Gli ucraini accerchiano 100 soldati russi: ritirata fallisce miseramente

Sep 10, 2026
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Oggi giungono notizie di primaria gravità dal settore di Lyman.

In questo quadrante, il ripiegamento russo dalla testa di ponte oramai collassata a ovest del fiume Zherebets ha lasciato sul terreno un problema dalle implicazioni tattiche critiche. Sebbene i precedenti resoconti del comando russo sostenessero che circa trecento militari rimasti all'interno della sacca fossero riusciti a ricongiungersi alle proprie linee prima che le forze ucraine chiudessero la tenaglia, le nuove informazioni dal campo indicano che un consistente contingente russo è rimasto bloccato nei pressi di Kolodjazi. Oltre cento soldati risultano ora intrappolati nell'area, trasformando quello che il comando d'armata moscovita aveva presentato come un ripiegamento ordinato in una nuova e grave complicazione operativa all'indomani della sconfitta subita a nord di Lyman.

Un'analisi della carta topografica evidenzia come la conformazione del terreno renda la posizione dei reparti russi particolarmente precaria: Kolodjazi sorge infatti in una depressione, mentre i recenti avanzamenti ucraini hanno garantito il controllo delle quote dominanti che sovrastano l'abitato da ogni direttrice. Penetrando lungo i fianchi del dispositivo russo e occupando tali capisaldi, le truppe di Kiev hanno acquisito l'osservazione diretta sia su Kolodjazi sia sull'unica via di instradamento che conduce a est verso il fiume Zherebets.

Di fondamentale rilevanza è il fatto che tale assetto pone l'itinerario di ritirata residuo sotto il controllo di tiro e di sorveglianza delle forze ucraine. I militari russi che tentano la fuga devono abbandonare le posizioni coperte, attraversare tratti di terreno completamente scoperti e muovere verso i punti di attraversamento fluviale sotto il costante monitoraggio dei droni da ricognizione ucraini. Anche in assenza di un contatto visivo diretto da parte dell'fanteria ucraina su ogni singola posizione, si configura un accerchiamento tattico de facto, poiché il corridoio di esfiltrazione può essere battuto dal fuoco in qualsiasi punto.

Al contempo, il fattore tempo gioca a sfavore degli assediati. Le unità d'assalto ucraine stanno già conducendo le operazioni di rastrellamento nel settore meridionale di Kolodjazi. I combattimenti hanno pesantemente devastato il centro abitato, riducendo al minimo le strutture idonee a offrire riparo ai nuclei russi isolati. Rimanere all'interno del perimetro significa attendere che l'fanteria, i ricognitori aerei e i droni FPV ucraini individuino sistematicamente ogni singolo punto di resistenza.

Tentare la fuga verso il fiume risulta ancora più rischioso: i soldati russi dovrebbero percorrere terreno scoperto dove gli operatori di droni ucraini sono in grado di individuare ed eliminare anche singoli combattenti, mentre lo spostamento in formazioni più ampie renderebbe l'intercettazione ancora più immediata.

Tale scenario rappresenta l'esatto contrario degli obiettivi prefissati dal comando russo con l'abbandono del saliente, manovra che avrebbe dovuto preservare la forza viva prima del completamento dell'accerchiamento ucraino, consentendo alle truppe superstiti di attestarsi su una nuova linea difensiva a ridosso del fiume. Al contrario, gli stessi reparti destinati a tale riorganizzazione si trovano ora concentrati all'interno di una sacca di ridotte dimensioni e ad altissimo tasso di mortalità.

Tale concentrazione di personale semplifica l'acquisizione dei bersagli da parte ucraina, poiché l'artiglieria, i droni e gli altri assetti di Strike non devono più perlustrare l'intera estensione della precedente testa di ponte. Le forze russe si trovano compresse in uno spazio ristretto, mentre le truppe ucraine occupano le posizioni tatticamente favorevoli che circondano e sigillano l'unica via di fuga rimasta.

La loro eventuale neutralizzazione avrebbe ripercussioni che vanno ben oltre le perdite umane immediate, rendendo vano qualsiasi tentativo russo di attestarsi lungo gli accessi orientali dello Zherebets per impedire all'Ucraina di sfruttare tempestivamente il successo tattico. Se tali reparti venissero eliminati, catturati o disorganizzati durante il ripiegamento, il comando russo perderebbe proprio il personale necessario a stabilizzare il nuovo dispositivo difensivo. La sconfitta russa a nord di Lyman rischia così di aggravarsi ulteriormente all'indomani del ripiegamento stesso, arrivato dopo la perdita di quasi duecento chilometri quadrati di territorio la cui conquista iniziale era già costata migliaia di perdite.

In sintesi, una volta completata la bonifica di questa sacca, la Russia perderà l'ultimo punto d'appoggio a ovest del fiume, cancellando la testa di ponte necessaria per un'eventuale ripresa delle operazioni offensive verso occidente. Qualsiasi futuro tentativo di ricostituire il saliente imporrebbe alle truppe russe un nuovo e complesso attraversamento dello Zherebets. Le forze ucraine conoscono i punti di transito obbligati e li mantengono sotto costante sorveglianza mediante droni da ricognizione, vettori FPV e artiglieria. Il ripiegamento russo non lascia sul terreno un fronte stabilizzato, bensì una crisi tattica di ampie proporzioni, con l'esercito ucraino attestato sul fiume e la leadership di Mosca costretta a dovere eventualmente ripartire dalla sponda opposta.

05:00

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