L’India volta le spalle alla Russia: tagliati i legami economici, le navi petrolifere sono le prossime.

Feb 13, 2026
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Oggi, la notizia più importante arriva dall’India.

Qui, i responsabili politici russi si stanno svegliando davanti a uno shock: l’India inizia a voltare le spalle al suo partner di lunga data, tagliando i legami energetici e detenendo le petroliere della shadow fleet che un tempo trasportavano liberamente petrolio sanzionato. In un cambiamento drastico, Nuova Delhi si allinea con l’applicazione delle sanzioni occidentali, esponendo la linea di vita marittima della Russia e segnalando che le navi russe potrebbero presto essere le prossime.

In un’azione senza scrupoli, la Guardia Costiera indiana ha appena sequestrato tre petroliere della Shadow Fleet iraniana, tutte presumibilmente soggette a sanzioni statunitensi per trasporto illegale di petrolio. I primi rapporti indicano che queste navi erano coinvolte nel trasferimento di greggio iraniano di contrabbando da una nave all’altra in mare. È importante sottolineare che queste navi della Shadow Fleet non sono legate a un singolo paese; trasportano petrolio illegale e non assicurato per conto di vari stati sanzionati contemporaneamente.

Fino a ora, l’India acquistava petrolio russo sanzionato trasportato da queste petroliere della shadow fleet, ma il recente cambiamento di politica l’ha portata a sequestrare proprio le stesse imbarcazioni.

Sebbene l’attenzione immediata sia sull’evasione delle sanzioni iraniane, le implicazioni sono più ampie perché queste navi sono utilizzate sia dalla shadow fleet iraniana sia da quella russa. Pertanto, ostacolare le operazioni iraniane della shadow fleet limita anche la capacità della Russia di spedire petrolio a prezzi scontati ai mercati globali.

L’esposizione delle rotte della shadow fleet verso l’Asia suggerisce che i rapporti commerciali tra India e Russia stanno cambiando. Recentemente, Indian Oil, Bharat Petroleum e Reliance Industries, tra le più grandi raffinerie indiane, hanno iniziato a rifiutare nuove offerte di greggio russo anche scontato, mentre la maggior parte delle altre raffinerie ha sospeso gli acquisti. Questo cambiamento è il risultato di un nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e India dopo mesi di negoziati. In cambio dell’interruzione delle importazioni di petrolio russo, gli Stati Uniti hanno accettato di ridurre le tasse su molti prodotti indiani dal 25 percento al 18 percento, eliminando anche una tassa punitiva aggiuntiva del 25 percento precedentemente applicata ai beni indiani per l’acquisto di petrolio russo.

Secondo funzionari statunitensi, queste modifiche sono state attuate perché l’India acquisterà meno petrolio dalla Russia e invece ne comprerà di più dagli Stati Uniti e dal Venezuela. Per salvare la faccia, Mosca ha dichiarato ufficialmente che l’India non si è mai affidata a un solo paese per le importazioni di petrolio, anche se i funzionari russi comprendono che l’India ridurrà drasticamente, se non del tutto, le importazioni di petrolio russo. Di conseguenza, le esportazioni energetiche della Russia dipendono sempre di più dalla Cina, che ora assorbe circa il 50 percento del suo petrolio esportato. Questo squilibrio conferisce enorme leva alla Cina, che può usarla per ottenere ulteriori sconti.

Il recente sequestro di petroliere della shadow fleet da parte dell’India rappresenta un passo significativo nei suoi sforzi di diversificazione. Questi sequestri, insieme alla sospensione degli acquisti, dimostrano che l’India è disposta a intervenire e fermare i tentativi di eludere le sanzioni in linea con gli alleati dell’Ucraina, arrivando persino a farle rispettare. L’azione dell’India sul trasporto iraniano ha importanti implicazioni: invia un segnale chiaro che il paese sta creando le basi legali e politiche per intraprendere in futuro azioni più decise contro le operazioni della shadow fleet russa.

Interrompendo le navi legate all’Iran, l’India sta normalizzando l’uso della propria marina e guardia costiera per reprimere le spedizioni che eludono le sanzioni nell’Oceano Indiano, una rotta chiave utilizzata anche dai trasporti di petrolio russo verso l’Asia, attraverso cui transitano circa il 66 percento delle esportazioni totali di greggio russo. Oltre al semplice movimento, le navi russe sfruttano regolarmente l’inefficace applicazione delle regole nell’Oceano Indiano per eludere le sanzioni tramite trasferimenti da nave a nave.

Le azioni dell’India dimostrano che ha la capacità e la volontà di interrompere queste operazioni, anche senza andare direttamente contro le navi russe per ora. In questo modo, i sequestri contro l’Iran fungono da test, mostrando come l’India possa allineare l’applicazione delle regole commerciali, segnalando al contempo sostegno alle sanzioni statunitensi.

Nel complesso, l’isolamento economico della Russia cresce giorno dopo giorno, poiché la minaccia arriva ora anche da paesi precedentemente alleati. Ciò che Mosca presumeva rimanesse confinato al Mar Nero, al Baltico, al Mare del Nord, all’Atlantico, al Mediterraneo, ai Caraibi e alle acque dell’Africa occidentale e settentrionale si è ora esteso anche all’Oceano Indiano. Con l’India, un ex partner, che segnala chiaramente la sua disponibilità a far rispettare le sanzioni e sequestrare navi legate all’Iran, Mosca si trova di fronte a una dura realtà: le navi della sua shadow fleet sono le prossime, mettendo a rischio diretto una linea vitale per le esportazioni e la leva economica e geopolitica della Russia.

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