Oggi giungono le notizie di maggiore rilevanza dalla Federazione Russa.
In questo contesto, l'ultimo briefing dell'Alto Comando russo sullo stato del conflitto dimostra quanto i vertici siano disconnessi dalla reale situazione sul terreno. Se da un lato gli ucraini stanno sfruttando al massimo questa cecità strategica sul piano militare, dall'altro ciò evidenzia un problema sistemico per Kyiv e i suoi alleati occidentali nel loro complesso, poiche un avversario preda di visioni irrealistiche può rivelarsi assai più pericoloso di uno razionale.

Durante il più recente rapporto a Putin sull'andamento delle operazioni, i generali russi hanno presentato un quadro del tutto alterato della dinamica bellica. Il Capo di Stato Maggiore Generale Valery Gerasimov ha descritto le forze russe come proiettate ben oltre le loro reali posizioni, arrivando a rivendicare progressi sostanziali attorno a Dobropillia e un accerchiamento nella regione di Kharkiv che semplicemente non esiste. Elementi russi sono stati persino inviati a Dobropillia per issare brevemente bandiere e fabbricare prove a supporto di tali presunti successi. Le criticità cruciali sorgono all'interno del Cremlino, poiché queste valutazioni giungono a Putin sotto forma di reportistica ufficiale, ed egli appare sinceramente convinto che la Russia stia prevalendo.

Tale narrazione distorta sta già causando gravi danni alle forze russe sul campo, poiche i comandanti di settore vengono sollecitati a conseguire obiettivi che i loro stessi rapporti indicano come già a portata di mano. I reparti russi continuano a sferrare attacchi in settori esausti, a rincalzare posizioni esposte e a impegnare ulteriori uomini e mezzi in avanzate ormai stallate. L'Ucraina ha ripetutamente sfruttato questa pressione colpendone le formazioni indebolite e sferrando controffensive una volta esaurito il potenziale offensivo russo. L'esempio più calzante e la controffensiva ucraina a nord di Lyman, dove mesi di costosi assalti russi hanno logorato le truppe a presidio del saliente, fornendo alle forze di Kyiv l'opportunità di spezzare il dispositivo e riprendere terreno. Un analogo overcommitment russo lungo l'intera linea di contatto sta creando ulteriori margini di manovra per l'Ucraina, mentre Mosca continua a dissipare potenziale di combattimento nel tentativo di far coincidere il campo di battaglia reale con i successi già notificati a Putin.

Il pericolo maggiore emerge allorché questi dati falsati plasmano le decisioni strategiche di Putin sulla condotta della guerra. Visti dal Cremlino, i reiterati annunci di avanzata fanno apparire vincente la linea adottata, convincendo Putin che una pressione ininterrotta stia approssimando l'Ucraina al crollo. Le perdite russe cessano di fungere da segnale d'allarme circa l'insostenibilità del conflitto, poiche gli viene riferito che tali sacrifici producono costanti progressi territoriali. Ciò fornisce a Putin ogni incentivo per intensificare l'impegno bellico tramite offensive su più vasta scala, una mobilitazione più ampia e attacchi missilistici e con droni sempre più pesanti contro le città ucraine, mentre tregue e cessate il fuoco perdono qualsiasi attrattiva di fronte alla convinzione che le truppe russe stiano già vincendo. Più i suoi generali inventano vittorie sul terreno, più si rafforza l'impulso di Putin a proseguire ed escalare la guerra.

A titolo esemplificativo, la tesi secondo cui le forze russe si troverebbero ad appena cinque chilometri da Zaporizhzhia mostra come tali informative mendaci possano tramutarsi in decisioni militari concrete. Una volta notificatogli che le truppe sono ormai alle porte della città, i comandi russi subiscono forti pressioni per predisporre l'attacco su Zaporizhzhia, incrementando i bombardamenti con bombe guidate e spostando l'artiglieria in posizione avanzata per permettere a un maggior numero di assetti di battere direttamente il centro urbano. Tale ridislocazione riduce la copertura di fuoco sulle linee avanzate e al contempo espone preziosi sistemi d'artiglieria e velivoli operanti nel settore alla ricognizione, ai droni e ai vettori a medio raggio ucraini. Kyiv ottiene così maggiori opportunità per neutralizzare il potenziale russo man mano che viene spinto verso il fronte. Tuttavia, questo vantaggio tattico si accompagna a un quadro enormemente più pericoloso per la popolazione civile, data la saturazione d'area a cui e sottoposta Zaporizhzhia. Putin, dal canto suo, non ha alcun motivo per desistere dall'offensiva finché le informative a sua disposizione indicano le forze russe ormai alla periferia della città. Un'avanzata fittizia sulle carte topografiche dei briefing produce perdite reali tra le truppe russe, attacchi effettivi sui civili ucraini e un ulteriore pretesto per il Cremlino per perseverare in un'offensiva fondata su progressi mai avvenuti.

Nel complesso, il pericolo più grave risiede nel fatto che il sistema di comando russo premia ormai le relazioni di successo piuttosto che la veridicità delle informazioni, rendendo le future decisioni militari sempre più slegate dalla realtà del campo di battaglia. Finché i comandanti tuteleranno la propria posizione esagerando i risultati, Mosca continuerà a destinare nuova massa d'urto e materiali a obiettivi raggiungibili solo sulla carta. L'Ucraina acquisisce così un incentivo strategico a concentrare la massima pressione sui settori in cui la leadership russa ha speso le promesse più impegnative, poiché in quei quadranti i fallimenti diventano più difficili da mascherare e più dirompenti all'interno del Cremlino. La fase successiva della guerra dipenderà dalla capacità dell'Ucraina di sollevare il costo militare ed economico a un livello tale che persino l'apparato informativo di Mosca non possa più celare ciò che la prosecuzione del conflitto sta effettivamente costando alla Russia.



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