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In questo contesto, la corsa ai droni ha raggiunto un ritmo impressionante, come dimostrato dalle efficaci contromisure ucraine e dalla recente introduzione russa dei droni Geran con propulsione a reazione per contrastarle. Tuttavia, questi nuovi droni russi ultraveloci non riescono a superare la rapidità dell'innovazione ucraina.

Nell'ultimo anno, la Russia ha lavorato per rendere i suoi droni Geran più difficili da neutralizzare, poiché l'Ucraina ha imparato ad abbatterli sistematicamente. A tal fine, la Russia ha iniziato a equipaggiare i droni Geran con missili aria-aria in risposta ai precedenti successi dell'Ucraina nell'uso di elicotteri e aerei a elica per dar loro la caccia. Questi velivoli a volo lento armati di mitragliatrici erano efficaci perché i droni Geran sono prevedibili e relativamente lenti. Sebbene progettati per un'altra era di combattimento aereo, questi missili aria-aria montati su droni sono sufficientemente veloci da minacciare i velivoli che devono avvicinarsi durante un'intercettazione. Persino i caccia a reazione come gli F-16 affrontano un vincolo strategico, poiché, sebbene possano evadere più facilmente, il loro numero limitato e l'alto valore rendono ogni scontro con uno Shahed armato di missili un rischio non giustificato.

Di conseguenza, l'Ucraina ha iniziato a fare forte affidamento sui droni intercettori, che ora costituiscono una componente centrale del suo sistema di difesa aerea. Gli equipaggi ucraini hanno affinato tattiche e coordinamento, espandendo l'uso di questi intercettori per operare su vasta scala con grande efficacia.

Il Comandante in Capo Syrskyi ha riferito che i droni intercettori hanno rappresentato oltre il settanta per cento degli abbattimenti di UAV su Kiev e le aree circostanti a febbraio, con oltre millecinquecento droni russi distrutti. Questo crescente successo ha incentivato l'Ucraina a espandere i canali di addestramento e a sperimentare nuovi modelli. Inoltre, l'Ucraina ha iniziato a costituire divisioni dedicate alla difesa aerea senza pilota, garantendo una copertura continua dagli attacchi di massa dei droni nemici e riducendo al contempo i rischi per i piloti ucraini.

La Russia ha risposto accelerando lo sviluppo di varianti con motori a reazione più veloci rispetto all'anno scorso per superare i droni intercettori ucraini. Passando dagli originali motori a elica a configurazioni a reazione, la Russia sta cercando di ripristinare la capacità delle sue munizioni circuitanti di penetrare nello spazio aereo difeso a costi contenuti. I modelli Geran-3 e Geran-4 avevano già raggiunto velocità di quattrocento e cinquecento chilometri orari, rendendo più difficile l'aggancio da parte degli intercettori ucraini.

Il più grande Geran-5, introdotto quest'anno, raggiunge i seicento chilometri orari trasportando una testata più pesante da novanta chilogrammi. A queste velocità, molti dei piccoli intercettori elettrici che in precedenza davano la caccia ai Geran non riescono semplicemente a colmare la distanza in tempo. Inoltre, i nuovi modelli Geran vengono sempre più spesso lanciati da velivoli Su-25, che pongono il drone a velocità e quota operative già al momento del rilascio. Questo punto di partenza più elevato riduce l'energia che il drone deve spendere per salire attraverso l'aria più densa, fornendo una propulsione più utilizzabile per raggio d'azione, velocità o carico utile.

L'Ucraina sta già lavorando per contrastare questo cambiamento sviluppando droni intercettori dotati di piccoli booster a razzo. Questi propulsori forniscono una breve spinta di accelerazione prima che il drone passi alle normali velocità di volo. Tuttavia, ciò conferisce all'intercettore una velocità iniziale sufficiente per raggiungere rapidamente quota e posizione, consentendogli di entrare nel corridoio di volo del Geran prima che il bersaglio transiti.

Il concetto richiama gli esperimenti della fine della Seconda Guerra Mondiale, in cui i velivoli utilizzavano booster a razzo per superare i limiti dei motori a pistoni. Si prevede che lo Strila-2 ucraino riceverà tale booster, secondo Quantum Systems Ukraine, con l'obiettivo di spingere le velocità oltre i trecento chilometri orari.


Questa spinta iniziale darà ai droni intercettori una concreta possibilità di ingaggiare le ultime varianti del Geran, le cui velocità più elevate comprimerebbero altrimenti la finestra di intercettazione a pochi secondi. In tal modo, l'Ucraina può preservare i vantaggi della difesa aerea basata sui droni senza dipendere da intercettazioni aeree più rischiose.


Complessivamente, l'emergere di droni intercettori potenziati da razzi segna una nuova fase nella competizione tra i droni d'attacco russi e le difese aeree ucraine. L'interazione tra velocità, costo e sopravvivenza sta spingendo entrambe le parti verso progettazioni sempre più specializzate. La capacità dell'Ucraina di scalare e potenziare le difese con droni intercettori mostra come un adattamento ingegnoso possa contrastare le nuove tattiche dei droni d'attacco, anche con risorse limitate di difesa aerea tradizionale. Per questo motivo, l'attenzione internazionale è sempre più focalizzata sulla capacità dell'Ucraina di neutralizzare grandi volumi di droni in arrivo, mentre altri paesi si rendono conto che i precedenti paradigmi di difesa aerea non sono più affidabili.


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