L'Ucraina usa droni Shahed catturati per attacchi devastanti contro i porti russi

Apr 11, 2026
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Oggi, le notizie più rilevanti provengono dall'Ucraina.

In questo contesto, l'Ucraina ha perfezionato e adattato i droni kamikaze a lungo raggio ampiamente utilizzati dalla Russia per il proprio impiego militare, potenziando le proprie capacità nella guerra aerea senza pilota. È degno di nota il fatto che gli stessi droni che un tempo seminavano distruzione in Ucraina per conto della Russia siano ora schierati da Kiev per colpire il territorio russo, dimostrando chiaramente l'efficacia della nuova strategia ucraina nel teatro operativo.

Recentemente, l'Ucraina ha condotto un'operazione coordinata della durata di sette giorni all'interno dei confini russi; durante questa missione, sono stati avvistati droni insoliti presso i porti strategici russi per l'esportazione di petrolio di Ust-Luga e Primorsk. Il design esterno di questi vettori ricordava i droni kamikaze a lungo raggio Shahed, impiegati massicciamente dalla Russia contro l'Ucraina.

Tuttavia, l'elemento sorprendente è stato il fatto che abbiano colpito infrastrutture energetiche russe critiche invece di obiettivi in Ucraina, il che ha comprensibilmente lasciato le forze russe sbalordite. Questo incidente indica che l'Ucraina ha avviato la produzione e l'impiego di proprie varianti del drone Shahed, incrementando le capacità di attacco a lungo raggio con le stesse armi di precisione che la Russia utilizza per colpire il territorio ucraino.

Alla base di questo sviluppo risiede una strategia a lungo termine meticolosamente pianificata, attraverso la quale l'Ucraina ha progressivamente fatto avanzare e adattato la propria tecnologia nei sistemi senza pilota. Dalla nomina del nuovo Ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, è stata avviata una riorganizzazione del sistema di gestione militare del paese. In questo ambito, lo scorso gennaio, Fedorov ha nominato direttamente Serhii "Flash" Beskrestnov come consulente per le tecnologie di difesa, data la vasta reputazione di Beskrestnov come esperto di droni. È stato il primo ad analizzare in modo esaustivo le capacità dei droni FPV dotati di visione artificiale e dei droni Shahed con propulsione a getto utilizzati dai russi, presentando pubblicamente le proprie conclusioni, il che ha svolto un ruolo cruciale nella valutazione dell'impatto strategico e del potenziale militare di tali tecnologie.

Inoltre, Beskrestnov collabora direttamente con le truppe ucraine sul campo sin dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, fornendo loro addestramento a lungo termine nel contrasto ai droni nemici e nella guerra elettronica. Fedorov ha quindi integrato Beskrestnov nel suo team per capitalizzare questa esperienza pratica; la responsabilità primaria di Beskrestnov consiste nell'analizzare l'equipaggiamento russo abbattuto, catturato o distrutto e convertire i risultati in intelligence operativa e soluzioni tecniche per migliorare ulteriormente le strategie ucraine anti-drone e di guerra elettronica.

In aggiunta, mentre la Russia lanciava ondate successive di droni Shahed contro l'Ucraina, quest'ultima ha condotto ricerche approfondite su tali vettori, riuscendo a identificarne con precisione i meccanismi operativi e le vulnerabilità.

Successivamente, l'Ucraina ha iniziato a sviluppare una versione potenziata dello Shahed utilizzando queste informazioni, eliminando componenti non necessari o difettosi, riutilizzando parti efficaci e riprogettando completamente il sistema. Di conseguenza, l'Ucraina è stata in grado di produrre un drone che può somigliare esternamente a uno Shahed, ma che è operativamente molto più capace e pienamente allineato all'approccio tattico ucraino. L'apparizione di droni Shahed ucraini nei porti russi era quindi solo questione di tempo, esito inevitabile dei continui sforzi di ricerca, analisi e sviluppo progettuale dell'Ucraina.

La versione ucraina dello Shahed è comunemente nota come Batyar. L'Ucraina lo ha progettato principalmente come munizione circuitante a lungo raggio, bombardiere o drone suicida da prima linea, capace di percorrere oltre ottocento chilometri. Il Batyar può trasportare un carico utile di diciotto chilogrammi, sufficiente a distruggere strutture critiche come magazzini, depositi di petrolio o altre apparecchiature non protette. Inoltre, il drone Batyar può essere lanciato da una catapulta standard o da un veicolo, semplificando significativamente la logistica ed eliminando la dipendenza da infrastrutture fisse. Ciò consente agli ucraini di condurre operazioni rapide e mobili, rendendo difficile per le forze russe individuare punti di lancio in costante mutamento.

È interessante notare che una delle modifiche chiave apportate dagli ucraini a questi droni è la capacità di compensare automaticamente i danni subiti in volo dal fuoco della contraerea russa, riuscendo a procedere verso gli obiettivi designati nonostante i colpi ricevuti; ciò apre la possibilità di colpire una vasta gamma di obiettivi russi più pesantemente difesi. Recenti analisi video delle operazioni dei droni Batyar nel nord rivelano che l'Ucraina ha implementato ulteriori aggiornamenti significativi dal lancio iniziale. Ad esempio, sono state aggiunte alette canard nella parte anteriore della fusoliera, simili a quelle comunemente viste sui caccia svedesi come il Gripen. Queste alette migliorano la stabilità del drone, assistono nel controllo del beccheggio e rendono la rotazione e il controllo più rapidi e precisi.

Di conseguenza, i droni Batyar ucraini dispongono ora di un controllo molto più stabile rispetto al passato e la loro capacità di cambiare direzione rapidamente consente loro di eludere più facilmente i droni intercettori russi e il fuoco da terra, aumentando ulteriormente l'efficacia e la resilienza operativa.

Complessivamente, mentre la Russia ha utilizzato i propri droni Shahed per attacchi unilaterali, l'Ucraina ne ha analizzato freddamente debolezze e potenzialità, adattandoli per l'uso da parte delle proprie forze armate. Attualmente, l'Ucraina non solo intercetta gli Shahed russi con una frequenza sempre maggiore, ma schiera anche i propri droni Batyar, simili allo Shahed, in profondità nel territorio russo.

I miglioramenti specifici apportati dagli ingegneri ucraini al design russo rendono il sistema molto più efficace contro obiettivi ad alto rischio, dove è certa la presenza di difese aeree improvvisate, come squadre mobili con mitragliatrici. Questo spiega il loro impiego nel quarto giorno della campagna settimanale dell'Ucraina contro i porti settentrionali della Russia. Ciò dovrebbe fungere da chiaro avvertimento per la Russia: indipendentemente dall'arma utilizzata contro l'Ucraina, quest'ultima la analizzerà, ne scoprirà i punti deboli e, in ultima analisi, troverà il modo di ritorcere quella stessa arma contro l'aggressore.

06:49

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