ULTIM'ORA: L'Ucraina lancia il più grande attacco della guerra sul porto russo

Aug 12, 2026
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In data odierna, l'Ucraina ha sferrato il più imponente attacco su Novorossijsk dall'inizio del conflitto, martellando per ore il principale rifugio navale russo nel Mar Nero con oltre cinquecento diversi sistemi d'arma e neutralizzando l'operatività della città portuale. Il presidente Volodymyr Zelens'kyj ha confermato l'impiego combinato di droni-missile Paljanycja, vettori anti-nave Neptun e droni navali di superficie contro il sedime portuale. Fonti ufficiali russe sostengono che oltre cinquecento droni ucraini siano stati intercettati nella regione di Krasnodar durante la notte, mentre rilievi visivi locali attestano un intenso fuoco antiaereo nei cieli di Novorossijsk. Le incursioni ucraine hanno colpito posizioni di difesa aerea, banchine, infrastrutture portuali e impianti asserviti alla base navale. Diversi incendi si sono sviluppati nell'area del porto militare mentre le unità mobili della difesa aerea russa sono andate in saturazione sotto la pressione dell'attacco. Le analisi diffuse da esperti militari russi evidenziano come i sistemi antimissile S-300, S-400 e Pantsir soffrissero per una marcata carenza di munizionamento intercettore, vulnerabilità tattica sfruttata dalle forze ucraine per prolungare l'incursione. Due terminal granari primari hanno riportato danni strutturali con conseguente sospensione delle attività operative, mentre gli incendi hanno intaccato complessi industriali e reti idriche, costringendo le autorità locali a interrompere l'erogazione dell'acqua nell'intera area urbana.

L'imponente operazione condotta da Kyiv si configura come una ritorsione strategica contro la campagna sferrata dalla Russia contro lo snodo portuale di Odessa e il corridoio d'esportazione marittimo ucraino nel Mar Nero. La Federazione Russa ha eseguito oltre trenta incursioni contro le infrastrutture portuali e ha attaccato almeno due dozzine di navi mercantili civili, causando danni di varia entità a diversi scafi e provocando il colamento a picco di talune unità. Tali azioni hanno richiesto l'intervento della Marina Ucraina per il soccorso di equipaggi multinazionali a seguito dei gravi incendi innescati dai droni russi, con un bilancio confermato di vittime tra i marittimi. Di conseguenza, le ostilità russe nel bacino del Mar Nero hanno paralizzato la navigazione commerciale nell'intera regione, infliggendo un duro colpo alle esportazioni agricole ucraine destinate ai mercati esteri.

I carichi agricoli bloccati sono primariamente destinati ai Paesi africani segnati da gravi carenze alimentari, con il rischio concreto di aggravare l'insicurezza alimentare globale e di esporre ampie fasce di popolazione vulnerabile alla fame e alla malnutrizione estreme. Oltre ottomila vettori marittimi avevano utilizzato il corridoio navale ucraino dalla sua attivazione dopo l'inizio delle ostilità; tuttavia, i reiterati attacchi russi hanno azzerato il traffico commerciale, come confermato dai rilevamenti satellitari.

La risposta tattica ucraina a Novorossijsk ha dunque rispecchiato la logica della campagna di pressione russa, estendendone però la portata contro le infrastrutture economiche e militari dell'avversario mediante attacchi sistematici agli snodi d'esportazione che rendono la navigazione commerciale sempre più onerosa, inaffidabile e pericolosa.

Tra i complessi danneggiati figura lo stabilimento per i prodotti cerealicoli di Novorossijsk, unitamente a un secondo importante terminal granario che ha dovuto sospendere le attività per la stima dei danni. Tali impianti costituiscono elementi portanti dell'imponente rete d'esportazione russa nel Mar Nero, il che implica che ogni arresto operativo si traduca in costi di ripristino, ritardi nelle operazioni di imbarco, penali assicurative e congestione logistica.

Parallelamente, le forze di Kyiv hanno colpito la base navale vera e propria: Novorossijsk era infatti divenuta il principale santuario operativo della Flotta del Mar Nero a seguito dei ripetuti attacchi ucraini che avevano costretto il comando russo a ridislocare gran parte del naviglio dalla Crimea occupata. Fonti locali hanno riferito di impatti diretti su infrastrutture navali, postazioni di difesa aerea e moli, mentre estesi focolai sono stati confermati dai sistemi di tracciamento termico della NASA, che mostrano molteplici anomalie termiche nell'area portuale. Pur non trattandosi della prima incursione contro il sito, l'attacco si distingue come il più massiccio condotto finora, trasformando Novorossijsk da retrovia protetta a nuovo scenario ad alto rischio in cui unità navali, cantieri di riparazione e strutture di supporto non possono più operare in sicurezza.

Nel quadro complessivo, mentre la Russia tenta di rendere inagibile il terminal di Odessa quale varco marittimo ucraino, la contromisura di Kyiv sta progressivamente degradando l'affidabilità strategica di Novorossijsk per Mosca. Ogni terminal compromesso, molo in fiamme, sistema antiaereo distrutto e operazione commerciale interrotta innalza il costo economico e militare necessario per mantenere operativo lo scalo. Novorossijsk avrebbe dovuto rappresentare l'ultimo rifugio sicuro per la Flotta del Mar Nero, ma allo stato attuale il comando russo non dispone delle riserve di intercettori necessarie a garantirne la copertura; lo snodo si ritrova privo di protezione e, all'indomani di questo attacco ad alta saturazione, l'assunto della sua invulnerabilità è definitivamente caduto.

05:08

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