Jet antisommergibile in volo: Londra respinge i sottomarini russi dalle coste inglesi

Apr 15, 2026
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Giungono oggi notizie di rilevante interesse dal Regno Unito.

Le forze russe hanno posizionato i propri sottomarini e avviato un'operazione clandestina nelle immediate vicinanze della Gran Bretagna, a ridosso di infrastrutture marine critiche. Tuttavia, le forze britanniche hanno reagito tempestivamente per contrastare i tentativi di sabotaggio russi, dispiegando velivoli da pattugliamento marittimo per intercettarli.

Il Regno Unito ha recentemente rivelato di aver monitorato segretamente tre sottomarini russi operativi nel Nord Atlantico. Le unità sono state avvistate in corrispondenza di infrastrutture sottomarine critiche, inclusi cavi di comunicazione e condotte. In risposta, Londra ha condotto un'operazione militare durata oltre un mese che ha coinvolto più di cinquecento soldati. Il Segretario alla Difesa ha avvertito che ogni tentativo di interferire con tali infrastrutture o di danneggiarle innescherebbe una ferma risposta della NATO.

Velivoli per la lotta antisommergibile e forze navali sono stati mobilitati per tracciare attivamente i sottomarini russi, in combinazione con sistemi sonar posizionati sul fondale marino, al fine di indurli ad abbandonare le acque britanniche. Negli ultimi sei mesi, Londra ha intensificato significativamente i voli di pattugliamento; un aereo Poseidon ha effettuato oltre quattrocentocinquanta ore di volo in prossimità dei confini russi, inclusi il Mar di Barents, il Mar Baltico e l'area di Kaliningrad.

Questi aeromobili sono specificamente impiegati per la localizzazione di sottomarini tramite il rilascio di boe sonar. Grazie a questo massiccio dispiegamento, le unità russe sono state respinte fuori dalle acque britanniche prima di poter danneggiare le infrastrutture critiche. L'operazione mirava a fungere da deterrente contro azioni ostili e a prevenire potenziali sabotaggi. Sebbene la rete sottomarina britannica rimanga resiliente, l'incremento delle minacce ha richiesto l'immediata attivazione di ulteriori misure difensive.

Sono stati avviati sforzi coordinati tra il Regno Unito e la Norvegia per rafforzare la risposta congiunta alle attività subacquee russe nel Nord Atlantico. Il Segretario alla Difesa britannico John Healey e il Ministro della Difesa norvegese Tore Sandvik hanno siglato un nuovo accordo di difesa focalizzato sul coordinamento contro le minacce sottomarine. Elemento cardine dell'intesa è la creazione di una flotta congiunta di tredici navi, otto britanniche e cinque norvegesi, incaricata di mantenere una presenza costante lungo la linea strategica Fær Øer-Islanda (varco GIUK). Si tratta di un corridoio di cinquecento chilometri dove i sottomarini russi devono essere intercettati prima che facciano perdere le proprie tracce nel Nord Atlantico. Tali forze sono responsabili del monitoraggio e del contrasto alle minacce verso le infrastrutture critiche, nonché del tracciamento dei sommergibili russi nella regione. La partnership prevede inoltre la partecipazione britannica ai piani norvegesi per lo sviluppo di droni e sistemi autonomi per operazioni artiche.

In aggiunta, la Norvegia fornirà missili Naval Strike alla Royal Navy e i due paesi si garantiranno reciprocamente l'accesso a basi militari chiave: Harstad e Bergen per il Regno Unito, e Portsmouth per la Norvegia, potenziando la flessibilità operativa e l'interoperabilità.

Questa cooperazione è vitale poiché la Russia ha già bersagliato ripetutamente le infrastrutture europee in passato. Nel Mar Baltico, operazioni legate alla Russia hanno mostrato una sistematica attenzione al danneggiamento di cavi per telecomunicazioni in fibra ottica, linee elettriche e gasdotti. Complessivamente, dall'inizio del conflitto in Ucraina, sono stati segnalati almeno sei casi di sospetto sabotaggio e danni a undici cavi sottomarini.

Un tratto distintivo di questi incidenti è il coinvolgimento di navi associate alla flotta ombra russa, che spesso mostrano comportamenti anomali, come stazionamenti prolungati o il trascinamento di ancore lungo rotte note per la presenza di cavi. Molti degli incidenti si sono verificati lungo rotte verso porti russi o poco dopo la partenza delle navi dalle acque russe. I rilievi tecnici, come i solchi estesi sul fondale e le ancore danneggiate, indicano che i danni sono stati causati da azioni deliberate.

Inoltre, la Russia ha dedicato anni alla mappatura delle infrastrutture sottomarine nel Baltico utilizzando navi da ricerca, sottomarini e altri asset specializzati. La dottrina navale russa identifica esplicitamente le infrastrutture sottomarine critiche come una vulnerabilità strategica dell'Occidente da sfruttare, in particolare nelle fasi iniziali di un conflitto, per interrompere comunicazioni e approvvigionamenti energetici.

Per rispondere alle ripetute violazioni russe, il Regno Unito, in coordinamento con i partner NATO, ha modificato la propria postura passando dal monitoraggio passivo alla deterrenza attiva mediante il dispiegamento di unità aeree e navali. L'obiettivo britannico è dimostrare alla Russia che i suoi sottomarini non possono operare impunemente nelle acque territoriali del Regno Unito e minacciare i cavi di comunicazione vitali.

Nel complesso, l'ultima operazione britannica evidenzia una transizione verso la deterrenza proattiva, costringendo con successo i sottomarini russi al ritiro e mettendo in sicurezza le infrastrutture. La cooperazione UK-Norvegia risulterà essenziale poiché la minaccia russa ai cavi sottomarini rimarrà costante. In futuro, pattugliamenti sostenuti, sorveglianza avanzata e una maggiore pressione marittima limiteranno ulteriormente le attività subacquee russe e ridurranno i rischi per la stabilità regionale

06:13

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