Dopo aver osservato attentamente la guerra in Ucraina e le innovazioni sul campo di battaglia, gli Stati Uniti stanno compiendo passi importanti per adeguare il proprio esercito alla realtà della guerra con i droni. In particolare, gli osservatori hanno notato come l'introduzione dei droni FPV e di altri droni d'attacco cambi completamente la dinamica del campo di battaglia. Con l'esplosione del conflitto in Iran, questi cambiamenti sono stati vissuti direttamente dagli stessi Stati Uniti, che si sono resi conto di non essere sufficientemente preparati ad affrontare la minaccia dei droni d'attacco Shahed.

A tal fine, il Corpo dei Marines degli Stati Uniti sta procedendo alla creazione di battaglioni di aeromobili a pilotaggio remoto all'interno della propria struttura organica. Il battaglione non è soltanto equipaggiato con droni da ricognizione aerea e droni d'attacco, ma comprende anche compagnie armate di droni terrestri e navali. In modo distinto, la compagnia specializzata in veicoli terrestri senza equipaggio è dotata di droni terrestri equipaggiati con mitragliatrici o progettati per il trasporto di carichi, l'evacuazione dei feriti e la ricognizione tattica sul terreno. Specialisti militari statunitensi sono inoltre inviati in Ucraina per apprendere le operazioni di combattimento con i droni direttamente dagli istruttori ucraini, il che significa che l'Ucraina svolge un ruolo attivo nell'addestramento delle nuove formazioni americane.
Ma l'Ucraina non sta fornendo supporto solo nell'addestramento, poiché assiste anche nella produzione di droni intercettori e consente persino agli Stati Uniti di acquistare direttamente i droni dai produttori ucraini. Gli Stati Uniti stanno infatti rischierando i droni intercettori Merops nelle proprie basi vicino all'Iran, droni che sono già stati testati, perfezionati e impiegati con successo in Ucraina. Inoltre, l'Ucraina ha autorizzato per la prima volta l'esportazione negli Stati Uniti dei droni d'attacco F-10, che saranno sottoposti a test e valutazioni per l'integrazione nell'esercito americano.

Tuttavia, gli Stati Uniti stanno sviluppando anche droni propri e collaudando concetti promettenti. In particolare, il Pentagono ha svelato un nuovo drone intercettore progettato per neutralizzare interi sciami di FPV, il quale, invece di affidarsi unicamente al disturbo elettronico, impiega impulsi a microonde per bruciare i circuiti elettronici di bordo dei droni nemici. Ciò significa che questa combinazione tra drone intercettore e guerra elettronica è in grado di neutralizzare anche i droni a fibra ottica che non possono essere altrimenti disturbati con la guerra elettronica; droni che sono usati intensamente non solo dalla Russia, ma anche in misura crescente dall'Iran e dalle sue milizie per procura.

Gli Stati Uniti si stanno muovendo rapidamente anche in ambito marittimo: durante esercitazioni nel Pacifico, le forze americane hanno testato droni navali simili a quelli della famiglia ucraina Magura, che l'Ucraina aveva impiegato con successo contro la marina russa e la flotta ombra russa. I risultati positivi ottenuti durante le esercitazioni hanno convinto gli Stati Uniti ad avviare la produzione congiunta con l'Ucraina dei droni marittimi Magura sul territorio statunitense. Questi droni sono stati recentemente impiegati in azioni operative contro le infrastrutture portuali iraniane, e la loro integrazione dimostra che gli Stati Uniti considerano i natanti da superficie senza equipaggio uno strumento efficace per le proprie operazioni navali.

Ma gli insegnamenti della guerra moderna ucraina vanno oltre i droni, poiché gli Stati Uniti stanno transitando verso software di gestione del campo di battaglia che ricalcano l'approccio integrato adottato da tempo dall'Ucraina, dove ogni sistema d'arma e ogni flusso di dati disponibile confluiscono in un'unica interfaccia. Notevolmente, l'Ucraina ha raggiunto un elevato livello di integrazione nonostante l'ampia varietà di sistemi d'arma forniti dagli alleati, ciascuno dotato di un proprio ecosistema, che gli ucraini hanno interconnesso e gestiscono attraverso un unico software unificato. Analogamente, Palantir ha sviluppato il sistema Maven, in cui tutti i dati disponibili vengono integrati e le opzioni d'azione praticabili vengono presentate dall'intelligenza artificiale integrata. Ciò significa che il sistema riceve dati da satelliti, radar e altri sensori, dopodiché gli algoritmi possono identificare automaticamente e rapidamente i potenziali bersagli ed elaborare i pacchetti d'attacco. In particolare, i sistemi di gestione del campo di battaglia integrati con l'IA si combinano perfettamente con la traiettoria che le forze armate statunitensi stavano già perseguendo, in quanto il caccia stealth di quinta generazione statunitense, l'F-35, è concepito per essere integrato nel campo di battaglia e in costante comunicazione con i sistemi d'arma circostanti; la gestione del campo di battaglia tramite IA rappresenta il successivo passaggio logico in questa evoluzione militare.

Nel complesso, la dottrina statunitense in evoluzione sta emergendo da un mix di urgenza, apprendimento dal campo di battaglia e ambizione di mantenere il primato strategico. Le lezioni apprese dall'Ucraina si sono rivelate di enorme valore per comprendere come l'innovazione e la guerra con i droni possano contrastare continuamente una forza militare imponente e strutturata come quella russa. Di conseguenza, gli Stati Uniti stanno progressivamente intensificando la cooperazione con l'Ucraina non come un alleato minore, bensì come un partner di primaria importanza per il futuro del proprio esercito. Sebbene questo processo sia iniziato in ritardo, le riforme e il livello degli investimenti indicano che gli Stati Uniti sono fortemente intenzionati a colmare il divario.



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