Putin gioca il tutto per tutto: mobilita le truppe per invadere l'Ucraina del Nord

Sep 10, 2026
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Oggi giungono notizie di primario rilievo dal fronte settentrionale ucraino.

In questo settore è stato appena individuato l'obiettivo della prossima grande operazione offensiva russa. I resoconti dell'intelligence di Kiev rivelano che la Russia sta pianificando una vasta manovra d'attacco contro le regioni settentrionali dell'Ucraina. Il rapporto evidenzia come, sebbene Mosca non disponga al momento di riserve immediate per lanciare un'operazione di tale portata, l'annuncio di una mobilitazione di trecentomila uomini entro la fine dell'anno — prevista per prendere il via all'indomani delle consultazioni elettorali del venti settembre — fornirà alle forze armate russe la massa di manovra necessaria per avviare l'offensiva.

Nello specifico, la pianificazione russa prevede la mobilitazione di un contingente complessivo di almeno seicentomila soldati tra la fine del duemilaventisei e il duemilaventisette. L'intelligence ucraina stima che entro la fine dell'anno in corso la prima aliquota sarà interamente coscritta, inquadrata e strutturata nelle rispettive brigate, consentendo l'avvio della spinta offensiva nel gennaio del duemilaventisette, tra soli quattro mesi. Gli obiettivi strategici di tale manovra mirerebbero al superamento del confine di Stato per penetrare nelle oblast' di Sumy, Charkiv e Cernihiv, fino a occupare o quantomeno porre sotto minaccia diretta i relativi capoluoghi regionali. Parallelamente, il segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, la Difesa e l'Intelligence ucraino riferisce che Mosca sta lavorando intensamente per perfezionare un accordo operativo con Minsk, volto a riutilizzare il territorio bielorusso come piattaforma di proiezione strategica.

Come ampiamente analizzato su questo canale, la Russia e la Bielorussia stanno potenziando in modo massiccio le infrastrutture militari, le basi logistiche e i rispiegamenti diretti di forze russe in territorio bielorusso. Gli analisti militari avvertono a più riprese che, attraverso tali predisposizioni, Mosca sta strutturando un'area di raggruppamento per sostenere uno sforzo bellico prolungato contro l'Ucraina settentrionale. Gli esperti evidenziano come, qualora tale scenario si concretizzasse, la stessa capitale Kiev potrebbe tornare a essere l'obiettivo diretto di un'avanzata terrestre russa.

Il comandante della Guardia Nazionale ucraina, Oleksandr Pivnenko, ha rimarcato la gravità di tali minacce, precisando che l'afflusso di trecentomila-seicentomila rinforzi consentirebbe alle forze russe di penetrare per dieci-venti chilometri oltre il confine settentrionale ucraino. Lo stesso generale ha tuttavia specificato che questa profondità rappresenterebbe il limite massimo della capacità di avanzata russa, ed esclude categoricamente che le truppe di Mosca possano avvicinarsi nuovamente a Kiev. Di conseguenza, l'obiettivo principale e il reale risultato teorico dell'offensiva non consisterebbero nella presa diretta dei capoluoghi regionali, bensì nel porli sotto pressione per dwnunciare una minaccia e costringere la leadership ucraina a una ripartizione delle forze.

Attualmente, il grosso dell'esercito terrestre ucraino è ingaggiato nella difesa del fronte orientale lungo le regioni di Donetsk, Luhansk, Dnipropetrovsk e Zaporižžja, mentre aliquote minori sono schierate nella regione di Cherson e a copertura del confine di Stato a Charkiv. Un eventuale ridislocamento di tali forze verso nord creerebbe varchi operativi per le formazioni russe a est, consentendo loro di conseguire maggiori guadagni territoriali e consolidare il controllo sul Donbas. Tuttavia, allo stato attuale, la Russia registra un tasso di attrito superiore alle proprie capacità di rimpiazzo e i continui assalti lungo l'intera linea di contatto non hanno permesso la costituzione di consistenti riserve operative, giacché le nuove reclute vengono destinate quasi immediatamente agli attacchi di prima linea. Inoltre, in diversi settori le forze ucraine stanno riprendendo l'iniziativa o imponendo uno stallo tattico che nega qualsiasi avanzamento al nemico. Ciò implica che una quota rilevante dei coscritti mobilitati dopo le elezioni dovrà necessariamente essere impiegata per puntellare i reparti russi a est e mantenere l'assetto offensivo. Più riserve Mosca sarà costretta a impiegare nell'area orientale per perseguire i propri obiettivi primari nel Donbas, minori saranno gli effettivi disponibili per l'invasione da nord, riducendo drasticamente la portata delle ambizioni strategiche su quel quadrante. A prescindere dagli esiti tattici, la minaccia di una nuova offensiva russa nell'Ucraina settentrionale rimane un fattore concreto e l'evoluzione degli eventi dipenderà dalla capacità di Kiev di predisporre un dispositivo di risposta adeguato.

Nel complesso, la nuova wave di mobilitazione che la Russia intende avviare all'indomani delle elezioni parlamentari di questo mese fornirà all'alto comando di Mosca un consistente afflusso di forze da dislocare sul teatro operativo. L'intelligence e i comandi militari ucraini preposti al monitoraggio dei piani russi avvertono che è altamente probabile che un'ampia porzione di queste riserve venga destinata a nuove operazioni transfrontaliere verso le regioni settentrionali. Il parallelo ampliamento delle infrastrutture militari al confine bielorusso conferma la possibilità che l'attacco possa essere mosso anche dal territorio della Bielorussia. Ciononostante, i recenti successi tattici ucraini a est potrebbero costringere la Russia a dirottare gran parte del personale mobilitato per alimentare le offensive orientali, riducendo la pressione sul fronte nord; pur senza annullare del tutto la minaccia, spetta ora all'Ucraina articolare e preparare una risposta difensiva efficace.

05:54

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