Disastro convogli e centinaia di morti: Mosca tratta il ritiro totale dal Mali

Jul 23, 2026
Share
24 Commenti

In questo video analizzeremo la situazione attuale della presenza russa in Mali.

Di recente, un altro convoglio di supporto militare russo diretto verso le regioni assediate del nord del Mali è stato nuovamente colto in un'imboscata dai separatisti tuareg. Secondo diverse fonti citate da Reuters e AFP, la colonna era composta da oltre duecento combattenti dell'Africa Corps russo e da più di cento soldati maliani, in rotta verso la base militare della città di Anefis. Tuttavia, una volta raggiunta la zona di Tabankort, a circa trentasette chilometri dalla destinazione finale, la colonna russa è stata bersagliata da un attacco diretto da parte dei separatisti tuareg, subendo ingenti perdite. I rapporti successivi agli scontri indicano che i circa duecento militari russi e i cento soldati della giunta maliana sono stati tutti uccisi nell'attacco, oppure si sono arresi e sono stati presi prigionieri. Si tratta del terzo convoglio russo ad cadere in un'imboscata dall'inizio della Seconda Offensiva Tuareg, e per la seconda volta le formazioni ribelli tuareg sono riuscite a distruggere completamente la colonna russa.

Le ripetute vittorie militari dei gruppi separatisti tuareg in Mali stanno sottoponendo l'Africa Corps russo a una pressione estrema. Secondo quanto riferito dal deputato dell'Assemblea Nazionale francese Bruno Fuchs, la Russia avrebbe già avviato consultazioni con il governo della giunta maliana in merito a un ritiro completo delle proprie forze dal Paese. Tale contesto evidenzia chiaramente come Mosca sia ora messa con le spalle al muro riguardo a una decisione senza precedenti sulla propria presenza militare a lungo termine in Mali. Sebbene un ridimensionamento del contingente e l'ipotesi di un disimpegno totale fossero già oggetto di discussione sin dalla prima offensiva tuareg, il dossier ha assunto un'importanza prioritaria a causa delle sistematiche e pesanti sconfitte subite dalle forze russo-maliane di fronte all'avanzata dei separatisti tuareg, sostenuti dall'Ucraina. Di conseguenza, la prospettiva che la Russia abbandoni i propri alleati a Bamako viene ora presa in considerazione ai livelli ufficiali a Mosca.

Nel frattempo, sul terreno in Mali, la spaccatura tra l'Africa Corps russo e le forze armate della giunta sta diventando sempre più marcata, e le recenti operazioni militari ne sono una chiara dimostrazione. Secondo le lamentele dei soldati della giunta, le forze russe privilegiano spesso le attività di pubbliche relazioni volte a promuovere la propria presenza e immagine rispetto all'impegno in azioni belliche concrete contro i ribelli sul campo. In quest'ottica, le unità russe hanno diffuso a più riprese filmati ingannevoli per mostrare le proprie attività in Mali, pattugliando le strade di città non soggette ad attacchi diretti e situate ben lontano dalla linea del fronte, oltre a produrre brani musicali celebrativi per mettere in ombra le atrocità commesse e diffuse in rete.

Allo stesso tempo, l'Africa Corps russo fa un affidamento sempre più massiccio sull'impiego di droni e sul supporto aereo anziché partecipare direttamente ai combattimenti terrestri, poiché il timore di subire gravi perdite durante le operazioni sul campo continua a condizionarne la condotta tattica. Inoltre, i ripetuti episodi in cui le forze russe si sono ritirate o hanno abbandonato le posizioni di fronte ai veementi attacchi dei ribelli tuareg hanno ulteriormente alimentato la frustrazione e il risentimento tra le file dei soldati della giunta. Di conseguenza, ampi settori delle forze armate maliane hanno iniziato a sviluppare un atteggiamento sempre più ostile nei confronti dell'Africa Corps russo, smettendo di considerare il contingente di Mosca un partner affidabile sul campo di battaglia.

Sin dall'inizio della prima offensiva lanciata dall'alleanza tuareg, la Russia ha ribadito a più riprese che la situazione in Mali non avrebbe ricalcato lo scenario siriano, dove le forze russe hanno abbandonato Bashar al-Assad ritirandosi di fronte a una vasta offensiva ribelle. Tuttavia, la realtà sul terreno smentisce tali rassicurazioni, poiché i limiti del supporto militare russo in Mali appaiono sempre più evidenti. Pur non avendo ancora abbandonato del tutto l'alleato maliano, l'Africa Corps russo si sta concentrando prevalentemente sull'individuazione di vie di fuga sicure per reimpatriare il proprio personale da un contesto operativo sempre più compromesso.

I gruppi separatisti tuareg hanno ripetutamente atteso al varco e distrutto le colonne russe, abbattuto elicotteri, distrutto veicoli corazzati e conquistato in sequenza basi militari strategiche. Nel frattempo, anziché contrastare con efficacia i separatisti tuareg, gli osservatori militari rilevano come l'Africa Corps russo abbia totalmente fallito nell'arginare l'avanzata ribelle, pur operando in Mali da oltre quattro anni. Ciò dimostra in modo inequivocabile che, nonostante una presenza militare prolungata nel Paese, l'Africa Corps russo non è riuscito a consolidare una posizione solida e duratura nel teatro maliano.

Nel complesso, i dubbi sulla capacità della Russia di mantenere la propria presenza in Mali, già emersi dopo la perdita di Kidal ad aprile, si sono ulteriormente aggravati con l'avvio della seconda offensiva tuareg a luglio. L'annientamento di diversi convogli russi e le notizie relative a trattative con il governo della giunta per un possibile ritiro dell'Africa Corps rendono la futura presenza militare di Mosca nel Paese estremamente precaria. La situazione in Mali risulta sovrapponibile ai recenti limiti operativi evidenziati da Mosca nel sostenere il regime di Assad in Siria, quello di Maduro in Venezuela e la leadership iraniana. Questi casi mettono a nudo i vincoli strutturali delle capacità militari e diplomatiche della Russia nel preservare i governi alleati in regioni remote durante fasi di profonda crisi, sollevando interrogativi di ampia portata sulla reale influenza e credibilità globale di Mosca.

06:31

Commenti

0
Attivo: 0
Loader
Sii il primo a lasciare un commento.
Qualcuno sta digitando...
No Name
Set
4 anni fa
Moderatore
This is the actual comment. It's can be long or short. And must contain only text information.
(Modificato)
Il tuo commento verrà visualizzato una volta approvato da un moderatore.
No Name
Set
2 anni fa
Moderatore
This is the actual comment. It's can be long or short. And must contain only text information.
(Modificato)
Carica altre risposte
Thank you! Your submission has been received!
Oops! Something went wrong while submitting the form.
Carica altri commenti
Loader
Loading

George Stephanopoulos throws a fit after Trump, son blame democrats for assassination attempts

By
Ariela Tomson

George Stephanopoulos throws a fit after Trump, son blame democrats for assassination attempts

By
Ariela Tomson
No items found.