Oggi le notizie più importanti arrivano dalla direzione di Kostiantynivka.
Qui le forze russe hanno esagerato i loro progressi, riferendo al comando di aver raggiunto e persino di essere entrate a Kostiantynivka. Nonostante queste affermazioni, la realtà sul terreno appare molto diversa e gli analisti militari russi stanno lanciando l’allarme su un imminente collasso, potenzialmente ancora più grave di quello appena subito a Kupiansk.

I rapporti russi gonfiati sui progressi hanno prodotto una discrepanza di circa sette chilometri tra le posizioni del fronte dichiarate e quelle effettive. La portata della disinformazione da parte del comando russo è diventata così ampia che persino analisti militari tradizionalmente favorevoli stanno apertamente smascherando la scarsa credibilità degli avanzamenti segnalati a nord di Kostiantynivka. Persino Maiske, vicino a Chasiv Yar, rimane contesa nonostante sia stata dichiarata conquistata tre mesi fa, mentre Klynove, situata più a ovest e importante per la difesa ucraina, è stata proclamata prematuramente sotto controllo russo senza che i russi vi siano nemmeno arrivati.

In realtà, le forze russe hanno faticato a ottenere avanzamenti significativi nei pressi di Chasiv Yar, poiché l’area resta una zona fortemente fortificata, designata dagli ucraini per proteggere il territorio a ovest e impedire l’accerchiamento di Kostiantynivka.

La falsa rendicontazione del controllo territoriale crea gravi problemi per le unità d’assalto russe a tutti i livelli. A livello tattico, le unità avanzano basandosi su presupposti errati, credendo che le posizioni siano già sicure, il che porta ad imboscate e a perdite elevate. Il fuoco di artiglieria e dei droni risulta spesso disallineato rispetto alla realtà, aumentando il rischio di fuoco amico o di un supporto insufficiente. Gli assalti vengono frequentemente ordinati in modo prematuro, prima del consolidamento, del rifornimento o di una ricognizione adeguata, trasformandosi in attacchi suicidi contro difese ucraine intatte. A livello di comando e controllo, i rapporti distorti compromettono il processo decisionale, poiché i livelli superiori riallocano le riserve sulla base di successi fittizi.

Convinto di aver avuto successo a nord di Kostiantynivka, il comando russo ha ordinato una nuova offensiva da sud, con l’idea di aumentare la pressione sulla difesa ucraina tentando di avanzare nei pressi del bacino di Kleban-Byk.

Filmati della 28ª Brigata ucraina mostrano come i loro abili operatori di droni, evidentemente non così sopraffatti come i russi si aspettavano, stiano operando attorno alla città e dando la caccia ai soldati russi infiltrati con droni FPV e granate sganciate da droni.


Coloro che sono riusciti a passare sfruttando le cattive condizioni meteorologiche e a trincerarsi vengono poi attaccati dalla fanteria ucraina, il cui compito è ripulire le periferie prima che i russi possano consolidare le loro posizioni.


Oltre a subire ulteriori perdite senza reali possibilità di successo, per la Russia esiste anche un significativo rischio strategico, poiché l’Ucraina mantiene la capacità di ribaltare la situazione in un momento politicamente sensibile, in particolare durante eventuali negoziati. L’Ucraina può lanciare controazioni localizzate e infiltrarsi in profondità, inviando forze fino a 10 chilometri dietro la linea del fronte dichiarata dai russi, esponendo direttamente il divario tra la narrazione e la realtà del campo di battaglia, come già avvenuto a Kupiansk.

Se improvvisamente, mentre affermano di aver accerchiato Kostiantynivka, le truppe russe dovessero ritrovarsi esse stesse accerchiate in un disastro simile, ciò potrebbe portare a un arresto completo delle operazioni offensive, facendo deragliare le ambizioni russe di prendere il controllo del resto del Donbas. Senza Kostiantynivka, la Russia non sarebbe in grado di avanzare ulteriormente e i suoi piani subirebbero ritardi di mesi, poiché la finestra invernale per gli attacchi è breve e viene poi seguita dalla stagione del fango primaverile.

Kostiantynivka rappresenta un obiettivo chiave per la Russia, poiché la sua conquista permetterebbe alle forze russe di rendere più lineare il fronte, consolidare il controllo su circa 400 chilometri quadrati di territorio e ottenere una base per operazioni successive contro Druzhkivka. Da lì, le forze russe potrebbero avanzare verso nord esercitando pressione su Kramatorsk e Sloviansk da sud. Il mancato raggiungimento di questo obiettivo sarebbe politicamente ancora più catastrofico di quanto accaduto a Kupiansk, poiché la Russia ha ripetutamente affermato che la conquista dell’intera regione di Donetsk è uno dei suoi principali obiettivi nella guerra. Il fallimento continuo nel conseguire questo risultato rappresenterebbe un ulteriore colpo reputazionale per Putin e indebolirebbe gli sforzi di presentare le avanzate russe come inevitabili, minando la narrazione russa secondo cui la caduta del Donbas sarebbe imminente.

Nel complesso, la falsa rendicontazione può creare l’apparenza di progressi all’interno di alcune parti della struttura di comando russa e nell’opinione pubblica, ma non si traduce in reali guadagni sul campo di battaglia. Al contrario, amplifica sistematicamente le perdite russe, rendendo la conquista di Kostiantynivka meno probabile piuttosto che solo una questione di tempo. Gli ufficiali russi saranno costretti a intensificare gli attacchi per allinearsi alle loro affermazioni e dimostrare retroattivamente che queste siano vere, esercitando ulteriore pressione sulle unità d’assalto e finendo per giocare a favore degli ucraini, che potranno eliminare un numero ancora maggiore di nemici.


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