La Russia potenzia i droni Geran per dare la caccia in tempo reale alle difese aeree mobili ucraine

Jan 4, 2026
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Oggi gli aggiornamenti più importanti arrivano dai cieli dell’Ucraina.

I gruppi mobili di difesa aerea ucraini hanno abbattuto migliaia di droni in pochi mesi, grazie a campagne altamente economiche senza perdite registrate. Ora sono diventati un problema così serio che la Russia sta assumendo il controllo diretto dei propri droni Geran-2, sacrificando le loro missioni strategiche per colpire direttamente i “cacciatori di droni”.

Esperti ucraini di radiotecnologia hanno diffuso filmati che mostrano un drone russo Geran-2 pilotato a distanza in tempo reale mentre colpisce un veicolo di un gruppo mobile di fuoco ucraino in movimento nella regione di Černihiv. Il drone, dotato di una telecamera con trasmissione video in diretta e di un collegamento di controllo tramite rete mesh, ha permesso agli operatori di reindirizzarlo a metà volo dopo aver individuato il fuoco proveniente dalla squadra antiaerea montata su un pickup.

Sebbene l’equipaggio sia sopravvissuto, questo episodio segna il primo uso confermato di droni Geran-2 aggiornati che danno attivamente la caccia alle unità mobili di difesa aerea ucraine, invece di seguire rotte preprogrammate verso obiettivi fissi. Queste modifiche, tra cui la guida in tempo reale tramite segnali ritrasmessi e ottiche di bordo, consentono alle forze russe di trasformare munizioni circuitanti a basso costo in armi dinamiche di contrasto alla difesa aerea.

Gli analisti osservano che tali capacità complicano le operazioni dei gruppi mobili ucraini, che fanno affidamento sulla mobilità e sull’ingaggio rapido per abbattere i droni in arrivo. La tattica sfrutta l’individuazione delle scie traccianti o dei lampi di sparo, trasformando i difensori in bersagli e potenzialmente mappando le posizioni della difesa aerea per attacchi successivi.

Le forze russe stanno adottando questo aggiornamento con guida in tempo reale principalmente per neutralizzare i gruppi mobili di difesa aerea ucraini, altamente efficaci e ormai una pietra angolare della difesa stratificata del paese contro le ondate notturne di Geran. Queste unità mobili, solitamente pickup equipaggiati con mitragliatrici pesanti, cannoni antiaerei o MANPADS, pattugliano le aree posteriori sfruttando la mobilità per riposizionarsi rapidamente e ingaggiare droni a bassa quota. Consentendo il reindirizzamento in tempo reale verso lampi di sparo o traccianti, i droni aggiornati trasformano l’atto stesso di sparare in una vulnerabilità, scoraggiando gli ingaggi e permettendo a un numero maggiore di Shahed di penetrare più in profondità. Questa contromisura mira a sopprimere le difese economiche ucraine e ad aumentare il tasso complessivo di successo degli attacchi nel contesto di una campagna di droni russa in escalation.

La tattica aggiornata equipaggia i droni Geran-2 con telecamere di bordo, antenne per la trasmissione video in diretta e ritrasmettitori di rete mesh che consentono il controllo manuale in tempo reale da distanze fino a 150 chilometri. Ciò permette agli operatori di individuare lampi di sparo o colpi traccianti dei gruppi mobili ucraini e reindirizzare il drone per colpirli in modalità kamikaze a metà volo.

Questo approccio si inserisce nelle tattiche di attacco più ampie della Russia, in cui i droni Shahed o Geran svolgono più ruoli: prima come esche per saturare ed esaurire i sistemi SAM fissi e come sonde per mappare le difese, e poi come attaccanti di precisione contro le infrastrutture, il tutto in ondate coordinate con missili per massimizzare penetrazione e danni. In particolare, questa funzione “cacciatore-assassino” aggiunge una capacità di soppressione delle difese aeree nemiche, trasformando munizioni a basso costo in contromisure attive che scoraggiano gli ingaggi mobili. Ciò riduce le perdite complessive di droni e crea varchi sfruttabili per ondate successive, facendo evolvere la strategia dello sciame in un sistema più adattivo e reattivo.

I gruppi mobili di difesa aerea ucraini restano comunque altamente sopravvivibili contro i Geran-2 reindirizzati, poiché gli equipaggi possono rilevare rapidamente le minacce in arrivo tramite suoni o osservazione visiva, cessare il fuoco e manovrare o smontare prima dell’impatto, considerando la bassa velocità del drone, di circa 180 chilometri orari, e il suo avvicinamento udibile.

Tuttavia, questa nuova capacità di caccia altera radicalmente il loro ambiente operativo. Ingaggiare uno Shahed ora comporta il rischio di rivelare la propria posizione attraverso lampi di sparo o traccianti, invitando a un contrattacco immediato e costringendo gli equipaggi a un dilemma: sparare e diventare potenzialmente bersagli, oppure trattenere il fuoco e permettere ai droni di colpire infrastrutture più profonde. Questo effetto di soppressione riduce i tassi di ingaggio, preserva più droni russi per gli attacchi principali e mette sotto pressione il morale degli equipaggi a causa dell’aumento del pericolo personale, degradando gradualmente lo strato mobile ed economico che finora ha abbattuto migliaia di Shahed.

Nel complesso, l’integrazione da parte della Russia del controllo in tempo reale nei droni Geran-2 ha trasformato munizioni circuitanti a basso costo in cacciatori versatili, capaci di inseguire difese aeree mobili ed eludere gli intercettori per aumentare i tassi di penetrazione. Questo cambiamento impone un forte effetto dissuasivo sui gruppi mobili ucraini, riducendone il ritmo operativo ed esponendo le infrastrutture fisse a rischi maggiori. Per resistere, l’Ucraina deve accelerare con urgenza il dispiegamento di droni intercettori avanzati, disturbatori di rete mesh e armi a energia diretta per interrompere i collegamenti di controllo e ripristinare una postura offensiva. Senza un rapido adattamento e il sostegno occidentale, questa vitale spina dorsale difensiva rischia un’erosione graduale, indebolendo lo scudo aereo complessivo dell’Ucraina in una guerra di logoramento sempre più prolungata.

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