Crisi aerea: la flotta di elicotteri russi subisce pesanti perdite su diversi fronti

Feb 26, 2026
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Oggi giungono importanti aggiornamenti dalla Federazione Russa.

In questo contesto, il comando russo sta replicando le tattiche ucraine relative all'impiego di elicotteri, scontrandosi tuttavia con una serie di criticità che ne limitano l'efficacia. Costrette a rislocare i mezzi lungo un teatro operativo sempre più vasto, le forze ucraine hanno appena dato il via a una campagna di intercettazione degli elicotteri russi con esiti devastanti.

Recentemente, la Russia ha iniziato a estendere l'impiego degli elicotteri Ka-52 e Mi-8 come piattaforme mobili anti-drone, un cambio tattico dettato dalla necessità di contrastare le persistenti incursioni di droni ucraini a lungo raggio che penetrano in profondità nelle retrovie. Equipaggiati con radar di bordo, sistemi ottici e cannoni, questi elicotteri fungono da elementi di compensazione flessibili in una rete di difesa aerea eccessivamente dilatata, con la Russia che li schiera sempre più frequentemente per intercettare droni ucraini lenti e a bassa quota.

Il concetto ricalca il precedente adattamento ucraino di elicotteri e velivoli leggeri per contrastare i droni Shahed russi. Gli analisti russi sollecitavano il Ministero della Difesa sin dal 2023 ad adottare questa tattica ucraina per la difesa interna; tuttavia, il comando russo ha impiegato oltre due anni e mezzo per accogliere tale approccio, cedendo solo sotto una crescente pressione.

Mentre la Russia tenta di riconvertire la propria flotta, le forze ucraine hanno iniziato a dare attivamente la caccia agli elicotteri stessi. Il 20 febbraio, droni ucraini hanno colpito l'aerodromo di Pugachevka nella regione di Oryol, distruggendo un Mi-8 e un Ka-52, entrambi valutati come irreparabili. Giorni prima, un drone FPV ucraino ha tentato di intercettare un Mi-8 in volo, come confermato da filmati rilasciati di recente. In Crimea, le forze ucraine hanno confermato un attacco contro un elicottero navale russo Ka-27 nei pressi di Kamyshly. Inoltre, l'unità Alpha ucraina ha riferito di aver colpito cinque aeroporti russi lo scorso anno, distruggendo 15 velivoli, tra cui tre elicotteri.

L'aumento di incidenti e atterraggi di emergenza legati allo stress manutentivo sta aggravando le perdite belliche, mentre le sanzioni occidentali limitano l'accesso all'avionica, ai servizi di revisione certificati e ai componenti critici. Gli operatori russi ricorrono sempre più alla cannibalizzazione delle cellule e al prolungamento degli intervalli di manutenzione oltre i limiti raccomandati.

I guasti alla trasmissione e ai motori stanno diventando più frequenti, specialmente in presenza di un elevato ritmo operativo. L'ultimo incidente ha coinvolto un Mi-8 che ha effettuato un atterraggio pesante nella regione di Yamal a causa di un'avaria alla strumentazione di bordo, con il velivolo gravemente danneggiato e i membri dell'equipaggio seriamente feriti.

La frustrazione è evidente tra i commentatori militari russi, i quali sostengono che l'attuale numero di elicotteri sia insufficiente per garantire un'adeguata copertura di intercettazione aerea su regioni così vaste. Dopo aver avviato l'impiego degli elicotteri, i russi hanno iniziato a vantare l'abbattimento di decine di droni ucraini in singole sortite, ma le valutazioni ucraine mettono in dubbio tali affermazioni, rilevando vincoli legati alle munizioni e all'autonomia di volo.

Inoltre, tutti i droni intercettati in un video russo recentemente pubblicato si sono rivelati essere droni esca ucraini Maya, progettati per saturare le difese aeree e distogliere l'attenzione da assetti d'attacco di maggior valore.

Le pesanti perdite subite nelle fasi iniziali del conflitto hanno costretto il comando russo a ritirare gli elicotteri superstiti dalla linea del fronte; ora questi vengono impiegati in pattugliamenti difensivi, al di fuori del loro profilo di missione originario, colmando le lacune della difesa aerea russa al costo di un'usura accelerata.

Nonostante questa carenza preesistente, a gennaio la Russia ha trasferito oltre 20 elicotteri d'attacco Mi-28 all'Iran nel quadro di un precedente contratto. La tempistica ha sorpreso gli osservatori, poiché le consegne sono avvenute proprio mentre 1.500 droni ucraini apparivano su molteplici regioni russe solo nell'ultima settimana. Da un punto di vista puramente operativo, il mantenimento di quegli elicotteri avrebbe rafforzato la difesa aerea nazionale, ma gli impegni geopolitici e i gesti simbolici verso gli alleati hanno avuto la precedenza.

Tale decisione riflette un più ampio dilemma strategico, dato che la Russia ha visto erodersi la propria influenza globale negli ultimi anni, perdendo alleati in Armenia, Siria, Venezuela e ora in Iran, che si trova sotto la minaccia di una nuova operazione americano-israeliana. Nonostante i tentativi russi di impedire il collasso di un altro alleato, l'evoluzione dei fatti dimostra esattamente perché non vi riescano: non impegnare il 100% delle risorse nella guerra contro l'Ucraina significherebbe lasciare varchi aperti allo sfruttamento ucraino, con la conseguente perdita di infrastrutture critiche.

Complessivamente, il ritardo della Russia nell'adozione dell'intercettazione dei droni tramite elicottero sottolinea un adattamento reattivo piuttosto che una strategia proattiva. Mentre Mosca tenta di recuperare il terreno perduto, l'Ucraina è progredita schierando droni intercettori in grado di colpire direttamente gli elicotteri.

Il trasferimento di elicotteri all'Iran evidenzia un segnale geopolitico, ma indebolisce la resilienza interna già provata dalle perdite e dalla scarsità di pezzi di ricambio. Con l'intensificarsi delle operazioni ucraine con droni a lungo raggio, la Russia si trova a perdere non solo velivoli, ma anche l'iniziativa nell'evolversi del confronto aereo.

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