Oggi, le notizie più importanti arrivano dalla Russia.
Qui, la Russia ha cercato instancabilmente di colpire il sistema energetico ucraino per gettarlo nel buio. Tuttavia, ora le sorti si sono invertite, e l’Ucraina ha eseguito il suo attacco più efficace contro la rete energetica russa, lasciando milioni di russi al freddo e al buio.

In primo luogo, il 1° Centro Separato per Sistemi Senza Equipaggio dell’Ucraina ha condotto un attacco a lungo raggio con droni su strutture militari, hub logistici e sottostazioni nella regione di Donetsk sotto controllo russo. Di conseguenza, la sottostazione Zorya da 110 kilovolt, la sottostazione di trazione di Volnovakha e la sottostazione Pivdenna da 330 kilovolt sono state colpite in onde successive, causando gravi interruzioni nell’energia elettrica e nella logistica ferroviaria nell’intera area di Donetsk.

In secondo luogo, l’Ucraina ha colpito anche la regione di Belgorod con 14 missili Hi-Mars, dei quali i russi riportano che 8 hanno raggiunto i loro obiettivi. Alla centrale termoelettrica Luch, un trasformatore è stato distrutto, mentre un oleodotto e edifici amministrativi hanno subito danni.

Inoltre, la sottostazione Belgorod da 330 kilovolt è stata incendiata e disattivata, interrompendo l’energia a 28 sottostazioni secondarie. I missili ucraini hanno preso di mira sistematicamente la rete elettrica, comprese le linee di trasmissione capaci di ridistribuire energia dalle regioni vicine, causando ulteriori interruzioni in località limitrofe fino a Kursk. Dopo gli attacchi notturni, circa 556.000 residenti sono rimasti senza elettricità e riscaldamento, mentre circa 200.000 hanno perso l’accesso all’acqua. Sono state registrate anche gravi interruzioni della connettività internet, con blackout diffusi dopo gli attacchi ucraini nella zona di Belgorod.

Questi attacchi sono una risposta diretta alla campagna della Russia contro le infrastrutture energetiche ucraine, già gravemente danneggiate durante questo inverno. In Ucraina si verificano blackout gravi a livello nazionale, che durano da diverse ore fino a una settimana dopo attacchi importanti. In questo momento, molti ucraini sono rimasti senza elettricità, riscaldamento o acqua.In risposta, la campagna offensiva ucraina non si è fermata, colpendo la sottostazione elettrica Khartsyzka da 330 kilovolt nella regione di Donetsk, causando blackout e cali di tensione nell’intera area. In coordinamento con gli attacchi su obiettivi nella regione di Belgorod, l’Ucraina ha colpito anche la centrale termica della città di Oryol. L’esplosione ha provocato gravi danni, interrompendo l’energia in parti della città.

In risposta, la campagna offensiva ucraina non si è fermata, colpendo la sottostazione elettrica Khartsyzka da 330 kilovolt nella regione di Donetsk, causando blackout e cali di tensione nell’intera area. In coordinamento con gli attacchi su obiettivi nella regione di Belgorod, l’Ucraina ha colpito anche la centrale termica della città di Oryol. L’esplosione ha provocato gravi danni, interrompendo l’energia in parti della città.

Esplosioni sono state segnalate anche a Novocherkassk, dove droni ucraini hanno attaccato la centrale termica. A seguito degli attacchi successivi, si sono sviluppati incendi che hanno continuato a bruciare per ore, mentre i danni sono ancora in fase di valutazione. I droni ucraini hanno incendiato anche l’impianto energetico del villaggio di Khomutovka, nella regione di Kursk. Questo attacco ha causato un blackout parziale nella regione, lasciando senza elettricità 115 insediamenti.

Un ulteriore sciame di droni ucraini, composto da circa 40 UAV, ha colpito Domodedovo vicino a Mosca, provocando blackout diffusi in gran parte della città. L’attacco ha interrotto una stazione di pompaggio dell’acqua, causato interruzioni nei servizi di riscaldamento e portato alla cancellazione dei voli all’aeroporto di Vnukovo.

Prima di questo attacco, i droni ucraini avevano colpito la regione di Mosca, lasciando oltre 600.000 russi nella capitale senza elettricità. Le autorità russe hanno rapidamente schierato decine di generatori mobili nei complessi residenziali di Ramenskoye per stabilizzare la rete elettrica, ma il messaggio era chiaro.


Gli attacchi ucraini sono deliberatamente diretti verso territori ucraini controllati dai russi e regioni adiacenti all’interno della Russia. L’obiettivo principale di questi attacchi è duplice: in primo luogo, interrompere le operazioni militari russe in queste aree. Colpendo infrastrutture energetiche e asset strategici, l’Ucraina mira a ridurre la capacità della Russia di sostenere comando, logistica e schieramento delle forze. In assenza di elettricità affidabile, le forze russe sono costrette a fare affidamento su generatori e sistemi a batteria, soluzioni temporanee e vulnerabili che riducono la loro resistenza operativa.

In secondo luogo, l’Ucraina mira a spostare le conseguenze della guerra più vicino alla popolazione civile russa. Questa strategia intende aumentare la consapevolezza dei costi interni del conflitto, anche tra coloro che non sono direttamente coinvolti nelle operazioni militari, poiché molti ancora tifano per lasciare congelare i civili ucraini.

In generale, questo mese l’Ucraina ha intensificato i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche russe, causando i danni maggiori alla rete e colpendo il più ampio numero di obiettivi dall’inizio della guerra. Queste operazioni ostacolano le operazioni militari russe e provocano perdite economiche, mentre mettono pressione su milioni di civili russi affinché influenzino la politica della loro élite.


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