Oggi arrivano notizie interessanti dalla Federazione Russa.
Qui, immediatamente dopo il ricovero in ospedale del leader ceceno Ramzan Kadyrov, uno dei suoi figli, indicato come possibile successore del suo potere, è finito anch’egli in condizioni gravi. Con l’altro figlio che teme per la propria vita, molti stanno ora fuggendo dalla Cecenia, convinti che non sia solo la famiglia al potere a trovarsi nel mirino.

La situazione in Cecenia peggiora, mentre Ramzan Kadyrov rimane in condizioni critiche ed è ampiamente ritenuto in fin di vita a causa di una grave insufficienza renale, con persistenti voci che indicano un possibile avvelenamento. Per anni, Kadyrov ha cercato di trasformare la leadership cecena in una classe dirigente di tipo quasi monarchico. Dopo aver ereditato il potere in seguito all’assassinio di suo padre, Akhmat Kadyrov, ha consolidato l’autorità attorno ai membri della famiglia, ai capi della sicurezza a lui fedeli e alle élite claniche direttamente legate al suo sistema di patronato.

Negli ultimi anni, questo sforzo è diventato più esplicito, con i suoi figli promossi a ruoli pubblici e legati alla sicurezza, a segnalare una transizione dinastica pianificata. Il figlio maggiore, Akhmat Kadyrov, è stato collocato in incarichi cerimoniali e rivolti ai giovani per costruire visibilità pubblica e legittimità simbolica. Adam Kadyrov, molto più giovane, è stato invece spinto con maggiore decisione nell’apparato di sicurezza, culminando nella sua nomina a segretario del Consiglio di Sicurezza della Cecenia nell’aprile 2025.

L’intento era normalizzare l’idea che la linea di sangue dei Kadyrov avrebbe continuato a governare la Cecenia dopo la morte di Ramzan. Tuttavia, questa strategia presenta limiti intrinseci, poiché entrambi i figli sono giovani, privi di esperienza e di un’autorità autonoma e, soprattutto, non godono della lealtà dei comandanti di sicurezza di alto livello né dei clan più influenti.


Nel sistema politico ceceno, il potere viene imposto attraverso la forza personale, il controllo di unità armate e il sostegno di Mosca. Titoli e visibilità non si traducono automaticamente in un controllo reale e, con il crollo della salute di Kadyrov, la fragilità di questo progetto dinastico è diventata sempre più evidente.


Ancora più preoccupanti sono i segnali che suggeriscono tentativi attivi di smantellare del tutto la linea di sangue dei Kadyrov. Il più drammatico è stato il presunto incidente automobilistico che ha coinvolto Adam Kadyrov: il diciottenne è rimasto gravemente ferito a Grozny quando il suo convoglio, secondo quanto riferito lanciato ad alta velocità, si è schiantato dopo aver incontrato un ostacolo. Diverse persone sono rimaste ferite, le strade intorno all’ospedale sono state chiuse e Adam è stato successivamente evacuato a Mosca a bordo di un aereo-ospedale del Ministero delle Emergenze. Nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita dalle autorità cecene, in una regione dove gli incidenti che coinvolgono figure dell’élite raramente sono casuali, alimentando i sospetti di un tentativo di assassinio contro l’intero clan Kadyrov.

Allo stesso tempo, sono emerse notizie secondo cui il figlio maggiore, Akhmat Kadyrov, temerebbe un assassinio, poiché la successione del padre minaccerebbe interessi radicati tra le élite della sicurezza e i clan rivali, molti dei quali trarrebbero vantaggio dall’impedire un trasferimento di potere all’interno della famiglia.


Figure sostenute dal Cremlino come Apti Alaudinov o Magomed Daudov sarebbero molto più accettabili per Mosca rispetto a un erede inesperto, le cui reti di lealtà sono personali anziché istituzionali. In questo contesto, le voci di incidenti inscenati, epurazioni e intimidazioni riflettono un sistema che si prepara a una ridistribuzione del potere brutale.


Anche se alcuni liquidano questi sviluppi come semplici speculazioni, esistono prove concrete che la società cecena si stia già preparando all’instabilità. I clan ceceni si stanno riposizionando silenziosamente e i civili votano con i piedi. I dati del Ministero dell’Interno tedesco rivelano una tendenza sorprendente: su circa 10.000 cittadini russi che hanno richiesto asilo in Germania, circa 8.000 sono ceceni, nonostante i ceceni rappresentino solo l’1,14% della popolazione totale.

Ufficialmente, molti citano l’opposizione morale al servizio militare, ma l’ampiezza e la tempistica indicano timori più profondi. L’impennata riflette l’aspettativa di violenze, repressione o di un rinnovato conflitto interno. Questo schema rispecchia precedenti periodi di instabilità in Cecenia, quando i civili fuggivano in anticipo rispetto alle lotte di potere, anziché reagire dopo il loro inizio. La differenza oggi è che il fattore scatenante non è una guerra esterna, ma il crollo dell’autorità di un singolo uomo che teneva insieme l’intero sistema.

Nel complesso, il declino della dinastia Kadyrov apre la porta alla violenza e a una successione contesa che potrebbe innescare una guerra civile cecena tra clan rivali e fazioni della sicurezza. Inoltre, Mosca potrebbe rifiutare qualsiasi leader emergente a livello locale e intervenire per imporre la propria scelta, rischiando un nuovo conflitto tra la Cecenia e lo Stato russo. Entrambe le strade comportano il pericolo di una terza guerra cecena, in un momento in cui la Russia è già fortemente sotto pressione. Ciò che seguirà Kadyrov difficilmente sarà ordinato, e l’esodo suggerisce che molti ceceni lo comprendono meglio di chiunque altro.


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