Oggi, le notizie più importanti arrivano dall’Ucraina.
In una guerra di logoramento brutale, in cui la Russia sostiene le sue offensive mobilitando ondate di uomini a un costo umano vertiginoso, l’Ucraina affronta uno squilibrio demografico esistenziale che minaccia di erodere le sue linee difensive. Il nuovo Ministro della Difesa ora scommette sulla sopravvivenza della nazione con un contrattacco tecnologico radicale, in cui le macchine assumono progressivamente il peso un tempo portato dai soldati.

Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha recentemente nominato Mykhailo Fedorov, 34 anni, Primo Vice Primo Ministro ed ex Ministro della Trasformazione Digitale, come nuovo Ministro della Difesa dell’Ucraina. Non si tratta di un semplice rimpasto di governo, ma di un segnale deliberato di profonda ristrutturazione militare, elevando un civile esperto di tecnologia a guidare l’apparato difensivo in una guerra di logoramento dove la superiorità tecnologica potrebbe rivelarsi decisiva.

Fedorov, il ministro più giovane della storia dell’Ucraina quando fu nominato nel 2019, ha costruito la sua reputazione come leader orientato all’innovazione, focalizzato su sistemi, automazione e scalabilità. Ha guidato la trasformazione dei servizi governativi attraverso l’app Dia, che permette ai cittadini di interagire digitalmente con lo Stato, trasformando l’Ucraina in un leader globale nella governance digitale.


Durante l’invasione su larga scala, ha orchestrato l’iniziativa Army of Drones, procurandosi migliaia di UAV tramite crowdfunding, lanciando il cluster tecnologico Brave1 per collegare direttamente le aziende di sistemi senza pilota con il personale militare sul terreno, e diventando un fattore trainante nell’iniziativa Drone Line. Il suo approccio enfatizza iterazioni rapide e integrazione, decisioni basate sui dati e l’integrazione su larga scala di sistemi AI e senza pilota.


La nomina di Fedorov segna l’accelerazione decisiva della trasformazione dell’Ucraina in una forza militare basata su sistemi senza pilota, reti di comando abilitate dall’IA e piattaforme robotiche di produzione di massa, che possono essere impiegate più rapidamente e a costi inferiori rispetto alle formazioni umane. Di fronte a un deficit cronico di personale, la strategia centrale dell’Ucraina è ora esplicita: sostituire i ruoli di fanteria più pericolosi e soggetti a logoramento con macchine. Queste assorbiranno il fuoco, consegneranno rifornimenti, evacueranno i feriti e condurranno assalti senza rischiare vite umane insostituibili.

Entro l’inizio del 2026, le Forze Armate puntano a schierare 30.000 sistemi robotici terrestri, dai veicoli logistici alle piattaforme da combattimento con torrette come Termit e Protector, molti già testati in attacchi solo robotici che hanno conquistato posizioni russe senza alcuna perdita ucraina. Il targeting basato su AI, le comunicazioni a rete mesh e la produzione rapida interna, scalata da decine a migliaia al mese, permetteranno a queste piattaforme di occupare trincee, disinnescare mine e sopprimere la fanteria nemica a una frazione del costo umano. Non si tratta di un’integrazione, ma di una sostituzione, con i robot che diventano sempre più la forza di primo piano, preservando i soldati per il comando, le manovre complesse e la consolidazione finale, trasformando il vantaggio numerico della Russia in un costo elevato contro macchine sostituibili.

Mentre l’Ucraina accelera uno spostamento sistemico verso veicoli terrestri senza pilota, reti AI e piattaforme robotiche scalabili per sostituire i soldati nei ruoli più pericolosi, la Russia resta bloccata in un approccio intensivo di personale che tratta la vita umana come carburante sacrificabile per guadagni incrementali.

Di fronte a perdite insostenibili, stimate in oltre 1,2 milioni di morti o feriti entro la fine del 2025, Mosca ha reclutato circa 410.000 soldati a contratto lo scorso anno attraverso incentivi finanziari crescenti, bonus regionali che arrivano a milioni di rubli e coercizione crescente, inclusa pressione su imprese, migranti e coscritti a unirsi alle fila. Con obiettivi di reclutamento nuovamente fissati oltre 400.000 per il 2026, tra budget sempre più stretti e calo delle adesioni volontarie, la Russia è pronta a fare affidamento su tattiche ingannevoli, contratti forzati e potenziali espansioni del reclutamento per sostenere le offensive di logoramento.


Sebbene la Russia stia sviluppando un proprio ramo di sistemi senza pilota e abbia iniziato a schierare robot terrestri in ruoli limitati per la logistica, questi sforzi restano enormemente indietro in termini di scala, efficacia e integrazione rispetto alla strategia ucraina di produzione di massa e sostituzione sul campo. Il vantaggio numerico della Russia comporta quindi il terribile costo di bruciare personale insostituibile, mentre l’Ucraina punta sulle macchine per neutralizzare quel vantaggio senza perdite umane equivalenti.

Complessivamente, la nomina di Fedorov a Ministro della Difesa cristallizza il pivot strategico dell’Ucraina verso un esercito robotizzato, in cui i sistemi terrestri senza pilota di produzione di massa sostituiscono progressivamente i soldati nei compiti di fanteria ad alto rischio, affrontando direttamente l’asimmetria di manodopera che ha caratterizzato la guerra. Puntando a decine di migliaia di piattaforme robotiche in servizio attivo entro il 2026, l’Ucraina trasforma il logoramento da vulnerabilità demografica a vantaggio tecnologico. In netto contrasto, la dipendenza della Russia da un reclutamento umano sempre più costoso e coercitivo per compensare le perdite strazianti rischia di esaurire a lungo termine le riserve di personale.

Questo percorso divergente sottolinea un implicazione più ampia: in una guerra prolungata su scala industriale, il lato che sostituisce più efficacemente vite insostituibili con macchine scalabili può assicurarsi il vantaggio decisivo in sostenibilità e dominio sul campo di battaglia.


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