Corsa agli sportelli: i cittadini russi si preparano alla sconfitta nella guerra

Aug 23, 2026
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Fino a questo momento, i cittadini russi hanno prelevato dagli istituti di credito oltre quindici miliardi di dollari, mentre un numero crescente di nuclei familiari adotta misure di tutela dei propri risparmi di fronte all'ipotesi di una sconfitta della Russia nella guerra e di un consequenziale aggravamento della crisi economica. Le famiglie russe si sono affacciate al duemilaventisei conservando decine di trilioni di rubli all'interno del sistema bancario, a seguito di una lunga fase di sostenuta crescita dei depositi. Secondo i dati resi noti dalla Banca Centrale della Federazione Russa, i depositi delle famiglie hanno registrato un incremento superiore ai nove trilioni di rubli nel corso del duemilaventicinque, mentre entro il primo trimestre del duemilaventisei i flussi netti di deposito hanno evidenziato un'inversione di tendenza, attestandosi su valori lievemente negativi. Attualmente, la popolazione sta aumentando i prelievi di contante, generando un'ulteriore pressione sulla liquidità bancaria in una fase in cui la debolezza della domanda ostacola le operazioni di collocamento dei titoli di Stato da parte del Ministero delle Finanze.

Per diversi anni, i risparmiatori russi hanno allocato quote crescenti delle proprie risorse presso gli istituti bancari, con i depositi in rubli cresciuti di oltre il ventisei per cento nel duemilaventitre e di un ulteriore trentuno per cento nel duemilaquattro. Mantenere le disponibilità finanziarie all'interno del circuito bancario rappresentava la prassi ordinaria; pertanto, la conversione verso il contante e le valute forti segna un mutamento sostanziale nelle strategie di tutela patrimoniale delle famiglie. Questo comportamento attinge alla memoria dei traumi sistemici degli anni Novanta, quando l'iperinflazione, il crollo della moneta nazionale e le crisi bancarie azzerarono i risparmi, radicando la consapevolezza che le giacenze bancarie potessero diventare inaccessibili o subire un rapido deprezzamento. La cartamoneta garantisce un'immediata disponibilità liquida, mentre il dollaro assicura una copertura efficace nell'eventualità di una forte svalutazione del rublo. Una parte della popolazione sta riadottando modelli di condotta tipici dei periodi di crisi, strutturando la gestione dei propri beni in vista di uno scenario in cui il sistema bancario e la valuta nazionale non saranno più in grado di garantire la tenuta del capitale.

La riorganizzazione delle modalità di protezione dei risparmi segnala il diffondersi, tra i nuclei familiari, di riserve circa la capacità della Russia di conseguire la vittoria nel conflitto. Anziché preservare la liquidità all'interno del sistema creditizio, i risparmiatori stanno orientando una quota maggiore di risorse verso la cartamoneta e le divise estere come strumento di mitigazione dei rischi futuri. Nel mese di luglio, la Banca di Russia ha rilevato che le aspettative di inflazione delle famiglie a dodici mesi si sono attestate al quattordici virgola sette per cento, in aumento rispetto al dodici virgola quattro per cento di giugno, mentre l'inflazione percepita nel medesimo mese di giugno è stata stimata al quattordici virgola due per cento. Unitamente all'incremento dei prelievi bancari, tali indicatori delineano un quadro in cui la popolazione si predispone a una fase prolungata di instabilità finanziaria. Per parte dei cittadini, questo posizionamento difensivo contempla lo scenario estremo di una sconfitta militare e di un severo deterioramento del quadro macroeconomico.

In risposta al diffuso clima di incertezza, Putin sostiene pubblicamente che la situazione del Paese rimane sotto il pieno controllo delle autorità. Il diciannove agosto, il Presidente ha riconosciuto apertamente che gli attacchi ucraini stanno arrecando danni alle infrastrutture, ribadendo tuttavia l'assenza di conseguenze critiche e descrivendo le dinamiche economiche generali come contenute ma positive. I canali d'informazione e gli organi di stampa allineati al Cremlino rilanciano la medesima linea editoriale, qualificando i danni come gestibili e focalizzando l'attenzione sulle attività di ricostruzione, sulle misure di sostegno statale e sulla continuità dello sviluppo. Tuttavia, a fronte della stabilità esibita dal potere centrale, l'accelerazione dei prelievi e la crescita delle aspettative inflazionistiche evidenziano un logoramento della fiducia, rendendo meno persuasive le rassicurazioni della presidenza.

Ove la dinamica dei prelievi dovesse subire una netta accelerazione rispetto ai livelli attuali, la natura della minaccia muterebbe radicalmente. Gli istituti di credito mantengono in forma liquida soltanto una frazione dei depositi raccolti; di conseguenza, una richiesta simultanea e massiccia di conversione potrebbe esaurire le riserve dei singoli operatori, determinandone la insolvenza. L'eventuale dissesto di un primario istituto rischierebbe di innescare un effetto contagio, spingendo la clientela di altri enti creditizi a ritirare contestualmente le proprie giacenze e generando un fenomeno di panico sistemico. Sebbene la Banca di Russia disponga degli strumenti per intervenire tramite liquidità di emergenza e garanzie straordinarie, nel contesto di un conflitto ad alto assorbimento di risorse e di un'economia già sotto pressione, il sostegno continuativo al sistema bancario risulterebbe estremamente complesso. È in questo snodo che il timore della sconfitta rischia di configurarsi come una profezia che si autoavvera: le decisioni d'acquisto e di disinvestimento motivate dal dubbio sull'esito della guerra rischiano di provocare la crisi bancaria ed finanziaria capaci di privare il Cremlino della copertura economica necessaria a sostenere le operazioni belliche sulle scale attuali, concretizzando l'esito avverso temuto. Sotto questo profilo, l'incrinarsi della tenuta russa può originarsi da un primario cedimento della fiducia interna, elemento che spiega il prioritario interesse di Putin nel persuadere l'opinione pubblica circa la stabilità dell'economia, del sistema bancario e della condotta del conflitto.

Nel complesso, un persistente deficit di fiducia costringerebbe il Cremlino a fronteggiare una crisi finanziaria strutturale in concomitanza con un impegno bellico che continua a drenare ingenti risorse pubbliche. Un volume maggiore di finanza pubblica dovrebbe essere redistribuito verso lo stabilizzo del comparto creditizio e il sostegno dell'economia reale, riducendo i margini di manovra di Mosca nell'assorbire i costi diretti e indiretti della guerra. La popolazione ordinaria subirebbe in forma diretta le conseguenze di tale riassetto attraverso l'incremento della pressione fiscale, la contrazione della spesa pubblica, l'inasprimento delle condizioni di accesso al credito e un'ulteriore compressione dei redditi reali. Il rischio strategico maggiore per la leadership politica risiede nel fatto che i comportamenti autoprotettivi messi in atto dai cittadini per cautelarsi dalla sconfitta possano accelerare il collasso economico, avvicinando proprio l'esito che si intendeva evitare.

06:05

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