La Russia ha subito il più alto numero di perdite in un singolo mese, con perdite pari a quarantaduemilaottocentosei caduti e feriti a luglio, secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore Ucraino. Ciò segna un marcato incremento rispetto ai trentanovemila di giugno e ai trentunomila registrati all'inizio dell'anno. Nel corso di quest'anno, l'Ucraina ha neutralizzato un numero di soldati russi superiore a quello che Mosca è riuscita a reclutare di mese in mese, riducendo la consistenza complessiva dell'esercito russo di migliaia di effettivi. L'obiettivo tattico di Kiev è di eliminare cinquantamila soldati nemici al mese e, se questo trend dovesse proseguire, la meta potrebbe essere raggiunta entro la fine dell'anno.

Queste perdite si spiegano con la drastica riduzione dell'aspettativa di vita del soldato russo; il direttore della CIA John Ratcliffe ha dichiarato che le truppe d'assalto russe inviate all'attacco delle posizioni ucraine hanno ormai un tempo medio di sopravvivenza compreso tra i venti e i trenta minuti prima di essere ferite o uccise. Egli ha attribuito tale fenomeno alla crescente efficacia ucraina e alla capacità di contrastare le tattiche d'infiltrazione russe. Un elemento fondamentale di questa risposta è costituito dai droni ucraini dotati di intelligenza artificiale, sempre più autonomi e resistenti alla guerra elettronica. Ciò incrementa l'efficacia dei sistemi aerei non pilotati, in quanto il vettore può identificare il bersaglio, agganciarlo e colpirlo senza l'intervento diretto dell'operatore. I filmati documentano come questi droni ricerchino obiettivi quali veicoli militari e personale, iniziando la picchiata per neutralizzarli rapidamente dall'alto.

L'Ucraina ha inoltre adattato l'impiego dei tiratori scelti per eliminare gli infiltrati russi e interdire interi settori. Piccole squadre di cecchini si occultano alla ricognizione aerea tramite tute ghillie termoresistenti e coperture superiori, monitorando le direttrici d'infiltrazione note per eliminare i soldati russi in transito, posizionandosi spesso alle spalle delle prime linee ucraine per ridurre la probabilità di rilevamento da parte dei droni da ricognizione russi. Il vantaggio strategico risiede nella capacità di rimanere occultati erogando al contempo un fuoco di precisione letale. Le sequenze video mostrano una squadra di tiratori scelti allestire un'imboscata presso un punto di raggruppamento degli infiltrati russi nelle retrovie ucraine. Utilizzando un fucile ad azione manuale equipaggiato con ottica termica, il tiratore scansiona il terreno alla ricerca delle tracce termiche nemiche, ingaggiandole non appena entrano nella zona d'uccisione.

Inoltre, le forze ucraine si affidano a droni aerei e assetti da ricognizione per l'individuazione dei movimenti, la mappatura e la sorveglianza delle potenziali vie d'accesso attraverso fasce boscate, centri abitati e fossati longitudinali. Una volta individuato il nemico, gli ucraini lo ingaggiano prevalentemente mediante droni FPV o droni bombardieri, evitando di esporre la fanteria sul terreno per non rischiare vite umane. Kiev impiega in misura crescente anche robot terrestri per la bonifica dagli infiltrati, il che contribuisce ulteriormente a contenere le perdite proprie, poiché gli operatori possono pilotare tali droni da decine di chilometri di distanza dalla linea del fronte. Le immagini mostrano come i droni terrestri ucraini siano in grado di erogare fuoco di sbarramento sulle posizioni russe per fissarle, o persino di lanciare droni FPV autonomamente, estendendo in modo significativo il proprio raggio d'azione letale. Qualora le missioni d'infiltrazione russe non possano essere neutralizzate con tali metodologie e i soldati avversari riescano comunque a penetrare le linee ucraine, Kiev invia unità d'assalto altamente addestrate o forze speciali per eliminare o catturare i soldati russi attestati.

Questa metodologia viene comunemente definita difesa attiva, ovvero operazioni offensive di bonifica condotte allo scopo di consolidare il dispositivo difensivo, mirate a bloccare e liquidare la presenza russa nella zona grigia. Durante tali operazioni, le forze ucraine rilevano i soldati russi e ne tracciano gli spostamenti per individuarne i punti di stazionamento. Successivamente, le truppe d'assalto ucraine vengono inviate sotto costante sorveglianza e supporto aereo non pilotato, che le guida in tempo reale e le avvisa di ogni potenziale minaccia o imminente imboscata. Dopo essersi avvicinati all'obiettivo, gli ucraini offrono anzitutto agli infiltrati russi la possibilità di arrendersi, al fine di evitare il combattimento a distanza ravvicinata e alimentare il bacino di scambio dei prigionieri di guerra. In caso di rifiuto, i soldati ucraini ingaggiano l'avversario con armi leggere, bombe a mano o munizioni ad alto esplosivo per provocare il crollo delle strutture occupate. Le munizioni termobariche, di frequente impiego, risultano le più letali in questi contesti confinati, poiché l'effetto sovrapressione viene amplificato negli spazi chiusi ed è quasi impossibile contrastarle mentre penetrano attraverso pareti e anfratti. Con queste tattiche, l'Ucraina è riuscita virtualmente a depotenziare le infiltrazioni russe in quasi tutti i settori e a eliminare quarantaduemila soldati nemici in soli trenta giorni.

Nel complesso, le perdite record registrate dalla Russia a luglio dimostrano come l'attuale approccio offensivo stia diventando sempre più insostenibile. La difesa attiva ucraina, integrando droni dotati di intelligenza artificiale e tiratori scelti, sta distruggendo i gruppi d'assalto a un ritmo superiore a quello dei guadagni territoriali significativi ottenuti dalla Russia. Anche qualora Mosca intensificasse gli attacchi o decretasse una nuova ondata di mobilitazione, andrebbe con ogni probabilità incontro a perdite ancora superiori a fronte della conquista di porzioni di territorio sempre più marginali, rendendo i propri obiettivi irraggiungibili, come evidenziato chiaramente dai dati statistici.



.jpg)








Commenti