Oggi giungono notizie di rilievo dal settore di Kharkiv.
In questo quadrante, il tentativo russo di realizzare un vasto accerchiamento nell'area nord-orientale della regione di Kharkiv ha iniziato a disarticolarsi a seguito di una serie di controffensive sferrate dalle forze ucraine lungo il fianco orientale avversario.
Il contrattacco principale di Kiev è giunto al termine di due settimane di operazioni di stabilizzazione volte a neutralizzare la minaccia creata dalle infiltrazioni russe oltre il confine. L'esercito russo aveva inizialmente occupato diversi piccoli centri abitati, ma l'afflusso di rinforzi ucraini ha rallentato la penetrazione prima che i gruppi d'assalto avviassero la bonifica sistematica delle posizioni nemiche.

Le truppe ucraine hanno iniziato liberando completamente dagli infiltrati russi il villaggio di Dovzhanka, successo successivamente confermato dalle rilevazioni satellitari. Dopo Dovzhanka, le forze di Kiev hanno ripreso Vilkhuvatka per poi controattaccare nei pressi di Anishchine. Da quella direttrice, le unità ucraine hanno incrementato la pressione e sono stati segnalati avanzamenti nei pressi del successivo insediamento dell'area, Ivashkine. I reparti di Kiev hanno bonificato i settori campestri a est e sono poi entrati nel centro abitato riprendendone il controllo, mentre i combattimenti si sono spostati verso Ustinivka, con i gruppi d'assalto ucraini che hanno assicurato ulteriori posizioni a est del paese.
La reazione russa è stata aggressiva: pur non riuscendo a mantenere l'impeto iniziale sul terreno, il comando locale di Mosca ha richiesto un massiccio supporto aereo. Decine di bombe guidate ad pianata sono state sganciate contro i villaggi rioccupati di recente e contro le presunte aree di schieramento ucraine più a ovest. Ciò nonostante, i gruppi d'assalto ucraini hanno proseguito le operazioni ampliando il controllo del territorio.

La rilevanza di tali sviluppi appare ancora più chiara considerando gli obiettivi iniziali di Mosca: a fine luglio, le forze russe avevano lanciato un'operazione a due direttrici da est e da ovest destinata ad avvolgere circa quattrocentotrenta chilometri quadrati di territorio controllato dagli ucraini lungo la fascia confinaria. Gruppi di infiltrati russi si erano inseriti in diversi villaggi tentando di spingersi verso Prykolotne, snodo logistico cruciale per il sostentamento delle truppe ucraine all'interno dell'area minacciata.
La presa di Prykolotne avrebbe potuto trasformare tali infiltrazioni in un accerchiamento operativo, poichè le forze russe provenienti dalle due direzioni avrebbero potuto recidere le vie di rifornimento ucraine, intrappolando i difensori situati più a nord e trasformando al contempo Prykolotne in una base di partenza per attacchi in profondità nella regione di Kharkiv.

Tuttavia, l'Ucraina ha rinforzato il fianco minacciato prima che la Russia potesse consolidare i varchi aperti, respingendo di conseguenza il dispositivo nemico verso il confine. Dovzhanka è confermata sotto il completo controllo ucraino, ulteriori insediamenti risultano bonificati e i combattimenti proseguono più a est.
L'impiego di bombe guidate russes ha complicato le contromosse ucraine senza tuttavia arrestarle. La fanteria operativa nei centri abitati può ridurre l'esposizione al fuoco rifugiandosi in scantinati e posizioni protette durante i bombardamenti, per poi riprendere l'iniziativa. Inoltre, i bombardamenti massicci non si traducono automaticamente in effetti di precisione sul campo di battaglia.

Gli stessi reparti russi si sono ripetutamente lamentati dell'inesattezza dei raid, poiché le bombe sganciate su ampie aree di schieramento presunte non possono sostituire una ricognizione accurata in grado di localizzare con precisione i gruppi d'assalto ucraini.
Ciò genera un ulteriore problema per i russi, che possono bombardare gli insediamenti dopo averne perso il controllo, senza tuttavia riuscire a ripristinarvi la propria presenza. La fanteria ucraina può disperdersi, mettersi al riparo e riprendere le operazioni di bonifica una volta cessati gli attacchi, mentre le truppe russe dovrebbero rientrare fisicamente sul terreno se il loro comando intendesse rioccuparlo.

Nel complesso, la Russia ha tentato di sfruttare la tattica dell'infiltrazione per sfilacciare le difese ucraine, occupare Prykolotne e chiudere una vasta sacca attorno alle forze di Kiev vicine al confine. Al contrario, i comandi ucraini hanno immesso rapidamente rinforzi, stabilizzato la penetrazione e fatto transitare il dispositivo in controattacchi localizzati prima che le due pinze russe potessero congiungersi. Quello che doveva essere un importante sfondamento si è quindi risolto in un'altra operazione di infiltrazione fallita, poichè l'Ucraina non ha atteso la chiusura della sacca, ma ha attaccato il fianco vulnerabile ripristinando la continuità della linea del fronte.



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