Perché centinaia di soldati russi si stanno arrendendo tutti insieme

Sep 28, 2026
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Oggi giungono rilevanti aggiornamenti dal settore strategico di Lyman.

In questo quadrante, l'entità delle perdite umane subite dalla Russia attorno a Lyman sta emergendo con maggiore chiarezza, in concomitanza con la conferma ufficiale da parte del Terzo Corpo d'Armata ucraino dei bilanci delle perdite avversarie registrati durante la terza fase dell'Operazione Vivaldi. Secondo quanto dichiarato dal comandante del Corpo, Andrii Biletskyi, le perdite di personale russo nel corso di questa fase hanno superato le duemila unità, mentre oltre duecentocinquanta militari russi sono stati presi prigionieri.

Interi raggruppamenti russi si sono arresi, compresi ufficiali, operatori di droni e artiglieri, con materiale video ucraino che mostra decine di prigionieri radunati, a dimostrazione del fatto che Mosca aveva impegnato forze consistenti per la difesa della testa di ponte piuttosto che limitarsi a schierarvi piccoli nuclei d'infiltrazione dispersi, come invece sostenuto dal comando russo.

Elemento ancora più significativo, tali dati non rappresentano affatto il bilancio definitivo dell'Operazione Vivaldi, riflettendo unicamente le perdite russe ufficialmente rese note dall'Ucraina per la sola terza fase. Le ripercussioni psicologiche si dimostrano ben più devastanti, considerato che le forze russe hanno trascorso oltre un anno a logorarsi duramente per avanzare verso Lyman nel tentativo di trasformare la propria testa di ponte in un trampolino di lancio per l'accerchiamento della città. I soldati russi hanno attraversato ripetutamente vie di rifornimento esposte a un fuoco letale, combattuto per posizioni boschive devastate e subito perdite ingenti per conquistare un territorio che le formazioni ucraine hanno ora sottratto loro nel giro di poche settimane.

Assistere al dissolvimento di tali conquiste mina gravemente il morale delle truppe russe chiamate a proseguire i combattimenti, poiché esse ritenevano di partecipare a un'avanzata sostenuta, per poi ritrovarsi in ritirata, isolate o accerchiate mentre i reparti d'assalto ucraini prendono possesso di posizioni che le unità di Mosca avevano impiegato mesi a conquistare. Ciò sottolinea la rilevanza della resa di interi gruppi russi, con la prosecuzione della resistenza giudicata inutile una volta che le truppe ucraine hanno penetrato le difese russe e disarticolato la loro logistica.

Vi è un'ulteriore ragione per cui le perdite russe definitive potrebbero differire sostanzialmente dai dati attualmente resi pubblici, legata al fatto che l'Ucraina continua a mantenere il massimo riserbo sulle informazioni operative. L'Operazione Vivaldi è stata condotta in regime di stretto blackout informativo e i comandi ucraini hanno ripetutamente ritardato l'annuncio dei progressi sul campo finché questi non hanno cessato di rappresentare un rischio operativo. Di conseguenza, i bollettini ufficiali continuano a registrare un ritardo rispetto allo sviluppo effettivo degli eventi sul teatro bellico.

Questo stesso ritardo genera precisi vantaggi militari: se i comandi russi ritengono che la propria ritirata abbia preservato una capacità di combattimento superiore a quella reale, rischiano di sovrastimare la tenuta delle nuove posizioni più a est, oltre il fiume. Le unità ritenute ripiegate con successo hanno invece subito perdite, si sono disperse o si sono arrese, e la discrepanza risultante conduce a decisioni errate circa le riserve disponibili. I comandi russi potrebbero persino credere di disporre di fanteria sufficiente per difendere i punti di attraversamento e le posizioni attorno al fiume Zherebets o, scenario ancor più rischioso, valutare che rimanga una forza da combattimento adeguata per sferrare contrattacchi volti a ripristinare parte della testa di ponte perduta. In tal caso, l'Ucraina si troverebbe ad affrontare formazioni decisamente più deboli di quanto ipotizzato dagli stati maggiori di Mosca.

I dati confermati relativi ai prigionieri di guerra rivelano dunque una dinamica ben più ampia del semplice computo del personale catturato, in quanto la resa di oltre duecentocinquanta soldati nel corso di una singola fase evidenzia un crollo strutturale nella capacità della Russia di mantenere posizioni isolate dopo la penetrazione ucraina nella testa di ponte. L'Operazione Vivaldi va di conseguenza ben oltre il mero mutamento del controllo territoriale, poiché l'Ucraina ha allontanato le forze russe da Lyman, smantellato posizioni consolidate in mesi di operazioni offensive e inflitto un pesante costo in termini di vite umane, con centinaia di soldati russi che hanno preferito la resa al proseguimento della difesa di tali posizioni.

Nel complesso, i dati definitivi e precisi relativi a perdite e prigionieri rimangono sconosciuti e non devono essere dati per assodati prima che l'Ucraina li renda noti in via ufficiale. Tuttavia, la sola terza fase dimostra l'entità del ribaltamento di fronte. Per i soldati russi che hanno visto profondere risorse imponenti per creare questa testa di ponte, per poi vederla smantellata nel giro di poche settimane, Vivaldi rappresenta qualcosa di ancora più difficile da rimpiazzare rispetto al terreno perduto: la fiducia che tutti i precedenti sacrifici potessero produrre progressi duraturi.

05:09

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