La Russia aggiunge fari IR agli Shahed, ma l’Ucraina ha già il contromisura

Jan 22, 2026
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Oggi, gli aggiornamenti più importanti arrivano dall’Ucraina

I cieli sopra l’Ucraina hanno visto innumerevoli tentativi russi di modificare costantemente i loro Shahed nel tentativo di ottenere la supremazia aerea sugli ucraini. Tuttavia, ora hanno commesso un errore: invece di rendere gli Shahed più sopravvivibili, i russi hanno creato un bersaglio enorme, e l’intera contromossa russa alle intercettazioni ucraine viene smantellata dagli equipaggiamenti già in possesso dell’Ucraina.

Recentemente, le forze russe hanno introdotto un potente proiettore a infrarossi sulle loro munizioni vaganti Geran-2. La nuova modifica consiste in una serie di diodi a infrarossi ad alta intensità montati sul fusoliera del drone. Questa aggiunta è stata documentata per la prima volta su esemplari abbattuti recuperati in Ucraina e analizzata da specialisti. Questo sviluppo si allinea al modello ricorrente di adattamenti russi volti a preservare l’efficacia dei loro attacchi con droni a lungo raggio e basso costo contro le difese aeree stratificate ucraine.

La nuova modifica dei droni Geran-2 russi opera nello spettro del vicino infrarosso, circa 850 nanometri, con il dispositivo che emette luce invisibile all’occhio umano nudo ma rilevabile dai sensori a infrarossi. Questo proiettore è progettato per sopraffare i sistemi di rilevamento a infrarossi impiegati nelle operazioni di difesa aerea notturna ucraine.

Esso prende di mira tre principali categorie di minacce. In primo luogo, colpisce visori notturni e ottiche potenziate a infrarossi utilizzati dai piloti di velivoli con equipaggio. Inoltre, prende di mira sensori elettro-ottici o a infrarossi dei droni intercettori ucraini, che spesso si affidano all’imaging termico per la guida terminale durante le intercettazioni. Infine, viene usato contro missili a ricerca di calore che utilizzano homing a infrarossi. Inondando i sensori ucraini di questi sistemi d’arma con luce infrarossa intensa, il proiettore provoca abbagliamento, riduzione del contrasto o sovraccarico temporaneo nella catena di imaging, degradando la precisione del tracciamento e l’efficacia dell’ingaggio.

La modifica rappresenta un’improvvisazione guidata dalla pressione piuttosto che un aggiornamento accuratamente pianificato o completo. È emersa come risposta diretta e reattiva al successo crescente e accelerato dell’Ucraina nelle intercettazioni notturne efficaci dei droni russi a lungo raggio. Negli ultimi mesi, le forze ucraine hanno aumentato notevolmente la loro capacità di rilevare, tracciare e neutralizzare i droni Geran-2 e Shahed durante le operazioni notturne, infliggendo tassi di attrizione pesanti che hanno eroso gravemente la sopravvivenza dei droni dopo il calar del buio.

Di fronte a questa minaccia crescente e sempre più costante per le loro missioni notturne, sviluppatori e operatori russi sono stati costretti a introdurre questa contromisura affrettata nel tentativo di recuperare un certo grado di operatività. L’adattamento non è quindi il prodotto di lungimiranza strategica o di raffinamento ingegneristico sistematico, ma piuttosto uno sforzo estremo nato dall’urgenza del campo di battaglia per attenuare l’impatto delle capacità di difesa aerea notturna potenziate dell’Ucraina.

L’introduzione dei proiettori IR sui droni Geran-2 ha spinto l’Ucraina a dare priorità agli aggiornamenti dei sensori della sua flotta di intercettori per contrastare gli effetti di abbagliamento nel vicino infrarosso. Gli analisti ucraini osservano che, mentre gli imagers termici operanti nelle bande IR medie o lunghe restano largamente immuni, molti droni intercettori esistenti e sistemi di visione notturna di vecchia generazione sono vulnerabili. Centrale in questo adattamento è l’integrazione accelerata di imagers termici a infrarossi a media e lunga lunghezza d’onda sui droni intercettori in stile racing, che rilevano la firma termica del motore del drone piuttosto che fare affidamento sull’illuminazione nel vicino infrarosso.

Ciò rende il proiettore inefficace, poiché le bande termiche restano non influenzate dalla radiazione emessa, permettendo l’acquisizione continua del bersaglio e l’urto cinetico a distanze fino a 5-10 chilometri durante le operazioni notturne.

Queste misure, basate su tecnologia già esistente e produzione nazionale scalabile fino a 1.500 unità giornaliere entro gennaio 2026, dimostrano come l’Ucraina sfrutti aggiornamenti modulari per neutralizzare le innovazioni russe senza dover sostituire interi sistemi.

Nel complesso, il rapido ciclo di integrazione dei proiettori a infrarossi sui droni Geran-2 e il passaggio immediato dell’Ucraina verso imagers termici resistenti all’abbagliamento e sensori filtrati sottolinea come entrambe le parti siano intrappolate in una corsa agli armamenti evolutiva, dove nessun vantaggio tattico russo dura più di poche settimane. La Russia non può garantire una supremazia duratura attraverso singole modifiche a basso costo, perché ogni aggiornamento innesca inevitabilmente contromisure ucraine più rapide, economiche e scalabili.

Questa dinamica sposta permanentemente l’equilibrio verso il difensore, che può iterare meglio in termini di volume di produzione, diversità dei sensori e agilità software, piuttosto che affidarsi a cambiamenti incrementali dell’hardware della piattaforma offensiva. Alla fine, la pressione massiccia e crescente sulle difese aeree ucraine deriva non da alcuna evoluzione decisiva degli Shahed, ma dall’incapacità della Russia di uscire da questo ciclo di attrizione ad alta velocità.

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