Oggi giungono aggiornamenti di primaria importanza dal settore di Lyman.
In questo quadrante, la vasta controffensiva ucraina denominata in codice Operazione Vivaldi si è rivelata decisamente più ampia di quanto ipotizzato. La recente pubblicazione delle mappe operative impiegate dal Terzo Corpo d'Armata all'avvio della manovra evidenzia la reale portata delle infiltrazioni condotte dalle forze russe. In particolare, la cartografia documenta come i reparti russi avessero concentrato nuclei di manovra in abitati prossimi quali Yarova e Oleksandrivka, con elementi infiltrati spintisi fino alla profondità di Sosnove e Brusivka; tale penetrazione ha consentito ai russi di perturbare l'intera rete logistica afferente a Lyman, pur senza disporre della capacità organica di reciderla completamente.

Il quadro operativo dimostra come l'Operazione Vivaldi abbia ripristinato il controllo su una porzione di territorio di gran lunga superiore alle stime iniziali, bonificando circa quattrocentoventi chilometri quadrati di area occupata o infiltrata dal nemico. Al contempo, emerge l'entità del fallimento subito dalle forze russe preposte all'offensiva di Lyman, infrantesi a breve distanza dal conseguimento di un successo strategico di primaria grandezza.
L'analisi dell'Operazione Vivaldi evidenzia come la manovra ucraina abbia avuto effettivo inizio già nella scorsa primavera, quando le forze di Kiev hanno iniziato a far collassare l'offensiva russa sotto il peso delle sue stesse criticità. Il saliente russo sviluppatosi oltre il fiume Zherebets si estendeva per oltre ventisette chilometri, sprovvisto di punti di attraversamento fortificati o di ponti intatti.

Avendo eletto Lyman a caposaldo operativo, le forze ucraine hanno mantenuto il controllo tattico e di fuoco sull'unica arteria stradale idonea a raccordare il saliente russo alla rete logistica generale. I comandi di Mosca, tuttavia, hanno continuato a privilegiare profonde manovre d'infiltrazione per aggirare Lyman a dispetto delle evidenti vulnerabilità logistiche, condizionati dai falsi rapporti di prima linea che attestavano come completamente conquistati gli insediamenti soltanto infiltrati. L'esercito ucraino ha sistematicamente sfruttato tale vulnerabilità: vettori FPV kamikaze e droni da bombardamento hanno bersagliato in modo continuo i punti di attraversamento russi, cosicché i piccoli nuclei su quad e motociclette che tentavano il passaggio su pontoni improvvisati sono stati quasi interamente neutralizzati.

Ciò ha compromesso in misura determinante la postura dell'offensiva russa, precludendone l'ulteriore avanzata e garantendo alle forze ucraine la pausa operativa necessaria a strutturare la fase successiva dell'Operazione Vivaldi. Entro l'inizio della stagione estiva, il degrado delle posizioni russe ha consentito l'esecuzione di controattacchi concentrati sui fianchi, che hanno ulteriormente asfissiato le linee di rifornimento all'interno del saliente. Le azioni offensive ucraine si sono sviluppate con progressione sinergica, acquisendo posizioni tattiche di rilevanza crescente che hanno reso possibile il felice esito dei successivi assalti. A supporto delle truppe d'attacco, le forze ucraine hanno fatto massiccio ricorso a sistemi robotici terrestri.

I droni terrestri di minori dimensioni sono stati impiegati come vettori ad elevato potenziale esplosivo per saturare le posizioni ipogee russe e neutralizzarle dall'interno. I droni di classe superiore, equipaggiati con armi automatiche di reparto o adibiti al trasporto materiali, hanno garantito la sopravvivenza logistica e l'erogazione del necessario fuoco di saturazione per il consolidamento delle posizioni avanzate. Tale ciclo di controffensiva è culminato di recente con la conquista della località di Nove e con l'incudine applicata al saliente russo in molteplici punti lungo il suo sviluppo. Si sono così create diverse sacche minori che, al termine del movimento estivo, risultano pressoché completamente annientate.

Nel complesso, con il volgere al termine della stagione estiva, il saliente settentrionale russo appare integralmente smantellato. La fallace messaggistica russa circa la presunta presa di abitati di cui Mosca aveva appena il controllo marginale ha alimentato reiterati ordini di avanzamento, esasperando l'iperestensione del dispositivo. Le forze ucraine hanno dato prova di eccellente capacità nello sfruttare tale scollamento tra i comandi russi e la realtà del campo, aggravando progressivamente il quadro tattico dell'avversario. Il comandante del Terzo Corpo d'Armata ucraino, responsabile dell'offensiva, ha sottolineato come, analogamente alle quattro stagioni composte da Vivaldi, l'operazione omonima sia giunta soltanto a metà del suo corso. Le truppe ucraine stanno attualmente spingendo verso il fiume Zherebets, minacciandone l'attraversamento in forza, mentre l'apertura formale della stagione autunnale svelerà a breve la fase successiva della controffensiva.



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