L’artiglieria ucraina sconfigge il fuoco di controbatteria abbattendo i droni prima che vengano rilevati.

Feb 6, 2026
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Oggi gli aggiornamenti più importanti arrivano dai cieli dell’Ucraina.

Sopra una linea del fronte in cui droni da ricognizione e d’attacco scandagliano costantemente il cielo, le unità di artiglieria operano sotto la minaccia permanente di individuazione immediata e di fuoco di controbatteria. In questo contesto, la sopravvivenza dipende ormai dal rendere l’artiglieria di fatto invisibile, preparando il terreno a un cambiamento fondamentale nel modo in cui viene combattuta la guerra di controbatteria.

Secondo le informazioni disponibili, questi team di intercettazione sono integrati direttamente all’interno delle formazioni di artiglieria, invece di operare come risorse di difesa aerea separate, offrendo così ai serventi dei pezzi un mezzo organico per proteggersi in tempo reale. Il loro compito è ristretto ma cruciale: individuare, tracciare e distruggere i droni nemici prima che possano localizzare le postazioni di tiro o guidare attacchi di controbatteria.

Questa scelta riflette un adattamento più ampio all’interno dell’artiglieria ucraina, dove la sopravvivenza è diventata importante quanto la potenza di fuoco. Invece di affidarsi esclusivamente al camuffamento, alla mobilità o alle difese aeree di livello superiore, le brigate stanno integrando la guerra contro i droni come funzione centrale dell’artiglieria stessa. Il risultato è un ciclo di risposta più stretto e rapido tra individuazione, intercettazione e prosecuzione del fuoco, senza dover dipendere dal coordinamento con unità di droni vicine, già gravate da numerosi altri compiti di combattimento.

La ragione principale di questo sviluppo è che le munizioni circuitanti e i droni da ricognizione russi pattugliano ormai in profondità le retrovie ucraine, trasformando ogni movimento ordinario in un rischio costante e cancellando di fatto il confine pratico tra prima linea e retrovia. Una volta che un drone rileva un movimento o un’attività di tiro, può stazionare sopra l’area, confermare il bersaglio e trasmettere le coordinate quasi in tempo reale. A quel punto vengono impiegati droni d’attacco a lungo raggio, che individuano e distruggono risorse ucraine ben oltre la portata dei mezzi convenzionali.

Per le unità di artiglieria, questa minaccia è amplificata all’estremo. La loro relativa immobilità, i cicli di tiro prevedibili, i bagliori alla bocca da fuoco e le firme acustiche le rendono particolarmente vulnerabili. I pezzi trainati restano esposti più a lungo, mentre anche i sistemi semoventi devono fermarsi, dispiegarsi, sparare e riposizionarsi entro finestre di tempo molto ristrette. Un singolo drone di osservazione può innescare un’intera catena di attacco. Per eliminare qualsiasi dipendenza dalla fortuna nell’individuazione rapida dell’artiglieria ucraina, le forze russe saturano lo spazio aereo con droni, mantenendo una pressione di rilevamento continua. In questo ambiente, il solo ricorso al mascheramento tradizionale e alle tattiche di “spara e spostati” non è più sufficiente perché l’artiglieria ucraina rimanga efficace sul campo di battaglia.

Di conseguenza, le unità di intercettazione integrate funzionano ora come uno strato protettivo sopra le operazioni di artiglieria, scandagliando costantemente lo spazio aereo in cui è più probabile la comparsa di droni russi. Piccoli e veloci droni intercettori vengono lanciati non appena UAV da ricognizione o d’attacco nemici vengono rilevati dai radar e dagli scanner di prima linea, correndo a ingaggiarli prima che possano fissare una posizione di tiro o trasmettere le coordinate. Non si tratta di un’azione isolata, ma di un ciclo continuo, con operatori che ruotano i droni per mantenere una copertura persistente.

Man mano che gli intercettori ripuliscono il cielo, creano zone temporanee di sicurezza in cui i pezzi possono dispiegarsi, sparare e riposizionarsi con un rischio ridotto di individuazione immediata. Queste zone sono dinamiche e si spostano con le batterie o al variare delle missioni. L’obiettivo non è la negazione totale dello spazio aereo, ma un controllo locale e limitato nel tempo, sufficiente a consentire all’artiglieria di operare senza essere immediatamente esposta.

L’integrazione di unità dedicate di intercettazione dei droni nelle brigate di artiglieria ucraine ha iniziato a minare il meccanismo centrale della guerra di controbatteria russa, negando al nemico un’osservazione aerea affidabile. Le unità incaricate di abbattere i droni ostili stanno spezzando la catena di individuazione russa che un tempo consentiva attacchi di controbatteria quasi istantanei, costringendo le missioni di fuoco avversarie a diventare meno continue ed efficaci.

Nel 2025, secondo quanto riportato, le forze ucraine hanno abbattuto più di 1.000 droni da ricognizione nemici, degradando direttamente le capacità russe di intelligence, sorveglianza e ricognizione. Di conseguenza, la sopravvivenza dell’artiglieria ucraina è aumentata in modo evidente e le brigate segnalano un ritmo di fuoco significativamente più elevato, con perdite inferiori dovute alla ricognizione e ai droni d’attacco nemici rispetto alle fasi precedenti della tattica russa.

Nel complesso, l’integrazione dei droni intercettori direttamente nelle unità di artiglieria segna un cambiamento strutturale nel modo in cui la potenza di fuoco sopravvive e opera sotto una sorveglianza aerea costante. Portando la difesa aerea al livello della batteria, l’artiglieria ucraina non si limita più a reagire al dominio dei droni, ma lo contesta attivamente, ripristinando la libertà di manovra nelle retrovie contese. Questo rende di fatto l’artiglieria invisibile per finestre di tempo critiche, spezzando il circuito di feedback che rendeva il fuoco di controbatteria russo così letale. L’implicazione più profonda è che la stessa guerra di controbatteria viene sconfitta non con cannoni a maggiore gittata o più rapidi, ma controllando lo spazio aereo in cui ha origine l’individuazione dei bersagli.

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