La Russia costruisce una nave drone da 500 tonnellate ignorando la lezione nel Mar Nero

Sep 10, 2026
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Dopo che l'Ucraina ha utilizzato droni navali di piccole dimensioni per ridefinire gli equilibri nel Mar Nero, la Russia ha avviato la costruzione di una grande unità senza pilota che conserva tuttavia molte delle vulnerabilità già sfruttate dalle forze di Kiev. La campagna condotta dai droni marittimi ucraini nel Mar Nero ha infatti affondato e danneggiato in modo sistematico numerose unita navali di alto valore strategico, contribuendo a costringere i superstiti della Flotta del Mar Nero a ripiegare per oltre quattrocento chilometri a est, verso la base di Novorossijsk. Tale ridislocamento si è reso indispensabile per la Marina russa poiché i droni marittimi ucraini non costituivano soltanto una minaccia elevata per i bastimenti in navigazione nel Mar Nero, ma anche per i bastimenti all'ormeggio nelle baie portuali. In diverse occasioni, i vettori di superficie ucraini hanno colpito infrastrutture portuali e navi da guerra all'interno di approdi fortemente difesi, raggiungendo persino un sottomarino.

Inoltre, i modelli di droni marittimi di nuova generazione equipaggiati con sistemi di difesa aerea portatili sono riusciti a neutralizzare elicotteri e due caccia SU-30 russi impiegati dal comando di Mosca sopra il Mar Nero per intercettarli. Queste imbarcazioni senza pilota si rivelano efficaci in virtù dei costi contenuti, delle dimensioni ridotte e della facilità di impiego in sciami numericamente consistenti. Di conseguenza, l'Ucraina può lanciare molteplici vettori contro un singolo obiettivo accettando la perdita della maggior parte di essi, poiché anche un solo impatto a segno può mettere fuori uso una nave o danneggiare altri bersagli di primaria rilevanza strategica.

Sebbene la Russia riconosca il valore strategico dei droni marittimi al punto da avviarne la produzione interna, la risposta più recente del Cremlino segue una direttrice del tutto diversa. Mosca ha infatti intrapreso la costruzione di un veicolo di superficie senza pilota di circa cinquecento tonnellate destinato all'individuazione e alla caccia di sottomarini e altri bersagli subacquei. Non si tratta quindi di un piccolo drone navale, bensì di una vera e propria piattaforma navale dotata di sensori, apparati sonar, motori e sistemi d'arma, operante senza equipaggio e paragonabile per stazza alle corvette lanciamissili sovietiche della classe Nanuchka. Il comandante in capo della Marina russa, Aleksandr Moiseev, lo descrive come parte di uno sforzo più ampio volto a potenziare le capacità senza pilota a seguito delle pesanti perdite subite a causa dei droni marittimi ucraini.

L'unità è destinata a pattugliare per lunghi periodi bacini contesi e zone ad alto rischio dove una nave con equipaggio risulterebbe troppo vulnerabile. Date le dimensioni operative del progetto, il bastimento richiede volumi idonei a imbarcare cospicue riserve di carburante, sensori a lungo raggio e un potente impianto sonar necessario per la lotta antisottomarino. In assenza di personale a bordo, la ratio risiede nella maggiore attitudine all'impiego in missioni ad alto rischio, potendo sacrificare il vettore senza mettere a repentaglio la vita dei marinai. La Russia potrebbe ad esempio proiettarlo in prossimità di aree contese o in ambienti a minaccia di mine navali, esponendolo a insidie che un bastimento tradizionale eviterebbe. Il concept fonde così le capacità navali convenzionali con i presunti vantaggi delle operazioni senza pilota.

Tuttavia, l'ironia della scelta appare evidente: realizzando una nave da guerra senza pilota da cinquecento tonnellate, la Russia mantiene la maggior parte delle vulnerabilità tipiche di un bastimento convenzionale. L'unità rimane infatti di grandi dimensioni, onerosa sotto il profilo economico e difficilmente rimpiazzabile in caso di danneggiamento o affondamento. A causa della sua stazza, presenta una traccia radar e visiva marcata e continua a dipendere da sistemi complessi che richiedono manutenzione e protezione costante.

Al contempo, l'Ucraina può lanciare molteplici droni economici in un solo attacco di saturazione, accettando le perdite poiché ciascun drone costa una frazione rispetto all'obiettivo. Pur priva di equipaggio a bordo, l'unità rimane un asset ad alto valore esposto alla saturazione da parte di sistemi a basso costo, riproducendo la medesima asimmetria che ha costretto la Flotta del Mar Nero al ripiegamento.

Nel complesso, il progetto russo per una nave da guerra senza pilota evidenzia la difficoltà strutturale di adattamento alle minacce asimmetriche. Mentre l'Ucraina ha trasformato la guerra navale impiegando sistemi economici, a perdere e rapidamente scalabili, la Russia cerca di ripristinare le capacità convenzionali con una grande piattaforma senza pilota che opera ancora secondo la dottrina navale classica. Il programma dimostra che Mosca comprende l'importanza di rimuovere il personale dalle missioni più pericolose, ma non ha assimilato il modello basato su bassi costi e ritmi di produzione rapidi che ha consentito all'Ucraina di schierare e rimpiazzare droni marittimi su larga scala. Di conseguenza, il vettore può apparire innovativo, ma conserva molte delle criticità di un bastimento bellico tradizionale e rischia di trasformarsi in un ulteriore bersaglio galleggiante di grandi dimensioni.

04:57

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