Oggi, le notizie più importanti arrivano dalla direzione di Pokrovsk.
Qui, sotto un bombardamento incessante, le forze russe hanno lanciato un assalto ad alto rischio mirato a tagliare in due Myrnohrad per intrappolare i difensori ucraini nel settore meridionale. Ma mentre la nebbia calava tra le rovine, i marine ucraini si sono mossi silenziosamente e hanno circondato l’unità d’assalto isolata, trasformando l’audace scommessa russa in una sconfitta umiliante.

Nel momento in cui le forze ucraine hanno completato il loro ritiro dalla parte meridionale di Myrnohrad, le truppe russe hanno intensificato gli assalti lungo i fianchi, facendo un ultimo tentativo per ottenere l’accerchiamento che avevano già dichiarato pubblicamente completato. L’obiettivo tattico delle forze russe era avanzare nel nord di Myrnohrad e tagliare fuori le unità ucraine posizionate negli edifici alti, poiché ciò avrebbe permesso loro di aggirare il distretto più pericoloso e isolare i difensori ucraini in un’area strettamente limitata. Questo avrebbe lasciato gli ucraini all’interno senza una linea di comunicazione terrestre, significando che solo i droni avrebbero potuto rifornirli.

Se le forze russe non riusciranno ad accerchiare gli edifici alti, dovranno attaccarli direttamente, il che porterà a pesanti perdite.

I russi stanno conducendo attacchi sia da est che da ovest, ma senza il pieno controllo della parte nord di Pokrovsk, non possono usarla come trampolino efficace e non dispongono delle risorse per sfruttarne appieno i vantaggi. Le condizioni meteorologiche avverse, come la nebbia, continuano ad aiutare gli assalitori a muoversi inosservati, grazie alla scarsa visibilità, ma aiutano anche gli ucraini a organizzare imboscate. Il livello di efficacia delle contromisure ucraine dimostra che anche i droni russi sono compromessi, con gli operatori nemici incapaci di garantire una sorveglianza sufficiente.

Per supportare le operazioni di terra e rompere la difesa ucraina, i russi stanno bombardando senza sosta Myrnohrad e Pokrovsk con circa 15.000 colpi al giorno, con tutti gli assalti preceduti da intense preparazioni di fuoco. I russi sganciano anche, in media, 150 bombe plananti al giorno e, come ricordato in precedenti rapporti, stanno utilizzando persino bombe Fab da 3 tonnellate per raderne al suolo ogni struttura.

Di conseguenza, non rimane alcun edificio intatto a Myrnohrad, una città con una popolazione prebellica di appena 48.000 abitanti. Gli edifici alti sono ancora in piedi, nonostante gli attacchi continui, ma tutti hanno già subito danni, compromettendo la loro efficacia come roccaforti difensive.

Questo livello di devastazione ha aperto delle falle nelle linee difensive ucraine, che le unità russe hanno rapidamente sfruttato nel loro nuovo tentativo di penetrare ulteriormente nel cuore della città. Le forze russe hanno inoltre capitalizzato il loro punto d’appoggio nella parte nord-orientale della città, trattandolo come trampolino per nuovi assalti e uscendo dai loro rifugi non appena la nebbia scendeva sulle strade. L’80% di questi infiltrati viene tipicamente individuato alla periferia grazie alla forte presenza di droni ucraini, ma nel ritmo incessante degli assalti, un’unità russa è riuscita a passare inosservata.

Filmati geolocalizzati mostrano quattro soldati russi che tentano di allestire una posizione all’interno di un edificio senza tetto e distrutto nel centro di Myrnohrad. Il livello di distruzione ha giocato a sfavore dei russi, permettendo a un drone ucraino di rilevare i loro movimenti e trasmettere le coordinate dell’edificio alle unità di fanteria a terra. I marine ucraini hanno anche sfruttato la nebbia per circondare il team russo ignaro, che operava evidentemente alla cieca senza alcun supporto aereo dei droni.

L’intera unità russa è stata colta in un’imboscata e costretta a arrendersi sul posto, senza opporre resistenza di fronte a un’inferiorità schiacciante che altrimenti avrebbe significato morte certa. Riconoscendo la disperazione della situazione, i soldati sono usciti dal loro rifugio con le mani alzate, consegnandosi alle truppe ucraine.

Nonostante le difficoltà del combattimento urbano, gli ucraini sono riusciti a catturare i nemici e interrogarli per raccogliere informazioni da usare successivamente come parte del fondo di scambio per prigionieri di guerra.

Complessivamente, il fallimento dell’ultimo assalto russo nel nord di Myrnohrad evidenzia i limiti della strategia offensiva russa, anche quando supportata da bombardamenti massicci. I marine ucraini continuano a dimostrare disciplina tattica, usando il terreno, il meteo e il coordinamento superiore per superare e smantellare gli avanzamenti russi. Questo scontro mette ulteriormente in luce il divario crescente tra le affermazioni russe sul campo di battaglia e la reale capacità di ottenere progressi, in particolare in ambienti urbani complessi come Myrnohrad.


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