ULTIM'ORA: Il nuovo attacco ucraino svela la finta avanzata di Putin al Nord

Aug 19, 2026
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Oggi i filmati dell'ultima operazione ucraina nei pressi di Vovchansk hanno svelato la realtà dietro le roboanti dichiarazioni russe circa i presunti progressi conseguiti nella regione di Kharkiv. I nuclei d'assalto russi tentano di infiltrarsi all'interno del dispositivo difensivo ucraino nell'auspicio di occupare una posizione di valore simbolico, issarvi il tricolore federale, documentare l'atto con del materiale fotografico e refertare all'escalation di comando l'ennesimo fittizio successo tattico. Diversamente da tali premesse, come mostrano le sequenze relative a uno di questi episodi, gli elementi della Brigata "Forpost" delle forze armate ucraine hanno individuato tempestivamente la direttrice di avanzamento, sventando la missione prima ancora che gli elementi russi potessero produrre la documentazione visiva prefissata. I rilievi optoelettronici dei vettori ricognitori ucraini mostrano come gli operatori perlustrino sistematicamente le fasce boschive e le aree abbandonate alla ricerca di indicatori rivelatori della presenza nemica, compresi i rifiuti abbandonati che spesso tradiscono l'ubicazione dei gruppi di infiltrazione occultati. Una volta identificato il bersaglio, le squadre d'assalto ucraine muovono per isolare il caposaldo, mentre i sistemi aerei a pilotaggio remoto saturano le vie di esfiltrazione. Ai soldati russi attestati all'interno dei ricoveri sotterranei vengono rivolte ripetute ingiunzioni di resa: altoparlanti installati sui droni diffondono messaggi in lingua russa, avvertendo le pedine d'assalto abbandonate che l'unica prospettiva residua è l'annientamento qualora non depongano le armi. Coloro che oppongono rifiuto vengono stanati con il lancio di bombe a mano o neutralizzati attraverso strikes di precisione condotti da droni, fino alla completa bonifica del settore.

Questa operazione di bonifica condotta dalle forze ucraine conferma il quadro operativo generale attorno a Vovchansk, dove i tentativi compiuti da piccoli nuclei di infiltrazione per raggiungere posizioni isolate dimostrano unicamente la carenza russa di massa di manovra, supporto corazzato, concentrazione d'artiglieria e capacità logistiche indispensabili per sostenere uno sfondamento d'insieme. A oltre due anni dall'inizio dei violentissimi combattimenti che hanno investito Vovchansk, le forze russe permangono nell'impossibilità di assicurarsi il controllo integrale del centro urbano, e ancor meno di proiettare l'offensiva verso Kharkiv. Invece di pianificare ed eseguire assalti coordinati a livello di battaglione, i comandi di Mosca si affidano in misura crescente a microscopici nuclei d'infanteria infiltrati tra le macerie dei quartieri cittadini o nei settori boschivi, sperando di sfruttare falle temporanee per fabbricare successi d'immagine. Tali opzioni tattiche possono senz'altro alimentare la narrativa dei media interni russi, ma non costituiscono in alcun modo guadagni territoriali significativi né impressero un ritmo operativo alla manovra.

Tale scollamento dalla realtà sul terreno investe la vertice stessa del Cremlino, giacché la percezione della situazione da parte di Putin poggia su mappe operative artefatte redatte dai comandi russi sul campo. Tali cartografie raffigurano le forze russe in avanzata fino a dieci chilometri oltre il perimetro di Vovchansk, attribuendo loro il controllo di un'estensione fino a trecento chilometri quadrati in realtà non posseduta e simulando una minaccia d'incerchiamento ai danni delle formazioni ucraine attestate più a est. Reportistica di questo tenore genera l'illusione di un'offensiva coronata da successo e propizia dichiarazioni pubbliche che prefigurano imminenti progressioni verso Kharkiv.

Il medesimo schema sistematico si è palesato allorquando il Ministero della Difesa russo ha annunciato ufficialmente la presa di Shcherbakivka, nell'Oblast' di Kharkiv, a dispetto del fatto che l'insediamento avesse cessato ufficialmente di esistere da quasi un trentennio, essendo stato spopolato e depennato dai registri amministrativi nel lontano millenovecentonovantasette. Mentre i bollettini ufficiali descrivono avanzate travolgenti, la documentazione visiva dal campo di battaglia continua a mostrare i gruppi d'assalto russi intenti a essere sistematicamente braccati ed eliminati nei pressi di Vovchansk.

La smentita più drastica giunge dagli stessi combattenti russi: un militare catturato si è rivolto direttamente ai propri connazionali e a Putin, accusando esplicitamente i comandi della Settantunesima Divisione e del Raggruppamento di Forze Settentrionale di falsificare sistematicamente i successi tattici sul campo. Secondo la sua testimonianza, i comandi hanno a più riprese dichiarato la conquista di molteplici centri abitati, tra cui Bilyi Kolodiaz. Tuttavia, il prigioniero ha spiegato di essersi arreso dopo essere rimasto abbandonato per circa due settimane all'interno di un rifugio situato nettamente a nord di Bilyi Kolodiaz, a riprova del fatto che le forze russe non avevano mai raggiunto le località di cui si rivendicava il controllo. Il militare ha descritto una situazione caratterizzata da elementi isolati di uno o due soldati, lasciati privi di rifornimenti, rincalzi o di un piano operativo d'avanzata concreto. La maggior parte di essi si è infine arresa nella consapevolezza che nessuno sarebbe intervenuto per soccorrerli o per consolidare le posizioni occupate.

Nel complesso, a dispetto dei reiterati proclami russi relativi a presunti sfondamenti nei pressi di Vovchansk, la scontro continua ad articolarsi prevalentemente in circoscritti tentativi di infiltrazione anziché in manovre offensive coordinate. La sorveglianza condotta dai droni ucraini, le unità di reazione rapida e le sistematiche operazioni di bonifica impediscono a tali gruppi di consolidarsi su posizioni durature o persino di produrre il materiale fotografico d'impatto destinato a avvalorare bollettini bellici gonfiati. L'incapacità di cogliere successi simbolici effettivi è divenuta così marcata che la propaganda ufficiale russa è giunta a rivendicare la conquista di località ormai inesistenti. Anziché evidenziare un'inerzia favorevole verso Kharkiv, gli ultimi sviluppi sottolineano come il divario tra la realtà del campo di battaglia e la narrativa ufficiale di Mosca continui inesorabilmente ad ampliarsi.

05:46

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