La Russia si espande in Africa con la forza per compensare l’isolamento globale

Jan 30, 2026
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Oggi, gli sviluppi più interessanti arrivano dall’Africa.

Nel corso del 2025, la Russia ha intensificato la sua presenza in Africa, cercando di espandere la propria influenza sul continente per compensare il crescente isolamento internazionale. Tuttavia, questa strategia presenta gravi limiti, poiché si basa su guadagni a breve termine poco affidabili, che non compensano la perdita delle precedenti alleanze.

La Russia ha ratificato accordi di cooperazione militare con diversi Stati africani, concentrando il proprio impegno sulla collaborazione con i governi e vari attori paramilitari locali. Seguendo il suo modello consolidato, la Russia fornisce equipaggiamento militare, istruttori e consulenti per influenzare i governi locali e ottenere concessioni strategiche.

Le vendite di armi rappresentano la parte più visibile di questa strategia, che oltre a piccoli armamenti include spesso veicoli corazzati, caccia SU-30 e sistemi di difesa aerea S-300. Per i governi che affrontano conflitti interni o minacce alla stabilità del regime, queste forniture rappresentano un supporto immediato. Per la Russia, invece, creano una dipendenza a lungo termine, poiché le forze locali necessitano di munizioni, pezzi di ricambio e supporto tecnico russi per mantenere operativo l’armamento.

Le missioni di addestramento e consulenza rafforzano ulteriormente questa dipendenza. Il personale russo lavora direttamente con le forze armate locali, aiutando nell’addestramento e nelle operazioni. Questi consiglieri operano spesso vicino alle linee del fronte, pur restando ufficialmente fuori dai ruoli di combattimento diretto, permettendo alla Russia di influenzare le decisioni militari e le politiche di sicurezza interna limitando la responsabilità formale.

Questa espansione è una conseguenza diretta dell’isolamento crescente della Russia sulle scene europea e globale. Con l’invasione dell’Ucraina entrata nel quarto anno, la Russia ha subito severe sanzioni internazionali ed è stata tagliata fuori dai principali mercati energetici europei. Anche se la guerra in Ucraina terminasse, le cicatrici rimarrebbero, minando la credibilità della Russia in Europa per anni. Inoltre, il sovraccarico russo in Ucraina ha contribuito alla caduta di alleati di lunga data, tra cui Assad in Siria e Maduro in Venezuela.

Per compensare la riduzione della portata geopolitica, la Russia ha intensificato gli sforzi di influenza in Africa. Il continente offre materie prime per aggirare le sanzioni, mercati alternativi per l’industria della difesa e un blocco di supporto diplomatico all’ONU. Mancando del capitale necessario per competere con i progetti infrastrutturali cinesi o con gli aiuti occidentali, Mosca si affida invece a strutture paramilitari come l’Africa Corps per cogliere opportunità. In paesi come Sudan e Repubblica Centrafricana, queste forze proteggono siti minerari di oro, diamanti e litio, entrate che sostengono l’economia russa in declino e consentono l’accesso a terre rare critiche per la produzione di armi, tra le altre cose. La Russia cerca inoltre di stabilire strutture militari e basi navali, prevalentemente in Libia e Sudan, e sempre più in Madagascar, tentando di sostituire il piede perduto al di fuori delle sue coste in Siria e proiettando potere sul Mediterraneo, sul Mar Rosso e sull’Oceano Indiano.In Europa, la Russia ha perso stabilità, legittimità e influenza prevedibile. In Africa, cerca compensazioni attraverso la presenza militare, l’accesso alle risorse naturali e la capacità di sfidare l’influenza occidentale. Questo non ripristina lo status precedente della Russia, ma fornisce leva nelle regioni dove i vincoli istituzionali sono più deboli e la stabilità politica più fragile.

In Europa, la Russia ha perso stabilità, legittimità e influenza prevedibile. In Africa, cerca compensazioni attraverso la presenza militare, l’accesso alle risorse naturali e la capacità di sfidare l’influenza occidentale. Questo non ripristina lo status precedente della Russia, ma fornisce leva nelle regioni dove i vincoli istituzionali sono più deboli e la stabilità politica più fragile.

Pur avendo guadagnato rapidamente influenza attraverso la forza, la strategia russa manca della profondità necessaria per un successo duraturo. Il modello russo si concentra esclusivamente sulla sicurezza hard e sulla protezione delle élite, trascurando lo sviluppo sociale ed economico necessario per una reale stabilità statale. Di conseguenza, la presenza delle forze russe spesso coincide con un aumento della violenza locale e un peggioramento della situazione umanitaria. Le consegne di armi e l’impiego di contractor possono rafforzare i regimi nel breve termine, ma a scapito della capacità di ottenere stabilità duratura, erodendo rapidamente capacità istituzionali, coesione sociale e costruzione statale sostenibile. Questa maggiore instabilità aumenta a sua volta la dipendenza dalla Russia per assistenza alla sicurezza esterna, approfondendo la dipendenza e creando un ciclo autodistruttivo che permette alla Russia di mantenere solo una leva a breve termine.

Ciò mantiene temporaneamente l’influenza, ma se attori esterni intervengono attraverso veri programmi di costruzione dello Stato, lo Stato dipendente resta esposto, compromettendo il valore della relazione per la Russia. Un’alleanza sostenibile richiede investimenti nelle istituzioni e nella governance. Il modello attuale della Russia dà priorità alla leva rispetto allo sviluppo, limitando partnership durature e proficue a lungo termine.

Complessivamente, il ruolo crescente della Russia in Africa riflette uno sforzo per compensare la perdita di influenza altrove attraverso la leva militare, ma gli sviluppi sul terreno mettono in luce la fragilità di questo approccio. Per esempio, in Mali la violenza degli insurgenti continua a diffondersi a livello nazionale nonostante il sostegno russo. In Sudan e Madagascar, attori esterni concorrenti, come Arabia Saudita e Cina, sfidano sempre più la posizione della Russia, dimostrando quanto facilmente la sua influenza possa essere sostituita. Col tempo, questo modello rischia di lasciare la Russia sovraccarica, sostituibile e incapace di trasformare l’influenza in un allineamento strategico duraturo.

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