Oggi, le notizie più importanti arrivano dall’Ucraina.
Qui, intelligenza artificiale, produzione di massa e necessità sul campo di battaglia convergono nella forma di sciami di droni, indicando un cambiamento non tanto nelle prestazioni individuali dei droni quanto nel modo in cui i sistemi senza pilota vengono organizzati e impiegati. I test recenti suggeriscono che la svolta decisiva non riguarda ciò che i droni possono fare singolarmente, ma ciò che diventa possibile quando agiscono insieme.

Questo cambiamento è visibile nei filmati recentemente diffusi dalla società tedesca di tecnologia per la difesa Auterion, che ha testato sistemi di droni capaci di operare in sciami in condizioni controllate. Nei filmati, gruppi di piccoli droni decollano quasi simultaneamente, trasmettendo immediatamente una percezione di scala piuttosto che attirare attenzione su una singola piattaforma.


Mentre avanzano, i droni si distribuiscono su altitudine e direzione, regolando continuamente distanza e velocità per mantenere la formazione senza bloccarsi in schemi rigidi. Il movimento appare adattivo e reattivo piuttosto che programmato, con la formazione che risponde alle condizioni in tempo reale invece di seguire un percorso fisso. Avvicinandosi all’obiettivo, la formazione si comprime e si riallinea, con i droni che arrivano da più vettori anziché lungo un unico asse.


Ciò che distingue questi filmati dalle precedenti dimostrazioni multi-drone non è semplicemente il numero di droni in volo, ma il modo in cui il controllo è distribuito all’interno del gruppo. Gli sciami di droni operano spostando il processo decisionale dall’input umano costante verso l’autonomia a bordo, condivisa tra i droni stessi. Ogni unità dispone di sistemi di calcolo e sensori a bordo che le permettono di monitorare la propria posizione, rilevare i droni vicini e rispondere dinamicamente ai cambiamenti nell’ambiente. Piattaforme software come Nemyx di Auterion forniscono uno strato di controllo condiviso, consentendo a droni di diversi produttori di operare secondo la stessa logica di missione anziché come sistemi isolati.

L’operatore umano definisce obiettivi e vincoli, mentre il software dello sciame gestisce navigazione, spaziatura, tempistiche e assegnazione dei compiti in tempo reale. Se la comunicazione con l’operatore viene interrotta o alcuni droni vengono persi, i droni rimanenti continuano a eseguire la missione autonomamente, una scelta progettuale modellata su campi di battaglia dove la disattivazione del GPS e il disturbo elettronico sono la norma piuttosto che l’eccezione.

Gli sciami di droni cambieranno la guerra solo se potranno essere schierati su scala sufficientemente ampia da influenzare le operazioni, invece di produrre effetti isolati. Uno sciame coordinato può distruggere un carro armato, ma le guerre si decidono con la capacità di ingaggiare ripetutamente centinaia di veicoli corazzati, migliaia di asset di supporto e grandi concentrazioni di personale nel tempo. Poiché gli sciami si basano su più droni che lavorano insieme per ottenere ogni effetto, richiedono una disponibilità complessiva di droni molto più alta rispetto ai sistemi convenzionali uno-drone-uno-obiettivo. La domanda decisiva non è quindi se gli sciami funzionino, ma se possano essere prodotti, mantenuti e sostituiti abbastanza velocemente sotto attrito da combattimento.

Solo quando gruppi di droni coordinati possono essere lanciati ripetutamente attraverso più settori iniziano a esercitare una pressione cumulativa sulle difese, comprimendo i tempi di reazione e costringendo i difensori a distribuire le risorse in modo più sottile a livello operativo.

Questa esigenza di scala definisce anche quanto presto gli sciami potrebbero apparire in combattimento in modo significativo. Piuttosto che un’adozione immediata su tutto il fronte, il percorso più probabile è uno schieramento concentrato in settori selezionati, dove unità addestrate, logistica e supporto di guerra elettronica possono essere focalizzati.

Il piano di Auterion di fornire decine di migliaia di kit di attacco per droni abilitati all’IA all’Ucraina indica una preparazione per un uso sostenuto piuttosto che per prove limitate. Sebbene non sia chiaro se le configurazioni esatte di sciame viste nei test saranno immediatamente dispiegate, l’aggiornamento dei droni esistenti abbassa la barriera all’esperimento operativo. Se questi sistemi si dimostrassero validi in sezioni ristrette del fronte, potrebbero essere estesi man mano che aumentano produzione, addestramento e fiducia, trasformando la coordinazione sperimentale in una capacità ripetibile sul campo.

Complessivamente, gli sciami di droni rappresentano un passaggio dalla guerra con droni pilotati singolarmente verso sistemi coordinati basati su massa e autonomia. La loro importanza non risiede nella novità tecnologica, ma nella capacità di scalare la coordinazione in condizioni di combattimento reale. L’uso iniziale sarà probabilmente irregolare e localizzato, riflettendo le realtà di addestramento, logistica e sperimentazione sotto fuoco.

Se la scalabilità avrà successo, la coordinazione stessa potrebbe diventare il vantaggio decisivo, rimodellando il modo in cui la potenza aerea viene applicata a livello tattico.


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