Gli attacchi ucraini a lungo raggio contro le infrastrutture di comunicazione satellitare russe si sono intensificati negli ultimi mesi. Le immagini operative documentano l'impiego di vettori d'attacco a lungo raggio contro il Centro di comunicazioni spaziali di Dubna, situato nella regione di Mosca, evidenziando colonne di fumo che si levano dal complesso. I rilievi satellitari confermano il danneggiamento di diversi edifici tattici e componenti infrastrutturali, inclusa l'antenna parabolica principale del sito. L'impianto costituisce il primario hub di telecomunicazioni satellitari della Federazione Russa, preposto al supporto delle comunicazioni governative riservate, al monitoraggio dei test nucleari e al coordinamento strategico delle forze armate. A pochi giorni dal primo ingaggio, l'infrastruttura è stata nuovamente bersagliata dai droni ucraini, a riprova della centralità strategica dell'obiettivo. Parallelamente, le forze di Kiev hanno colpito altri nodi chiave, tra cui il nodo di comunicazione Rubin, appartenente al 14° Centro principale di comunicazione dello Stato Maggiore generale delle Forze Armate russe. Secondo le valutazioni dello Stato Maggiore ucraino, la struttura rappresentava uno dei centri di telecomunicazione militare più avanzati e performanti gestiti da Mosca nel distretto centrale.

Gli attacchi evidenziano una strategia deliberata volta a degradare la componente terrestre del sistema di comunicazioni satellitari russo in fase di espansione. La tempistica delle incursioni suggerisce il tentativo di rallentare il dispiegamento della nuova costellazione satellitare di Mosca, attualmente in fase di implementazione accelerata. La Russia sta infatti sviluppando un'alternativa sovrana a Starlink destinata a colmare il deficit di connettività ad alta velocità e bassa latenza sofferto dalle truppe al fronte dopo la disattivazione del sistema americano. A fine maggio è stato lanciato il primo lotto di sedici satelliti Rassvet per la fase di test, seguito da una seconda serie entro la fine di luglio. Sebbene fonti analitiche russe riconoscano che la piena operatività richieda tra le duecento e le duecentocinquanta unità, la progressiva immissione in orbita e attivazione dei satelliti migliorerà gradualmente le capacità di C2 (comando e controllo) satellitare delle forze russe in Ucraina.

Pur disponendo dell'attuale contingente ridotto di satelliti, le forze russe usufruiscono già di due finestre operative di copertura giornaliere sul territorio ucraino della durata complessiva superiore a un'ora. Sebbene tali intervalli risultino ancora troppo brevi per la guida remota di droni in tempo reale o per le comunicazioni tattiche, vengono già impiegati dal comando russo per lo scambio dati a livello operativo-strategico, bypassando le infrastrutture terrestri maggiormente esposte al jamming e all'intercettazione ucraina. L'obiettivo dichiarato di Mosca è garantire una copertura globale e continua entro la fine del duemilaventisette, con il raggiungimento di circa trecento vettori in orbita, per poi estendere la costellazione fino a novecento unità. Un simile ampliamento non solo assicurerebbe alle truppe russe una rete dati ad alta velocità sull'intero scacchiere ucraino, ma offrirebbe agli apparati russi un canale di comunicazione sicuro su scala europea e uno strumento di proiezione informativa a livello globale.

Kiev comprende la portata della minaccia, destinata ad annullare il vantaggio tattico finora garantito dall'impiego prioritario di Starlink, ed è perentoriamente al lavoro sullo sviluppo e sul deployment di contromisure dedicate. Tali opzioni superano l'azione cinetica diretta contro i nodi di terra, la quale già impone ritardi al programma di schieramento russo. Con il passaggio della costellazione Rassvet alla comunicazione diretta con antenne mobili, l'impatto strategico dei raid sulle stazioni di terra centralizzate tenderà infatti a ridursi. Di conseguenza, l'Ucraina sta sviluppando sistemi di guerra elettronica specializzati in grado di tracciare in tempo reale i raggruppamenti di satelliti russi in orbita bassa. Le antenne ucraine verrebbero puntate sulle coordinate orbitali emettendo segnali sulle frequenze pertinenti per disturbare selettivamente le sole trasmissioni di Mosca. Tuttavia, il tracciamento di satelliti LEO richiede un'elevata precisione temporale e capacità di puntamento rapido del fascio, il che evidenzia un salto qualitativo dell'Ucraina nel settore EW. In caso di successo, tale sistema di disturbo interromperà le finestre di trasmissione orbitali, costringendo i comandi russi a ricorrere a canali analogici o terrestri più lenti e vulnerabili.

Nel complesso, il programma russo per le costellazioni in orbita bassa rappresenta un tentativo concreto di colmare il divario tecnologico con gli Stati Uniti nel dominio spaziale. Sebbene la costellazione russa rimanga limitata nelle dimensioni attuali, la sua crescita progressiva ha già spinto l'Ucraina a sviluppare contromisure asimmetriche. La combinazione di attacchi cinetici contro gli hub satellitari e lo sviluppo di Jammer per il tracciamento orbitale dimostrano come la dimensione spaziale stia diventando un teatro operativo integrato del conflitto. Inoltre, questa tecnologia offre implicazioni strategiche di ampia portata: un sistema integrato capace di inibire le comunicazioni militari LEO potrebbe essere recepito dai partner occidentali per neutralizzare analoghe architetture satellitari sviluppate da futuri avversari strategici.



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