La Transnistria controllata dalla Russia è ora sotto blocco totale

Jan 10, 2026
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Oggi le notizie più importanti arrivano dalla Moldavia.

Per anni il paese ha vissuto con una tensione silenziosa sul suo confine orientale, dove un vecchio conflitto con la Russia è rimasto sullo sfondo, influenzando discretamente la politica senza attirare molta attenzione. Questo equilibrio non regge più, poiché Moldavia e Ucraina hanno iniziato a chiudere gli accessi che hanno mantenuto vivo questo conflitto per decenni.

Ucraina e Moldavia hanno ora attuato congiuntamente un blocco totale contro la Transnistria, segnando un chiaro cambiamento di politica, chiudendo tutti i valichi e applicando controlli doganali e di sicurezza su tutto ciò che entra o esce dalla regione. A mezzanotte del primo gennaio, l’Ucraina ha iniziato ad applicare controlli rigorosi lungo i circa quattrocentocinquanta chilometri di confine con la Transnistria, imponendo ispezioni per qualsiasi movimento consentito di merci o persone.

Allo stesso tempo, le autorità moldave hanno rafforzato i posti di blocco ed esteso l’applicazione dei controlli di frontiera, utilizzando unità mobili per supportare i controlli oltre i valichi fissi. Insieme, queste misure trasformano la Transnistria da zona grigia che la Russia poteva gestire silenziosamente in uno spazio controllato, dove il supporto esterno diventa altamente visibile.

L’obiettivo di questa mossa è tagliare l’influenza russa in Transnistria senza avviare una guerra. Nel tempo, mira anche a indebolire il potere della Russia in una regione che utilizza come strumento di pressione dal 1992. Questo inizia con l’isolamento politico, poiché la leadership separatista perde contatti esterni e la libertà di agire autonomamente. Il blocco colpisce anche la logistica, perché circa millecinquecento soldati russi dipendono da un accesso costante a carburante, equipaggiamenti e forniture quotidiane. Per anni, gran parte di questo supporto è transitato attraverso rotte commerciali informali, imprese compiacenti e controlli doganali permissivi che evitavano il pieno controllo moldavo. Chiudendo queste rotte, Moldavia e Ucraina rendono la presenza russa più difficile da sostenere e molto meno efficace come strumento di pressione vicino all’Unione Europea.

Il blocco opera attraverso controlli di base su confini, spazio aereo e dogane che entrambi i paesi hanno il diritto legale di applicare, senza ricorrere alla forza o provocare scontri. Moldavia e Ucraina coordinano ora i loro sistemi di frontiera, così che persone o merci possano muoversi solo se entrambe le parti lo consentono, chiudendo le falle che esistevano in precedenza.

Il controllo moldavo dello spazio aereo blocca qualsiasi consegna aerea verso la Transnistria, mentre il traffico ferroviario e stradale viene fermato a meno che non rispetti rigide regole doganali. In termini semplici, la Transnistria non è più una zona di libero transito, ma un’area strettamente controllata in cui il supporto esterno è difficile e facilmente individuabile.

Allo stesso tempo, il governo moldavo sta rafforzando il controllo interno, portando le regioni autonome più saldamente sotto l’autorità centrale e riducendo lo spazio per l’influenza russa. Questo consolidamento interno è strettamente legato al blocco, perché tagliare l’accesso esterno della Transnistria significa anche eliminare una fonte chiave di sostegno politico ed economico per gli attori allineati con la Russia all’interno della Moldavia. Senza rotte terrestri, senza accesso aereo e senza flussi commerciali legali, la Russia non può più finanziare, rifornire o coordinare facilmente pressioni attraverso gruppi e alleati locali. Ciò indebolisce le reti di influenza che facevano affidamento sul supporto transfrontaliero e rende più semplice per il governo centrale affermare il controllo sulle regioni autonome. Qualsiasi tentativo segreto di spostare forniture o influenza comporta ora un alto rischio di essere scoperto, mentre un sostegno militare aperto non è possibile senza attraversare il territorio ucraino o moldavo.

La Russia ha pochissime opzioni realistiche di risposta, poiché non esiste una via sicura per inviare rifornimenti o ruotare le truppe senza passare attraverso aree pienamente controllate da Moldavia o Ucraina. I tentativi di aggirare il blocco in segreto comporterebbero seri costi politici se scoperti, mentre gli sforzi aperti attirerebbero rapidamente l’attenzione internazionale. Senza accesso al mare e senza un collegamento aereo praticabile, la regione senza sbocco sul mare non può essere sostenuta in modo affidabile dall’esterno, il che significa che l’influenza russa continua a ridursi, mentre il tempo gioca contro di essa e le opzioni locali si restringono sempre di più.

Nel complesso, questo blocco congiunto mostra un chiaro cambiamento nel modo in cui Moldavia e Ucraina affrontano l’influenza russa, scegliendo una pressione costante invece di un conflitto aperto. Tagliando la Transnistria fuori dal commercio che la manteneva operativa al di fuori del controllo moldavo, entrambi i paesi rendono più difficile l’utilizzo della regione da parte della Russia. Non si tratta di iniziare uno scontro, ma di stringere gradualmente il controllo attraverso leggi e applicazione delle regole. Se la pressione continuerà, la posizione della Russia in Transnistria si indebolirà nel tempo, mentre la Moldavia si avvicinerà a legami di sicurezza più forti con l’Europa.

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