I russi abbandonano i propri compagni pur di fuggire dalla carneficina

Aug 10, 2026
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Le forze russe hanno di fatto ammesso la sconfitta nei loro tentativi di infiltrazione attorno alle località di Novopavlivka e Ivanivka. Dopo mesi passati a inviare piccoli nuclei di fanteria attraverso le falle della linea difensiva ucraina, i comandi di Mosca hanno rinunciato a trasformare tali penetrazioni in un'avanzata di ampio respiro, avviando il ripiegamento delle forze principali oltre la sponda del fiume. Perfino le fonti analitiche russe, che in precedenza avevano enfatizzato le singole infiltrazioni spacciandole per stabili guadagni territoriali, riconoscono ora il ribaltamento della situazione tattica e l'impossibilità di sostenere ulteriormente il dispositivo avanzato. I reiterati tentativi si sono rivelati troppo onerosi in termini di logoramento degli effettivi, spingendo la leadership militare russa ad abbandonare la pianificazione offensiva e a disimpegnare le truppe dall'area.

Tale ripiegamento è maturato a seguito del sistematico fallimento delle manovre d'infiltrazione russe, risoltesi in ingenti perdite umane e materiali. La documentazione video dal settore mostra l'impiego di droni tattici ucraini intenti a sganciare munizionamento di precisione su elementi di fanteria russa in avanzamento nella fitta vegetazione. Ulteriori filmati di droni FPV documentano l'impatto diretto di munizioni loitering all'interno di rifugi e posizioni protette russe. Nei pressi di Horikove, un altro nucleo d'assalto avanzante è stato individuato e neutralizzato dal fuoco combinato dell'artiglieria e dei droni d'attacco di Kiev prima che potesse consolidare le posizioni. Gli operatori FPV ucraini hanno inoltre distrutto diversi sistemi lanciarazzi multipli BM-21 Grad impiegati a supporto delle operazioni russe nel settore di Novopavlivka. Questo attrito costante ha reso insostenibile lo sforzo d'infiltrazione, determinando l'eliminazione dei contingenti russi prima ancora che potessero strutturare una presenza difensiva permanente.

Mentre il grosso delle forze russe si ritirava dal settore di Novopavlivka mantenendo il contatto con le linee principali, i nuclei d'infiltrazione spintisi in profondità all'interno del dispositivo ucraino sono rimasti isolati. Tali piccoli gruppi si erano insinuati attraverso i varchi del fronte attestandosi in posizioni occultate, in attesa di rinforzi idonei a raggiungere la massa critica necessaria per condurre attacchi e consolidare la presenza sul terreno. Ad Andriivka-Klevtsove, sacche di resistenza russe sono rimaste bloccate ben oltre la zona grigia a causa dell'impossibilità per Mosca di inoltrare ulteriori elementi d'attacco, trovandosi completamente isolate in territorio sotto controllo ucraino. Con il fallimento dell'operazione generale, questi contingenti hanno perso il supporto tattico previsto, compresi i rifornimenti di viveri e materiale d'emergenza precedentemente garantiti tramite droni. L'incapacità di generare massa di manovra e di garantire la propria sostentamento logistico ha sancito la loro fine, essendo stati di fatto abbandonati dai propri comandi al destino della neutralizzazione o della resa.

A fronte del definitivo isolamento di queste sacche alle spalle della prima linea, le forze armate ucraine hanno avviato la bonifica sistematica dei caposaldi in cui i superstiti continuavano a occultarsi. Nel più ampio settore di Komar, velivoli MiG-29 dell'aeronautica ucraina hanno colpito con bombe guidate AASM Hammer una struttura adibita a centro di controllo per operatori di droni russi, privando le truppe isolate del supporto da ricognizione. Successivamente, le unità droni ucraine hanno ingaggiato direttamente le posizioni individuali, sganciando ordigni all'interno di abitazioni, scantinati, bunker e rifugi campali, ovvero impiegando droni FPV contro i punti d'annidamento. Ad Andriivka-Klevtsove, le Forze per Operazioni Speciali di Kiev hanno saturato un edificio occupato da elementi russi mediante l'impiego combinato di droni d'attacco e bombardieri tattici leggeri, fino a costringere i superstiti ad abbandonare la struttura e a arrendersi in massa. Le operazioni di rastrellamento sono proseguite punto per punto fino alla completa eliminazione o cattura degli effettivi lasciati al proprio destino dai comandi russi.

Nel complesso, il sistematico abbandono dei nuclei avanzati imporrà ai comandi russi di riconsiderare i rischi operativi legati a infiltrazioni profonde idonee a generare unicamente sacche isolate da recuperare o sacrificare. L'eventuale esfiltrazione di tali elementi richiederebbe l'impiego di nuove aliquote di truppe lungo direttrici ormai saturate dal sorvegliamento e dal fuoco dei droni ucraini, aumentando drasticamente il costo complessivo di un'operazione fallita anche dopo il ripiegamento del dispositivo principale. Per mitigare tale vulnerabilità, i comandi russi potrebbero vedersi costretti a contenere la raggio d'azione dei gruppi d'infiltrazione a ridosso delle proprie linee o a impegnare scaglioni di forza maggiori fin dalle fasi iniziali, depotenziando la flessibilità tattica che rendeva originariamente proficua tale dottrina. Qualora tale dinamica dovesse consolidarsi, la leadership militare di Mosca continuerà a impegnare piccoli nuclei oltre le linee ucraine, destinando una quota crescente dei propri soldati alla distruzione una volta esaurito il potenziale dell'attacco principale.

05:04

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