Oggi gli sviluppi di maggiore rilievo giungono direttamente dall'interno del territorio della Federazione Russa.
In questo contesto, formazioni partigiane russe inquadrate a fianco delle forze armate ucraine hanno condotto un'operazione su vasta scala nella profondità del dispositivo nemico, paralizzando la rete logistica ferroviaria russa.
Il Main Directorate of Intelligence, ovvero il GUR, ha recentemente diffuso i filmati di questa operazione coperta di portata storica. Cittadini russi arruolati nella Legione Libertà alla Russia sono stati infiltrati nei territori occupati dall'esercito russo in Ucraina nell'ambito di un'unica manovra coordinata. Sfruttando la perfetta padronanza della lingua russa e spacciandosi per residenti delle entità statali per procura istituite nel Donbass, gli operatori sono penetrati inosservati verso gli obiettivi critici dell'intera architettura logistica delle forze armate russe: le linee di comunicazione ferroviaria.

Attraverso la posa simultanea di cariche esplosive su vagoni cisterna nel corso della notte, sono stati colpiti simultaneamente i principali snodi ferroviari del dispositivo russo. Gli elementi infiltrati hanno fatto brillare convogli nei centri urbani di Donec'k e Luhans'k, capoluoghi delle entità fantoccio della LPR e della DPR. Contestualmente, sono stati appiccati incendi a locomotive e cabine di segnalamento e relè presso gli snodi di Mariupol' e Melitopol', arterie fondamentali per il flusso logistico russo nei settori di Zaporižžja e Cherson. Le squadre sotto copertura sono penetrate fino a Rostov sul Don, sede del comando generale delle forze russe responsabile della direzione delle operazioni in Ucraina. Nessun settore è risultato al sicuro: le sequenze video mostrano la distruzione e l'incendio di numerosi convogli e infrastrutture ferroviarie strategiche.

I comandi e i commentatori russi hanno reagito con estremo disappunto, lamentando come un numero crescente di cittadini russi manifesti aperta simpatia ed elemento di supporto verso Kiev. Secondo le fonti russe, questi elementi sarebbero i diretti responsabili delle ricorrenti azioni partigiane registrate sia all'interno della Federazione sia nei territori ucraini occupati. Tale dinamica appare consequenziale, considerato che il servizio d'intelligence militare ucraino promuove attivamente campagne di reclutamento rivolte alla popolazione locale e agli oppositori del regime di Putin, offrendo canali di contatto, addestramento, raccolta informativo-situazionale e pianificazione di azioni di sabotaggio diretto.

Di conseguenza, le recenti azioni di sabotaggio si sono estese alle direttrici logistiche ferroviarie fino a raggiungere Kemerovo, Tjumen' e Ekaterinburg. In queste località sono state date alle fiamme tre locomotive impiegate per il trasporto ad uso duale delle forze armate russe, compromettendo la capacità di trasporto lungo le principali linee che collegano la Siberia alla Russia europea attraverso la catena degli Urali. Ciononostante, la maggior parte dei sabotaggi continua a concentrarsi in prossimità della linea di contatto in Ucraina, dove ogni interruzione produce effetti immediati sul fronte. I partigiani hanno incendiato armadi di gestione dei segnali a Luhans'k, causando un blocco temporaneo della circolazione ferroviaria sufficiente a consentire ai droni d'attacco di ingaggiare i convogli rimasti immobilizzati.

Anche i veicoli a motore impiegati dai reparti russi nelle retrovie costituiscono bersagli ricorrenti per azioni di sabotaggio a bassa intensità, volte a impedire l'afflusso di rifornimenti, munizionamento e rimpiazzamenti verso le prime linee. Sebbene l'impatto della distruzione di un singolo automezzo possa apparire limitato, il risultato cumulativo riduce i mezzi avversari sul campo, genera carenze di approvvigionamento nei settori russi ed evita l'infiltrazione di elementi ostili nelle retrovie ucraine.

Nel complesso, se ogni singola azione contribuisce a generare un effetto strategico di rilievo, le forze ucraine hanno innescato un impatto sistemico sul fronte. L'operazione coordinata condotta dai volontari della Legione Libertà alla Russia non ha soltanto comportato la distruzione di oltre diecimila tonnellate di carburante, ma ha anche neutralizzato i carri cisterna e i motori di trazione indispensabili alla movimentazione dei carichi. Poiché il trasporto su rotaia costituisce la spina dorsale della logistica militare russa, le interruzioni e i ritardi derivanti da queste distruzioni assumono una rilevanza critica. Di fronte all'incapacità delle autorità russe di arginare la recrudescenza delle cellule di resistenza attive sia nei territori occupati sia nel territorio metropolitano russo, la pressione sul dispositivo di Mosca è destinata ad aumentare, rendendo la scelta della resistenza un'opzione sempre più praticabile a ogni nuova operazione.



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