Oggi le notizie di maggior rilievo giungono dal settore di Orikhiv.
A fronte dei reiterati fallimenti registrati su molteplici settori del fronte, i generali russi hanno disposto una frenetica spinta offensiva volta a ingraziarsi il Cremlino e assicurare un successo da spendere sul piano mediatico. Tuttavia, le premature trionfalistiche dichiarazioni dei reporter di guerra russi di prima linea e la presenza di unità ad alta specializzazione delle forze speciali ucraine sui fianchi dello schieramento russo rischiano di trasformare in un disastro la nuova offensiva di riscatto promossa da Mosca.

L'obiettivo primario degli attacchi russi rimane il centro abitato ucraino di Orikhiv, che le forze di Mosca non sono riuscite a conquistare nel corso di oltre quattro anni e mezzo di combattimenti. In particolare, la battaglia per la cittadina di Mala Tokmachka rappresenta il confronto bellico più prolungato dell'intero conflitto in Ucraina, avendo superato i milleseicentoventi giorni di scontri diretti. Nonostante l'impiego di centinaia di effettivi in quest'ultima fase, il centro non risulta tuttora sotto il totale controllo operativo russo.
Il piano d'azione russo prevede di esercitare una pressione iniziale su Orikhiv prima di procedere al suo accerchiamento e all'interdizione delle principali linee di rifornimento. Per dare attuazione a tale manovra, i comandi russi hanno primariamente incrementato la pressione tattica su Mala Tokmachka, sferrando una massiccia operazione d'infiltrazione dai settori sud ed est. Attraverso tale azione, le avanguardie russe sono finalmente riuscite a stabilire una testa di ponte nel perimetro urbano e a propagare i propri nuclei d'infiltrazione nel restante settore del centro abitato. Successivamente, le forze di Mosca hanno lanciato un ulteriore importante attacco per infiltrazione contro la località di Novodanylivka, a sud, attestandovi analogamente posizioni avanzate e spingendo contemporaneamente gli elementi infiltrati verso il perimetro di Orikhiv. Sebbene tali manovre abbiano garantito alla Russia tre successi tattici di rilievo, la dispersione organica delle forze sul terreno ha reso estremamente complessa la stabilizzazione delle posizioni acquisite, a fronte delle missioni di bombardamento condotte senza soluzione di continuità dai droni ucraini.

Consapevoli che il mantenimento simultaneo di tre posizioni avanzate non avrebbe garantito il successo strategico richiesto, le forze russe hanno tentato di estendere l'accerchiamento di Orikhiv prima di intraprendere un'ulteriore spinta in profondità. Sul settore occidentale, i comandi russi hanno impegnato le riserve catturando la località di Mali Shcherbaky. Da tale posizione hanno successivamente sferrato intense manovre di infiltrazione in direzione di Tavriiske, Yurkivka e Novopavlivka. Sebbene la reazione ucraina abbia impedito la cattura di questi centri e il consolidamento di capisaldi ostili, la presenza di infiltrati russi ha incrementato la pericolosità del transito logistico verso Orikhiv. Le unità russe non hanno tuttavia arrestato la spinta, infiltrandosi poco dopo nell'insediamento di Chervona Krynytsia. Anche in questo caso le truppe di Mosca non sono riuscite a consolidare la posizione, subendo elevate perdite ad opera dei droni ucraini negli spazi aperti, pur riuscendo a mettere sotto minaccia un'ulteriore direttrice di rifornimento ucraina verso Orikhiv.

Se da un lato la manovra appare coronata da successi tattici che prefigurano il conseguimento degli obiettivi, dall'altro la falsificazione dei rapporti dal fronte da parte dei reporter russi rischia di rivelarsi fatale per il comando di Mosca. Nello specifico, i corrispondenti militari russi stanno ampiamente enfatizzando la portata delle avanzate: le aree interessate da semplici infiltrazioni vengono proclamate come pienamente consolidate e sotto controllo. Analogamente, si dichiara che la stessa Orikhiv sia ormai caduta, a fronte di una presenza reale dei reparti russi limitata al solo settore sud-orientale. Attualmente, le geolocalizzazioni dei raid russi mostrano come Orikhiv e le relative vie di comunicazione ucraine siano soggette a pesanti bombardamenti aerei e d'artiglieria. Tuttavia, il persistere di una reportistica alterata potrebbe indurre la cessazione di tali attacchi di supporto, in quanto l'artiglieria e l'aviazione di Mosca eviteranno di colpire posizioni teoricamente già conquistate dalle proprie truppe, permettendo alle forze ucraine di mantenere saldamente i propri capisaldi.

Inoltre, a meno di trenta chilometri a ovest di Orikhiv risulta attestata una rilevante concentrazione di unità delle forze speciali ucraine, inclusi i reparti d'élite del servizio d'intelligence militare GUR. Tali formazioni sono state recentemente impiegate nei contrattacchi che hanno respinto l'avanzata russa verso la città di Zaporizhia durante i mesi invernali e primaverili. La vicinanza di questo dispositivo ad elevata capacità operativa rispetto alla nuova offensiva russa su Orikhiv espone a gravi rischi i fianchi dello schieramento russo, attualmente fortemente scoperti.

Nel complesso, sebbene la Russia abbia conseguito significativi successi tattici nelle fasi iniziali della sua rinnovata offensiva, i comandi e la propaganda stanno rivendicando la vittoria prima della conclusione effettiva della battaglia. Analogamente a precedenti rovesci subiti dalle forze di Mosca, si evidenzia la mancata assimilazione degli errori tattici del passato. Se la presenza delle forze per operazioni speciali ucraine sul fianco occidentale può innescare un ulteriore successo difensivo per Kiev, la situazione all'interno del centro urbano rimane estremamente complessa e non deve essere sottovalutata. Elemento di primaria rilevanza, mentre i progressi russi sembrano essersi concretizzati improvvisamente, la manovra è stata in realtà il risultato di un logorante confronto durato diversi mesi fin dall'insediamento della prima posizione a Mala Tokmachka, costato alle forze russe migliaia di perdite umane nel corso dell'intera operazione.



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