Oggi le notizie più importanti arrivano dall’Ucraina.
Qui la Russia si prepara a nuove offensive, senza mostrare segni di voler frenare le proprie ambizioni di avanzare. Tuttavia, l’Ucraina ha costruito una nuova e massiccia linea difensiva che sta già mandando in frantumi le ambizioni russe e costringendo Mosca a sacrificare centinaia di migliaia di soldati in più.

Recentemente, l’esercito ucraino ha diffuso filmati estesi della creazione di una nuova e vasta fortificazione difensiva, lunga circa 2.000 chilometri, posizionata ben dietro l’attuale linea del fronte. Il progetto, costato circa 2 miliardi di dollari USA, rappresenta un investimento su larga scala in infrastrutture moderne e stratificate, concepite come una forma di assicurazione, indipendentemente da come evolveranno gli eventi sul campo di battaglia o al tavolo dei negoziati.


Il sistema difensivo è stato progettato deliberatamente in risposta a precedenti carenze operative e alle dure lezioni apprese sul campo, in particolare dagli scontri intorno a Pokrovsk e Dobropillia. Con risorse umane limitate, l’Ucraina ha abbandonato il tentativo di mantenere il terreno tramite dense concentrazioni di truppe e ha invece costruito una vasta rete di ostacoli destinata a creare zone di uccisione praticamente invalicabili. L’enfasi non è posta sulla guerra di manovra o su rapide controffensive, ma sul negare l’avanzata attraverso un’attrizione sistematica, rallentando, incanalando ed esponendo le forze attaccanti a un fuoco di precisione continuo.

Sostituendo il numero di uomini con profondità difensiva, ostacoli e fuochi integrati, le fortificazioni degradano il ritmo operativo nemico, impongono perdite elevate a qualsiasi tentativo di sfondamento e permettono alle forze ucraine di concentrare in modo flessibile mezzi e potenza di fuoco dove risultano più efficaci, garantendo al contempo la sicurezza di vaste aree con personale minimo.

La linea difensiva è stata concepita come una trappola, progettata per contrastare sia la fanteria sia le formazioni corazzate attraverso molteplici strati reciprocamente rinforzanti. Integra mine anticarro e antipersona, 21 file di filo spinato, tre fossati anticarro paralleli e tre cinture successive di “denti di drago” per ostacolare il movimento dei mezzi blindati. Ogni ostacolo svolge una funzione specifica: i campi minati negano l’accesso, il filo spinato disgrega la fanteria, i fossati rinforzati impediscono di usarli come copertura, e i denti di drago interconnessi con il filo limitano lo smantellamento rapido.

Nel loro insieme, queste misure ritardano e incanalano gli attaccanti, aumentando l’esposizione al fuoco difensivo e riducendo la probabilità di brecce coordinate. Oltre alle linee principali, una fitta rete di micro-fortificazioni sostiene piccoli team di operatori di droni con capacità di sorveglianza e attacco fino a quasi 20 chilometri, estendendo le difese in un’ampia zona di distruzione. Queste posizioni integrano guerra elettronica e comprendono bunker e trincee rinforzati e mimetizzati, protetti da coperture superiori e reti contro i droni.

Tuttavia, la linea difensiva non può essere completamente continua, poiché sono necessari attraversamenti per la logistica o per eventuali ritirate. Questi passaggi sono deliberatamente limitati nel numero, anche solo due su un tratto di 16 chilometri, controllando così strettamente i punti di accesso. Costringendo i russi a convogliare verso queste aree ristrette, i difensori mirano a ridurre drasticamente le loro opzioni di manovra. La sorveglianza tramite droni monitora costantemente i movimenti russi, tracciandoli ancora prima che raggiungano la linea difensiva, ma una volta che gli ostacoli iniziano a rallentare e incanalare l’avanzata, gli attaccanti non hanno più dove nascondersi.

Con la perdita di slancio, diventano esposti a colpi di precisione coordinati ucraini da droni, mortai e artiglieria. Inoltre, posizioni fortificate nascoste dietro le cinture di ostacoli forniscono agli ucraini postazioni di tiro protette e rifugi per fanteria e operatori di droni.

Secondo questo concetto difensivo, gli sfondamenti russi di successo diventano statisticamente improbabili. Anche se la linea potesse essere violata tramite un uso sostenuto e concentrato di potenza aerea e artiglieria, la profondità di circa 150 metri della cintura di ostacoli richiederebbe risorse enormi per creare un varco praticabile.

Anche se alcune sezioni venissero danneggiate e alcune forze russe riuscissero a penetrare, sarebbero comunque costrette a muoversi attraverso una zona ristretta sotto fuoco ucraino continuo e multidirezionale. Inoltre, bombardamenti intensivi rischiano di trasformare gli ostacoli in un miscuglio di filo collassato, cemento frantumato e crateri ancora più profondi, complicando ulteriormente il movimento anziché facilitarlo.

Di conseguenza, qualsiasi spinta russa finirebbe per culminare contro un sistema difensivo progettato per assorbire, logorare e distruggere le forze attaccanti a un ritmo superiore alla potenza di combattimento disponibile per la Russia. Le forze russe hanno storicamente faticato a ottenere sfondamenti anche in settori con fortificazioni minime o assenti, quindi una linea difensiva continua su larga scala di questa entità è destinata ad avere anche un forte effetto psicologico. La sua profondità e le ingenti risorse e il personale necessari per superarla amplificano ulteriormente il suo impatto deterrente, rafforzando sia i vincoli operativi sia quelli legati al morale per qualsiasi offensiva.

Nel complesso, la nuova linea difensiva ucraina rappresenta una misura preventiva rispetto a qualsiasi possibile sviluppo futuro e una preparazione a una guerra di logoramento ancora più dura, mirata a degradare la capacità offensiva russa qualora venisse raggiunta.

Tuttavia, anche se il nemico riuscisse ad arrivarci, superare la profondità, la densità e le postazioni di fuoco integrate risulterebbe probabilmente proibitivo in termini di costi e insostenibile sul piano operativo per i russi anche solo tentare.


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