Oggi arrivano notizie importanti dalla direzione di Zaporizhia.
Qui le forze ucraine hanno avviato un’operazione di rastrellamento che ha sorpreso il nemico, il quale l’ha interpretata come una grande controffensiva. Ciò ha portato a dichiarazioni e avvertimenti contraddittori da parte degli analisti russi, che non avevano ancora compreso come il fronte fosse realmente crollato.

Nell’ambito delle normali misure di contro-infiltrazione, la ricognizione ucraina ha individuato fanteria nemica trincerata in un edificio a Prydorozhne, a sud di Ternuvate, spingendo al dispiegamento di un gruppo di bonifica. Tuttavia, a causa della critica perdita russa di Starlink, gli ucraini hanno incontrato un’attività di droni molto più limitata e un fuoco d’artiglieria meno preciso.

Di conseguenza, le operazioni di rastrellamento sono avanzate molto più rapidamente del solito, poiché le truppe ucraine hanno eliminato gli infiltrati e issato la bandiera nazionale, confermando il controllo anche nello spazio informativo online. Azioni localizzate simili sono state avviate a sud di Pokrovske e Velykomikhailivka, con l’obiettivo di stabilizzare il settore più a nord rimuovendo elementi russi avanzati che si erano infiltrati durante precedenti attacchi.

Il successo di queste operazioni è stato amplificato da efficaci attacchi con droni FP-2 contro posizioni utilizzate dagli operatori russi di FPV dell’unità Rubicon, l’unica presente in grado di fornire supporto con droni a fibra ottica non influenzati dall’interruzione di Starlink.


Le forze ucraine hanno inoltre colpito siti logistici russi, compresa una base che immagazzinava mezzi di trasporto come automobili, motociclette e persino cavalli. Ulteriori filmati del 225º Reggimento d’Assalto hanno mostrato un gruppo d’assalto russo colpito con precisione mentre scaricava munizioni dal bagagliaio di un’auto.


Tali perdite hanno ulteriormente degradato la mobilità russa e accelerato ancora di più la velocità delle operazioni di rastrellamento ucraine nelle retrovie, con le unità di terra che avevano molte meno minacce di cui preoccuparsi e potevano agire in modo molto più aggressivo.

Un dettaglio cruciale è che quando infiltrati russi arrivano in un insediamento, le forze russe considerano quell’insediamento e il terreno antistante come conquistati.

Tuttavia, con i loro infiltrati eliminati dagli insediamenti in tutti i settori di Huliaipole e Dnipropetrovsk, i russi hanno immediatamente pensato al peggio: doveva essere in corso una grande controffensiva ucraina.

Questa idea allarmante è stata ulteriormente rafforzata da rapporti secondo cui le forze ucraine erano attive sulla riva orientale del fiume, che i russi consideravano già conquistata, ma che in realtà coincideva semplicemente con la linea del fronte.

Ciò significava che, a causa della mancanza di comunicazione, degli attacchi ucraini nelle retrovie, delle operazioni di rastrellamento e dei precedenti rapporti errati dei comandanti russi locali, nella prospettiva dei generali russi gli ucraini avevano appena lanciato la più grande controffensiva dai tempi di Kursk e stavano penetrando in profondità nelle linee russe.

L’apparato informativo russo ha immediatamente ripreso i propri rapporti e ha iniziato a minimizzare l’inesistente operazione ucraina. Le forze russe hanno affermato che era stata respinta e fermata a est del fiume, fabbricando rapidamente resoconti sull’accerchiamento e la distruzione delle forze ucraine, ancora una volta esattamente lungo l’attuale linea di contatto. Ironicamente, è stato il comando ucraino stesso a chiarire la situazione, respingendo pubblicamente le affermazioni di una controffensiva nell’area e mettendo in imbarazzo i russi. Il portavoce Vladyslav Voloshyn ha dichiarato che le mappe russe non riflettevano la realtà e che le azioni ucraine consistevano in ricognizioni e operazioni di bonifica, non in un’offensiva.

È interessante notare che i russi hanno ammesso indirettamente che la linea del fronte si trova esattamente dove l’Ucraina e gli analisti open-source affermano che sia, con i russi che avevano sopravvalutato i propri progressi di oltre 10 chilometri. La stessa chiarificazione ha evidenziato quanto le percezioni russe si fossero allontanate dalla realtà e ha rivelato una vulnerabilità più profonda.

La paura russa di una controffensiva ha innescato disorganizzazione, panico e una corsa alla risposta, permettendo alle unità ucraine di eliminare gli infiltrati con maggiore facilità. È significativo che fonti affidabili abbiano persino riportato casi in cui i russi hanno aperto il fuoco sui propri gruppi d’assalto inviati a fermare la presunta offensiva inesistente.


Nel complesso, le operazioni di rastrellamento ucraine a nord di Huliaipole hanno smascherato la farsa russa di esagerare i successi e negare immediatamente le battute d’arresto, mentre allo stesso tempo il modo russo di segnalare il terreno conquistato li aveva indotti a credere che fosse in corso una grande controffensiva. Con gli ucraini che hanno quasi fatto crollare la linea russa senza nemmeno averne l’intenzione, ciò fornirà sicuramente al comando ucraino nuove idee per attuare una strategia capace di farlo realmente. Mentre gli ucraini tendono a imparare da tali esperienze, il comando russo storicamente non lo fa; gli errori verranno ripetuti e saranno pronti per essere sfruttati. L’Ucraina non si era prefissata di provocare un collasso, eppure la paralisi del comando russo ha trasformato limitate operazioni di bonifica in una destabilizzazione dell’intero settore al primo segnale di pressione coordinata.


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