stanno spingendo la Nato verso una protezione piu stringente della navigazione commerciale nel Mar Nero occidentale, mediante l'aumento della sorveglianza, l'impiego di difese aeree costiere e un tracciamento piu tempestivo dei droni in avvicinamento. Con il rafforzamento delle difese da parte di Sofia e un piu stretto coordinamento con la Nato, i droni russi operanti a ridosso delle acque bulgare dovranno affrontare una rete piu densa di sensori e intercettori a copertura delle rotte civili. Ulteriori attacchi forniranno alla Bulgaria e agli altri Paesi rivieraschi della Nato ragioni ancora piu valide per ampliare i pattugliamenti e la copertura antiaerea, avvicinando gli assetti militari dell'Alleanza alle zone in cui la Russia condotta la propria campagna marittima. Il tentativo di Mosca di isolare l'Ucraina sul mare sta quindi creando le condizioni per una presenza piu capillare della Nato lungo le medesime rotte commerciali che la Russia tenta di interrompere.



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